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lunedì 8 giugno 2015

Il Popolo Bue non abita a Napoli - su De Luca. il pd, Renzi e i...napoletani

Le ultime elezioni regionali e segnatamente i risultati di quelle svoltesi qui in Campania sono molto indicative. Mandano, dal mio punto di vista, diversi segnali contrastanti tra loro ma estremamente chiari ed inequivocabili. Proverò in estrema sintesi ad elencare ed a provarne e a spiegare alcuni punti essenziali UN RISULTATO POSITIVO Hanno punito giustamente 5 anni di governo della giunta regionale di centrodestra presieduta da Caldoro. Una giunta ed un governo responsabili di immobilismo sull'utilizzo dei fondi europei, tagli draconiani alla sanità che hanno aumentato i disagi strutturali , abbassato il livello qualitativo del servizio con un alto costo sociale per i ceti meno abbienti. Se a questo si aggiunge lo stato del servizio di trasporto pubblico interregionale, la mancata attuazione di interventi di bonifica e riqualificazione ambientale, il sostanziale immobilismo sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e la nefasta opera di intervento sulla questione del lavoro operata dall'assessore alla disoccupazione , Severino Nappi, appare chiaro che il risultato di Caldoro è persino lusinghiero. UN RISULTATO NEGATIVO MA PARADOSSALMENTE POSITIVO Un astensione attorno al 50% che mostra disaffezione alla politica di troppi cittadini ma, al tempo stesso, un segnale fortissimo alla politica stessa che ormai si è arrivati al limite della sopportazione e una richiesta forte di cambiamento concreto e tangibile da parte della metà dei cittadini di questa regione. UN RISULTATO NEGATIVO PER LA CAMPANIA E PER I SUOI CITTADINI Lo pensavo prima delle elezioni e non ho cambiato idea adesso. Candidare un condannato in primo grado, ancorchè per legge candidabile ed eleggibile, a governatore della campania pur sapendo che una volta eletto sarebbe stato inevitabilmente sospeso e dunque messo ..almeno per un periodo di tempo abbastanza lungo, nelle condizioni di non poter governare in forza di una legge in vigore. la Legge Severino, è stata una scelta da avventurieri ed irresponsabili. Il frutto avvelenato di una partita elettorale e politica estranea agli interessi della Campania giocata da un candidato che si presenta sperando , una volta eletto, di poter governare a dispetto della legge. Di un gruppo dirigente di partito locale non all'altezza della sfida e assolutamente incapace non solo di produrre un'altra candidatura ma completamente al servizio di pochi signori di tessere e voti. In pratica un gruppo dirigente a guardia del bidone. Un leader di partito e capo del governo colpevole o di sottovalutazione del pasticcio in cui avrebbe ficcato la Campania e se stesso o di impossibilità di esercitare appieno la sua leadership in periferia. In entrambi i casi non certo un punto a suo favore. UN RISULTATO POSITIVO ED UN SEGNALE DI SPERANZA Se si guarda con attenzione ai risultati della sola città di Napoli il quadro non è affatto fosco. A Napoli non ha votato il 50% degli elettori come nel resto della regione ma...di quelli che sono andati a votare... la maggioranza non ha premiato ne Caldoro nè De Luca ..il primo partito in città infatti risulta il movimento 5 stelle. Significa che per la stragrande maggioranza dei napoletani non si riconosce più nell'offerta politica delle due grandi coalizioni e partiti tradizionali. Questo è un segnale di sfiducia verso la politica ma anche e soprattutto una richiesta di novità e cambiamento. In pratica i cittadini napoletani(la gran parte) hanno punito Caldoro e i suoi 5 anni di governo della regione e... rifiutato il "pacco".. DeLuca. Per una volta Napoli è piacevolmente controcorrente e lascia ben sperare in un futuro meno plumbeo per questa splendida e martoriata città. Un segnale di speranza.Chi e quanti saranno disponibili a cogliere questa speranza di cambiamento e a impegnarsi direttamente per darle una rappresentanza?

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martedì 19 maggio 2015

Napoli - Lavoro, Pangea Blu chiama in causa i candidati governatore (19....

DIGNITA' - LIBERTA'...... LAVORO Pubblichiamo di seguito l'intervista fatta prima dell'assemblea sul Lavoro a Napoli che si è tenuta Lunedì 18 maggio al maschio Angioino)

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mercoledì 9 luglio 2014

Napoli-Storia triste di un povero ragazzo ridotto in fin di vita, un cornicione e di tante, ipocrite, lacrime di coccodrillo

Salvatore Giordano, un ragazzo di 14 anni colpito dai calcinacci caduti da un cornicione della Galleria Umberto a Napoli, è in come profondo e forse non ce la farà. E’ triste pensare che un ragazzino di 14 anni mentre passeggia in galleria (uno dei “monumenti” di Napoli) possa morire per l’incuria e la mancanza di manutenzione e messa in sicurezza di un manufatto già segnalato a rischio per altri crolli avvenuti in precedenza. Preoccupa e fa paura sapere che quello che è capitato allo sfortunato Salvatore poteva capitare ad ognuno di noi o ad un nostro conoscente o ad un nostro figlio che va a guardare una vetrina, a sedersi ad un bar o a mangiarsi il gelato in galleria. E’ sconcertante realizzare che potrebbe capitare domani in un qualsiasi posto di una città che cade letteralmente a pezzi. A via dei Mille e nel “salotto” della città come nel centro antico o in una qualsiasi periferia cittadina. E’ terribile e amaro dover constatare che Napoli è ormai una città abbandonata a se stessa e alla unica protezione di san Gennaro e della buona sorte individuale. Ma la cosa che più amareggia è l’assoluta inadeguatezza della sua classe dirigente, della sua classe politica, della sua “borghesia”, dei suoi media, dei suoi giornalisti, dei suoi cittadini. Una città in cui quasi ognuno si fa i “cazzi suoi”, quasi ognuno pensa di essere più furbo degli altri, un brodo di coltura fetido in cui ognuno sembra rassegnato ed assuefatto allo sbriciolamento quotidiano di qualsiasi valore che metta al centro il “bene comune” e l’interesse collettivo. Prevenzione, manutenzione, interventi strutturali, controlli, rispetto delle regole, a Napoli sono rotture di scatole, lacci e lacciuoli che impediscono la libera creatività anarchica e individuale. Salvo poi ad ogni, morto o ferito in strada dalla camorra, dopo un accoltellamento a piazza bellini o nella movida di P.zza San Pasquale, ad ogni allagamento dovuto ad una pioggia un po’ più forte, ad un albero che cade e uccide una signora che sta attraversando la strada in auto, una ragazza travolta e uccisa da un lampione caduto mentre attraversa una delle strade più belle di Napoli, ad ogni suicidio di disoccupato, ad ogni statistica che mette in risalto che c’è la disoccupazione giovanile più alta d’Italia, lamentarsi tutti perché così non si può vivere, la città non è sicura, senza lavoro non c’è dignità. E allora bestemmie, maledizioni e invettive contro le istituzioni che dovevano controllare e non hanno controllato, contro i politici, contro i vigili, contro l’amministrazione, contro la sovrintendenza, contro i vandali, contro chi inquina, contro chi avvelena , contro la borghesia, contro il popolino ignorante e cafone, contro il vicino di casa e chi ne ha più ne metta. Mai che ci si fermi a chiedersi, magari di nascosto, “e io”?.. “non ho nessuna colpa, nessuna responsabilità”?. Mai .. è sempre colpa di qualcun altro.E i giornali locali, i giornalisti che ci scrivono dedicano titoli ridondanti e pagine e pagine di articoli per descrivere tutte le situazioni di degrado e abbandono che chi vive a Napoli, compresi i giornalisti, conoscono perfettamente e vedono quotidianamente. Eppure ci sono in questa stessa città, in questa stessa Napoli, comitati, associazioni, cittadini che quotidianamente, in ogni quartiere, spesso in maniera volontaria e gratuita, v si occupano di questi problemi. Associazioni e comitati che denunciano quotidianamente, ingiustizie, abusi, degrado, abbandono, segnalano problemi, propongono soluzioni, manifestano per il lavoro, per chiedere il rispetto delle regole e dei vincoli ambientali. Propongono soluzioni alternative, si battono per la cura del verde e degli alberi, per la manutenzione delle strade, del verde, per i servizi che mancano, per le spiagge negate, per il dissesto idrogeologico, per le scuole a rischio di crollo, per l’abbandono dei monumenti, per un servizio di raccolta e smaltimento rifiuti inadeguato e al tempo stesso costosissimo. Movimenti e associazioni che denunciano la stretta correlazione tra l’esistenza di questi problemi e la mancanza di lavoro, tra la risoluzione di tutti questi problemi e la creazione di sviluppo e nuovo lavoro. E la sua stretta relazione con la qualità della vita dei cittadini e la rinascita di Napoli. Eppure, qualche giorno dopo l’evento tragico, i giornali si dimenticano di tutto ciò che hanno denunciato qualche giorno prima, ridanno voce alle stesse notizie di prima, non danno mai conto dell’attività delle tante associazioni e cittadini che quelle cose le denunciano ogni giorno, e pagine e pagine su quanti consiglieri sono rimasti alla maggioranza del sindaco o del presidente della regione, su chi è passato con chi e viceversa, su quali regole cambiare(per poterle infrangere) per progetti e iniziative speculative a favore di interessi economici e speculativi. E la maggioranza dei napoletani li segue oppure riprende ad occuparsi dei “cazzi suoi”. Perché tanto “non cambia mai nulla” e dunque “speriamo che qualche potente di turno mi dia una mano”. Apprendiamo mentre scriviamo che il povero Salvatore purtroppo non ce l'ha fatta. Speriamo che dopo la sua morte tragica la maggioranza dei napoletani tornino a fare e d essere Cittadini e non continuino a fare i sudditi..furbi ma inesorabilmente Sudditi.

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mercoledì 11 giugno 2014

- La Regione dovrà risarcire i disoccupati - Pangea Blu e aderenti Isola Bros mettono in mora Palazzo S.Lucia: 7 milioni da spendere

COMUNICATO STAMPA La Regione dovrà risarcire i disoccupati Pangea Blu e aderenti Isola Bros mettono in mora Palazzo S.Lucia: 7 milioni da spendere Nella conferenza stampa tenutasi oggi lunedì 11 giugno nella sala multimediale G.Nugnes in via Verdi l’associazione Pangea Blu, ha illustrato la vertenza legale che, a nome dei disoccupati Isola Bros aderenti all’associazione, ha avviato contro la Regione Campania. Il presidente dell’associazione, Luca Stamati, e uno degli avvocati di Pangea Blu,dott.Carlo Villari, hanno spiegato anche attraverso l’illustrazione di documenti ufficiali le ragioni della vertenza. I progetti Isola Bros non risultano siano mai stati completati né che siano “perenti” come sostenuto dall’Arlas regionale. Affinché possano essere annullati i progetti occorre un atto uguale e contrario a quello che li aveva istituiti. Non bastano né dichiarazioni né comunicati stampa. La Regione Campania sostiene che le risorse (7milioni e mezzo di euro) ci sono ma che non possono essere spesi perché in attesa di istruzioni del Ministero del Lavoro. Il Ministero del Lavoro conferma l’esistenza delle risorse (bloccate ma disponibili presso il Ministero) e denuncia, attraverso documenti ufficiali, l’inadempimento della Regione Campania nella gestione e nel completamento dei progetti, nonostante abbia ufficialmente, documentalmente e inutilmente sollecitato più volte la Regione in tal senso. Pangea Blu ha quindi avviato formalmente la procedura di messa in mora della Regione Campania. Dai documenti ufficiali in possesso dell’associazione si hanno sufficienti motivi per ritenere che la Regione provveda immediatamente a riprendere i progetti o dovrà risarcire i disoccupati. Alla conferenza stampa era presente anche una delegazione del movimento di lotta per il lavoro che ha espresso simpatia e sostegno a tale iniziativa.

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venerdì 4 aprile 2014

I PROBLEMI DI NAPOLI e dei napoletani SECONDO ... le pagine dei gruppi più frequentati su FACEBOOK

A leggere le pagine dei gruppi,con più iscritti, che si occupano di Napoli su Facebook e soffermandosi sui post che raccolgono più commenti e dunque,si suppone, più coinvolgimento e sensibilità, i problemi da cui sono attanagliati la città e i napoletani sarebbero abbastanza sorprendenti. Nell'ordine le priorità sono... le sorti della squadra di calcio cittadina, il lungomare chiuso al traffico, i venditori abusivi sullo stesso lungomare e su via Roma, la scarsezza e la lentezza dei mezzi pubblici (autobus), il degrado della villa comunale,gli "eventi" organizzati dal Sindaco (regate Coppa America,Pizza Festival,Coppa Davis ecc.) ma sempre legati alle loro conseguenze sulla mobilità in auto attorno al lungomare, la raccolta dei rifiuti solidi urbani e le buche su molte strade.La causa i tutti questi problemi viene naturalmente indicata, in tutti i post e in tutti i commenti di questi gruppi, nelle incapacità politico-amministrative e caratteriali di Luigi De Magistris.Se ne dovrebbe dedurre dunque che rimosso il sindaco o che,se egli rinsavito, ci ripensasse e ripristinasse la circolazione delle auto sul lungomare, eliminasse le buche dal manto stradale, ripulisse via Roma e il lungomare dai venditori ambulanti abusivi, efficentasse il servizio di trasporto pubblico su gomma, potenziasse la raccolta dei rifiuti e la squadra di De Laurentis vincesse qualche partita in più... Napoli sarebbe una città con pochissimi problemi e la qualità della vita dei suoi cittadini salirebbe a livello delle città italiane al vertice della classifica. Ma è davvero così? Non sono napoletano ma vivo a Napoli ormai dal lontano 1980 e ritengo che la questione non sia così semplice. O meglio questi problemi esistono e rendono più difficile la vita quotidiana di questa città ma,se non inserite nel giusto contesto e al di fuori di una analisi profonda delle vere cause del degrado e delle prospettive future, rischiano di fuorviare e distrarre chiunque voglia davvero impegnarsi a cambiare il destino di quest'area metropolitana. Il sindaco è sicuramente tra i responsabili del degrado ma non il maggiore di essi. All'incapacità politico-amministrativa di De Magistris e della sua giunta fa fronte una opposizione politica di destra del tutto inesistente e, a sinistra, un Pd ambiguo e assolutamente impalpabile e un M5stelle invisibile nel dibattito mediatico cittadino sui problemi di Napoli. L'incapacità del Sindaco ha sicuramente aggravato la situazione debitoria ereditata e portato il Comune a rischio di dissesto finanziario ma va detto che il responsabile politico maggiore della crisi economica e sociale è chi di risorse economiche ne aveva e ne ha di più a disposizione..la Regione Campania. Stefano Caldoro che a differenza di de Magistris non si espone mai, procede per linee curve e beneficia dell'appoggio sostanziale della finta opposizione del Pd, gode anche di buona stampa nei media locali. I cittadini napoletani che vivono sulla loro pelle il degrado e il disagio sociale rappresentano la maggioranza ma sono delusi, sfiduciati, non rappresentati e soprattutto divisi tra loro.Il degrado urbanistico e strutturale,economico, sociale e dei servizi di cui soffrono le periferie urbane si somma alla mancanza di lavoro e di futuro dei disoccupati, nuovi e di lunga durata, al precariato diffuso,al lavoro nero, al non lavoro e alla mancanza di qualsiasi prospettiva di trovarlo da parte di quasi 2 giovani su 3. In un contesto di crisi simile la camorra si muove come topi nel formaggio e strangola ancora di più il territorio contribuendo al degrado e alla disperazione del territorio e del suo futuro.Investire su interventi strutturali, su politiche di bonifica e sviluppo per creare nuovo lavoro per le imprese e nuovi posti di lavoro per i napoletani è l'unica prospettiva credibile. Se non si parte da qui si rischia di esercitarsi in chiacchiere da salotto. Se provate a fare una ricerca, sulle pagine dei gruppi che,su Facebook, si occupano di questi ultimi problemi(lavoro,disoccupazione,precarietà e sviluppo,periferie) sono pochissimi e poco frequentati e qualche timido post che provi ad affrontare quest temi non riceve che qualche "mi piace" e, quando va bene, 7 o 8 commenti. Questa è la situazione.Come se ne esce?
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mercoledì 5 febbraio 2014

Io non faccio parte del popolo bue...e tu !!??

Dicesi Popolo Bue la massa di persone ignoranti e disinformate che credono a qualsiasi cosa ed ubbidiscono supinamente al demagogo di turno. Subiscono ingiustizie continue tenendo il capo chino senza mai ribellarsi. Questo nuovo gruppo (che trovate su Facebook)è promosso da PANGEA BLU e nasce dall’esigenza di contrastare il declino e la profonda crisi politica, culturale, ambientale, sociale e soprattutto economica che stiamo attraversando. Il 42% di giovani disoccupati o in cerca di lavoro (al Sud oltre il 50%), precari, esodati, pensioni di fame, disoccupati nuovi e di lunga durata, imprese, che chiudono, famiglie sempre più impoverite, sono un fatto drammatico. Qui a Napoli e in Campania di fronte alla disoccupazione, la mancanza di lavoro e di sviluppo, servizi pubblici che non funzionano, un territorio devastato da cementificazione selvaggia e avvelenato da una politica dissennata sui rifiuti e spesso complice della criminalità organizzata, abbiamo istituzioni incapaci e autoreferenziali. Un Sindaco incapace ed arruffone con una opposizione politica di destra e di sinistra praticamente impalpabile e una Regione assente e inadeguata alla drammaticità del momento. Non si può assistere indifferenti e rassegnati, non si può fare come il popolo bue ed accettare supinamente e con rassegnazione che le cose accadano. Occorre reagire! Facciamo appello a quanti non si sentono BUOI ma cittadini consapevoli ad unirsi a noi per costruire insieme il nostro futuro e quello dei nostri figli e “cambiare facendo”. Difficile? Impossibile? Utopistico? Non è così! Ricordate che… I POCHI COMANDANO E VINCONO SUI MOLTI SOLO QUANDO E SE… I MOLTI SONO RASSEGNATI E DIVISI!!!!! …………se siete interessati...clikkate (Qui)
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martedì 15 maggio 2012

Caldoro, il PD e i Funerali della volpe

Abbiamo letto della proposta di apertura al coinvolgimento dell’opposizione, da parte del presidente della giunta regionale della campania Stefano Caldoro, ai partiti di opposizione. Abbiamo letto le dichiarazioni del capogruppo regionale del Pd, Giuseppe Russo,e di altri esponenti dell’opposizione e ci è tornata alla mente una splendida favola per bambini di Gianni Rodari. La riportiamo di seguito… IL FUNERALE DELLA VOLPE Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale. Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portarono i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraio in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese (disgraziatamente per loro erano nel target del 70 per cento di galline che non leggono mai i giornali…) e subito gridarono anche loro: ” È morta, è morta! Facciamole il funerale“. Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentiva anche in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e si mangiò tutto il corteo. La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione (con gli speciali di Porta a Porta, con Crepet, la Pivetti, la Parietti, la Santanchè, Ballarò con D’Alema e Veltroni, Alfano e Casini, un comico, un frate e un transessuale… e Una trasmissione napoletana. Ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.

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martedì 17 aprile 2012

INCAPACI e IRRESPONSABILI da un lato, INADEGUATI dall'altro


I due curatori fallimentari della Campania e di Napoli (rispettivamente Il presidente della Giunta Regionale Stefano Caldoro e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris) stanno affossando la regione e la città capoluogo.
I dati Bankitalia del giugno 2011 e quelli recentissimi dello Svimez annunciano tempi duri per il 2012.
"Dall'ultimo rapporto di Bankitalia emerge un quadro sempre più preoccupante per la Campania. Il Pil (prodotto interno lordo) della regione è diminuito dello 0,6% (e di 5 volte nel complesso degli ultimi dieci anni), l'occupazione di ben il 40% e in forte calo (17%) sono anche gli investimenti interni al settore industriale, con effetto negativo sullo sviluppo."Campania, cala il Pil. Giù anche l'occupazione
„Una decrescita costante, insomma, come dimostrano incontestabilmente le cifre: mentre nel 2007 il Pil era di 81 miliardi di euro, nel 2008 è calato a 78 miliardi, nel 2009 a 74,6 miliardi e nello scorso anno a 74 miliardi. Il dato più avvilente è certamente quello relativo ai giovani campani, stando al quale risulta che ben 620mila ragazzi tra i 15 e i 34 anni non studiano né lavorano. Di fatto una generazione costretta a saltare il suo appuntamento con un futuro stabile. Emerge inoltre che in regione ci sono 415mila famiglie, il 27% (1 su 5)considerando solo quelle in cui i componenti sono in età da lavoro, nelle quali nemmeno un componente ha un'occupazione.
"
Non un nuovo posto di lavoro creato, imprese che chiudono, piano dei rifiuti ancora al palo, bonifiche del territorio solo annunciate, non un euro sul dissesto idreologico del territorio più disastrato del Paese.
A Napoli la raccolta differenziata dei rifiuti è al 18% (percentuale inferiore di quella ai tempi dell'amministrazione Iervolino), tutti ricordano un'annuncio in pompa magna del Sindaco:"raggiungeremo la percentuale del 70% entro dicembre 2011!!".
L'unico provvedimento concreto contro la crisi dei rifiuti preso dalla Giunta De Magistris è stato quello di mandare i rifiuti all'estero tramite navi e porta la firma del suo concorrente alla carico di Sindaco.
Era questa infatti la proposta di Gianni Lettieri in campagna elettorale. Uno spreco di soldi inutile che rinvia il problema invece di risolverlo. Non un intervento di manutenzione urbana: buche, manto stradale,tombini e pulizia delle fogne (a Napoli bastano 10 minuti di pioggia violenta e si allaga tuto e si blocca il traffico).
20 milioni(a fronte di zero euro da parte di Venezia per lo stesso evento) spesi (regione, provincia e comune insieme) per organizzare 5 giorni di pre-gare e allenamenti dei team che parteciperanno all'America's Cup. Annunci continui di nuovi e prossimi "eventi" e nessun impegno sulle questioni strutturali.
L'ultima perla un accordo con uno degli imprenditori più chiacchierati di Napoli, Alfredo Romeo condannato a 2 anni per corruzzione e responsabile per anni della gestione fallimentare del patrimonio comunale della città,per la gestione e interventi edilizi in una zona della città dove c'è un albergo di sua proprietà.
Insomma due irresponsabili e incapaci che si muovono nel silenzio e nell'assenza più totale delle maggiori forze politiche cittadine. Napoli e la Campania hanno un bisogno disperato di Opposizione. Di una opposizione ferma e portartrice di proposte e progetti alternativi che metta un freno alle politiche fallimentari di Regione e Comune e rilanci lo sviluppo e la creazione di posti di lavoro.
I partiti cittadini sembrano addormentati e distratti. O semplicemente....INADEGUATI??
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venerdì 2 dicembre 2011

Napoli - Partito Democratico e gioco dell'oca


Dopo il " ma anche" nelPD napoletano e campano impazza adesso il gioco dell'oca. Sapete quel gioco che spesso ti costringe a tornare alla casella di partenza? bene è esattamente quello che ha fatto l'attuale gruppo dirigente del pd napoletano.
In una nota in cui i vertici del partito prendono posizione sulla vicenda dei rifiuti napoletani e firmata dal commissario provinciale A.Orlando, dal segretario regionale E. Amendola, dai capigruppo regionale, provinciale e comunale, dal responsabile del Forum ambiente - si legge sul corriere del mezzogiorno di oggi - si dichiara tra l'altro:
"La realizzazione degli impianti previsti da un moderno ciclo industriale dei rifiuti è indispensabile per la definitiva e reale soluzione del problema senza inutili e costose soluzioni tampone". e continua con l'affondo finale :
"L'immediato avvio dell'impiantistica di chiusura del ciclo(termovalorizzatore, compostaggio e discariche); (...) l'individuazione di appositi siti di smaltimento che consentano un tempo adeguato per la realizzazione degli impianti; l'implementazione della raccolta differenziata anche attraverso sistemi tecnologicamente avanzati".
Dopo la scelta scellerata degli inceneritori fatta da nel 1994 da Rastrelli e fatta propria da Bassolino e dai vari commissari straordinari che in oltre 15 anni si sono succeduti in Campania, dopo diverse emergenze e fino alle primarie per la scelta del candidato alle ultime elezioni per ilsindaco di Napoli.
Il Pd napoletano e campano torna al 1994!!
Eppure alle primarie registrammo con piacere che finalmente anche i tre candidati alle primarie avevano capito a fatta propria la scelta inutile e dannosa di un nuovo inceneritore.
Oddati prima e poi anche Cozzolino e Ranieri avevano sposato la linea alternativa della raccolta e smaltimento dei rifiuti che pochi di noi nel pd sostenevano da anni.
Oggi, inopinatamente e senza alcuna motivazione di merito anzi con qualche paradosso che si evince dalla nota in questione, si torna alla casella di partenza. Il gioco dell'oca appunto.

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mercoledì 9 febbraio 2011

(ANSA) - NAPOLI, 8 FEB: RIFIUTI:STAMATI(PD),PRONTI A DENUNCIARE CALDORO PER DISASTRO AMBIENTALE


ANSA) - NAPOLI, 8 FEB - Sulla nuova emergenza rifiuti a Napoli interviene Luca Stamati, membro dell'assemblea nazionale del Pd e coordinatore provinciale dell'area Marino, annunciando la possibilità di rivolgersi alla magistratura nei confronti del governatore campano Stefano Caldoro.
"Basta speculazioni elettorali - dice - ritardi e omissioni sulla pelle dei napoletani o ci rivolgiamo alla procura della Repubblica. Duemila tonnellate di rifiuti non raccolti, strade del centro e della periferia di Napoli ridotte a sversatoio a cielo aperto con grossi ratti che banchettano sui cumuli di immondizia, cittadini napoletani sfibrati e increduli che, dopo un miracolo in diretta televisiva nel 2008 e un ennesimo decreto urgente riconvertito in legge il 26 gennaio scorso, si ritrovano di nuovo immersi nell'emergenza rifiuti".
"Si continua imperterriti - prosegue Stamati - nella stessa condotta scellerata degli ultimi sedici anni, drammaticamente denunciata dalla trasmissione televisiva "Presa diretta".


Rimpalli di responsabilità, vertici annunciati come risolutivi e poi rinviati, annunci di soluzioni immediate e mai adottate.

Eppure la nuova legge prevede espressamente poteri straordinari e responsabilità istituzionali precise. La discarica di Chiaiano sta ormai esaurendosi, gli Stir funzionano a rilento, l'inceneritore di Acerra funziona a singhiozzo, i camion restano in fila senza poter scaricare e la raccolta va a rilento".
"Secondo la legge - osserva - le responsabilità sono in capo al presidente della Provincia e al presidente della giunta regionale, figure istituzionali che fanno dichiarazioni sui giornali e non assumono una decisione operativa che sia una.

Questo immobilismo favorisce solo interessi affaristico-politici deviati sulla pelle dei napoletani.
Adesso basta!
Chiediamo al gruppo regionale del mio partito, il Pd, di avviare una radicale e pressante iniziativa politico istituzionale sul presidente della giunta regionale. Al presidente Caldoro, che per legge ha il potere di individuare siti di sversamento dei rifiuti anche sovra provinciali di smetterla di rimanere invischiato negli equilibrismi politici della sua parte politica e di adottare urgentemente le misure necessarie a risolvere il problema".

"Se così non accadesse - conclude Stamati - saremo costretti a rivolgerci alla Procura della Repubblica denunciando lo stesso presidente della giunta regionale per omissione di atti di ufficio e disastro ambientale".

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domenica 5 dicembre 2010

Emergenza rifiuti/Napoli - Come uscirne definitivamente


Pubblichiamo di seguito l'articolo, apparso oggi su La repubblica Napoli, sulla questione dell'emergenza rifiuti a Napoli...

UNA MORATORIA SULL'INCENERITORE
(da la Repubblica Napoli- 5 dicembre 2010)
di Luca Stamati

L’ ennesima emergenza rifiuti che dopo due anni, ormai c’è un timing preciso, si è ripresentata beffarda e drammatica svelando il falso miracolo annunciato in diretta televisiva da Berlusconi nel 2008, sembra risvegliare coscienze nella società civile napoletana e cominciare a scuotere dal torpore mentale persino il ceto politico.
Dopo 16 anni di scelte politico-istituzionali funzionali alle potente lobby affaristica dell’incenerimento (di cui l’ultimo decreto, il dl 196 del 26 novembre 2010, pare ancora diretta emanazione) e delle discariche, dopo aver sperperato 3 miliardi e 200 milioni di euro che hanno prodotto 7 milioni di ecoballe che chissà quando potremo smaltire, un inceneritore ad Acerra che funziona a singhiozzo e danni immensi all’immagine di Napoli e dei napoletani, finalmente qualcosa si muove anche nella classe politica.
È il primo importante risultato della caparbietà, la determinazione, lo studio e la passione di tanti comitati, associazioni e singoli che, in lungimirante solitudine, spesso derisi e dipinti come minoritari e non al passo conia modernità, non hanno mai smesso di denunciare i rischi e l’inutilità di un piano di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nato nel 1994 e portato avanti stoltamente dai commissari e dai governi di centrosinistra e di centrodestra che in questi 16 anni si sono alternati al potere, inutile e dannoso e di proporre un piano alternativo virtuoso e moderno.
Leggere oggi che Umberto Ranieri si interroga sulla reale necessità di un nuovo inceneritore a Napoli, dopo che Nicola Oddati già al momento della sua discesa in campo si era detto pubblicamente contrario, che persino Andrea Cozzolino, su queste pagine, si dica nettamente contrario alla loro costruzione lascia ben sperare.
Se si tiene conto che tutti e tre sono candidati alle primarie del Pd e che gli ultimi due sono stati per anni stretti collaboratori di Antonio Bassolino, che non dimentichiamolo è stato uno dei protagonisti del ciclo dei rifiuti basato essenzialmente sull’incenerimento, e si pongono così in autocritica e netta discontinuità con le scelte che in passato pure hanno appoggiato, vuol dire che qualcosa davvero si muove. Se i tre candidati alle primarie del maggior partito della coalizione che governa la città da un decennio accettano la sfida della discontinuità effettiva, perché basata su una scelta concreta e tangibile come quella dello smaltimento dei rifiuti, forse e dico forse anche a Napoli la politica può finalmente uscire dal finto teatrino autoreferenziale tra bassoliniani e antibassoliniani.
Un teatrino sempre però nel solco della continuità con le scelte amministrative e politiche che, per dirla con un sempre efficace motto antico, cambiavano i musicanti ma la musica era sempre la stessa e che ha caratterizzato l’ultimo quindicennio della vita politica campana.
Qualcosa si muove anche nel centrodestra se il Consiglio provinciale di Napoli darà seguito al documento, approvato dalla commissione consiliare competente su impulso di Giovanni Bellerè (con l’astensione del Pd!), che «impegna la Sap-Na ed il presidente Cesaro ad attivare la realizzazione di impianti di tecnologie avanzate per il recupero della materia, in particolare un impianto per il trattamento meccanico manuale».
Nell’attesa che il presidente Cesaro e il Consiglio provinciale siano conseguenti chiediamo, intanto, ai tre candidati alle primarie e al nostro partito di fare appello al sindaco di Napoli affinché si faccia promotrice di una moratoria sull’inceneritore di Napoli Est.
Per avviare una discussione e un confronto sulla sua reale necessità in città, a partire dai cittadini residenti nella zona interessata all’impianto che, tra l’altro, ospita nelle vicinanze l’Ospedale del Mare.
Occorrono assise cittadine che mettano al centro della discussione la possibilità e la reale fattibilità anche qui a Napoli di un ciclo virtuoso dei rifiuti basato sulla riduzione, il riciclo, il recupero e il riuso dei rifiuti, attraverso la raccolta differenziata spinta, impianti di trattamento dell’umido (compostaggio), impianti di separazione e di recupero finale della frazione secca non differenziata (modello Vedelago).
Una filiera quest’ultima più efficiente, più moderna, più sostenibile e sicuramente più economica di un nuovo inceneritore a Napoli Est, non necessario e inutile persino da un punto di vista imprenditoriale.
E nel frattempo risolvere l’emergenza delle tonnellate di rifiuti sparse per le strade chiedendo al presidente della Regione Caldoro, l’unico per legge competente a intervenire, di emanare subito un’ordinanza che individui centri di stoccaggio provvisorio e discariche già esistenti nel territorio della regione dove poter sversare i rifiuti in eccedenza. Una scelta quest’ultima che, tra l’altro, renderebbe anche più credibile la richiesta di solidarietà rivolta alle altre Regioni.
L’autore è coordinatore provinciale dell’area Marino del Pd
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martedì 23 novembre 2010

RIFIUTI: CALDORO LA SMETTA DI FARE DON ABBONDIO


ANSA) - NAPOLI, 23 NOV -
"Caldoro la smetta di comportarsi da novello Don Abbondio".
E' l'invito di Luca Stamati,del coordinamento provinciale di Napoli dell'area Marino.
"La situazione disastrosa dei rifiuti in cui versano la
città e la provincia di Napoli -
sottolinea - richiede scelte
drastiche e immediate, occorre trovare immediatamente luoghi
dove sversare i rifiuti ancora per strada. Bisogna emettere
un'ordinanza ad horas per la individuazione di siti di
stoccaggio provvisori o per l'uso di discariche già esistenti
sul territorio della Campania. Solo in questo modo si può
essere credibili agli occhi di altre regioni italiane cui si
chiede solidarietà. L'unico che possiede, per legge, i poteri
per una scelta simile è il presidente della giunta regionale
Caldoro
".
"La smetta - aggiunge - di comportarsi come un novello Don
Abbondio e intervenga d'autorità. Se non vuole o non è in
grado si dimetta e chieda al Governo di essere sostituito.
Tavoli istituzionali bypartisan, tavoli tecnici, polemiche sulle
competenze per gli inceneritori di Napoli e Salerno, su
Carfagna, Bocchino, De Luca, Cirielli, Cosentino ecc. sono solo
teatrino elettorale e affaristico. Solo propaganda cinica sulla
pelle dei cittadini
".
(ANSA).
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mercoledì 10 novembre 2010

Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?


Pubblichiamo di seguito il nostro comunicato stampa sull'emergenza rifiuti di napoli....


COMUNICATO STAMPA
Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?


Povera Napoli e povera Campania, dopo 16 anni di commissari straordinari, 3 miliardi e 200 milioni di euro spesi e un “miracolo” in diretta televisiva( 2 anni fa) siamo di nuovo in piena emergenza rifiuti.
Un’ emergenza che, se non si trova un luogo dove smaltire i rifiuti entro 3 o 4 giorni, sarà addirittura peggiore di due anni fa.
Se la questione non fosse drammatica saremmo alla farsa e alle comiche finali.
Ma come?
Non più di due anni fa Berlusconi e Bertolaso ci hanno detto in tv che l’emergenza era finita, dopo due anni sono tornati e ci hanno detto che questa nuova emergenza sarebbe stata risolta in 10 giorni e oggi, sulla stampa locale, l’assessore all’ambiente e ai rifiuti della regione Campania , dello stesso partito del premier,dichiara che per uscire dall’emergenza "ci vorranno 36 0 48 mesi"!!??
La verità è che ci troviamo di fronte ad una Regione e una Provincia(quella di Napoli) governata da personale politico incapace e truffaldino.
Sulla questione dei rifiuti hanno fatto più danni Caldoro e Cesaro in 5 mesi che Bassolino e il centro sinistra in 10 anni!
Se non sono in grado di risolvere il problema si facciano da parte e chiedano al parlamento di commissariali per manifesta incapacità!
Che dobbiamo aspettare ?
Che intervenga direttamente San Gennaro?

Napoli,10-novembre-2010 Luca Stamati
coordin. Area Marino PD-Napoli
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