Dicesi Popolo Bue la massa di persone ignoranti e disinformate che credono a qualsiasi cosa ed ubbidiscono supinamente al demagogo di turno. Subiscono ingiustizie continue tenendo il capo chino senza mai ribellarsi.
Questo nuovo gruppo (che trovate su Facebook)è promosso da PANGEA BLU e nasce dall’esigenza di contrastare il declino e la profonda crisi politica, culturale, ambientale, sociale e soprattutto economica che stiamo attraversando. Il 42% di giovani disoccupati o in cerca di lavoro (al Sud oltre il 50%), precari, esodati, pensioni di fame, disoccupati nuovi e di lunga durata, imprese, che chiudono, famiglie sempre più impoverite, sono un fatto drammatico. Qui a Napoli e in Campania di fronte alla disoccupazione, la mancanza di lavoro e di sviluppo, servizi pubblici che non funzionano, un territorio devastato da cementificazione selvaggia e avvelenato da una politica dissennata sui rifiuti e spesso complice della criminalità organizzata, abbiamo istituzioni incapaci e autoreferenziali. Un Sindaco incapace ed arruffone con una opposizione politica di destra e di sinistra praticamente impalpabile e una Regione assente e inadeguata alla drammaticità del momento. Non si può assistere indifferenti e rassegnati, non si può fare come il popolo bue ed accettare supinamente e con rassegnazione che le cose accadano. Occorre reagire! Facciamo appello a quanti non si sentono BUOI ma cittadini consapevoli ad unirsi a noi per costruire insieme il nostro futuro e quello dei nostri figli e “cambiare facendo”.
Difficile? Impossibile? Utopistico? Non è così!
Ricordate che…
I POCHI COMANDANO E VINCONO SUI MOLTI SOLO QUANDO E SE… I MOLTI SONO RASSEGNATI E DIVISI!!!!!
…………se siete interessati...clikkate (Qui)
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mercoledì 5 febbraio 2014
Io non faccio parte del popolo bue...e tu !!??
giovedì 23 maggio 2013
Berlusconi il Pd e..I funerali della volpe
Dopo il varo del governo Letta e l'atteggiamento del Pd sulla questione dell'ineleggibilità di Berlusconi ci è tornata alla mente una splendida favola per bambini di Gianni Rodari. La riportiamo di seguito… IL FUNERALE DELLA VOLPE Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. – È morta, è morta – gridarono le galline. – Facciamole il funerale. Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portarono i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline.La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraio in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese (disgraziatamente per loro erano nel target del 70 per cento di galline che non leggono mai i giornali…) e subito gridarono anche loro: ” È morta, è morta! Facciamole il funerale“. Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentiva anche in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e si mangiò tutto il corteo. La notizia volò di pollaio in pollaio e fece versare molte lacrime. Ne parlò anche la televisione (con gli speciali di Porta a Porta, con Crepet, la Pivetti, la Parietti, la Santanchè, Ballarò con D’Alema e Veltroni, Alfano e Casini, un comico, un frate e un transessuale… e persino Renzi. Ma la volpe non si prese paura per nulla. Essa sapeva che le galline hanno poca memoria e campò tutta la vita facendo la morta. E chi farà come quelle galline vuol dire che non ha capito la storia.
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lunedì 9 maggio 2011
Napoli/Rifiuti - L'esercito solo per le tv (dal tg3 - 8 maggio 2011 - ore 19.00 -edizione nazionale
A Napoli la denuncia dell'azienda comunale per la raccolta dei rifiuti: L'Esercito è qui solo per le televisioni. Per strada oltre 3 mila tonnellate di immondizia. Servizio di Romolo Sticchi.... con l'Intervista a Luca Stamati del cda dell'Asia.
Per vedere e ascoltare l'intervista cliccate(Qui)
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lunedì 20 dicembre 2010
BERLUSCONI- Lo SFOGO, con un suo collaboratore, la notte prima del voto di fiducia

Pubblichiamo di seguito lo sfogo del premier, con un suo stretto collaboratore, la notte prima del voto sulla mozione di sfiducia presentata dai finiani e dalle opposizioni il 14 dicembre 2010. Poi ha vinto per tre voti e .... Ma noi siamo entrati in possesso del resoconto delle sue riflessioni quando ancora la sua sorte era in bilico. Ce lo hanno inviato e noi lo pubblichiamo.(Un finto Scoop!!??)
"L'esperienza è una delle tante menzogne convenzionali. Essa non serve a niente, perché ogni atto della vita è un fatto nuovo e va risolto con l'intuizione.
Infatti, da secoli e secoli, l'umanità commette gli stessi errori e li sconta con il sangue."
"Io non ho creato il berlusconismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani.
Se non fosse stato così, non mi avrebbero seguito per vent'anni."
"Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici ed i psicologi, si chiederanno:
'Come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come quello italiano?'
Se non avessi fatto altro, basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri potrà forse dominare col ferro e col fuoco, non con consenso, come ho fatto io."
>La storia si occupa solo dei vincitori e del volume delle loro conquiste, ed il trionfo giustifica tutto."
"A rigore di termini, non sono stato neppure un dittatore, perché il mio potere di comando coincideva perfettamente con la volontà di obbedienza del popolo italiano"
"Intorno a me sentivo spesso un cerchio, ma non sapevo in quale punto si dovesse infrangerlo.
Ho avuto più dipendenti che collaboratori.
Colpa mia? Del mio carattere? Dell'ascendente che esercitavo sugli uomini fino a paralizzare le loro personalità? Fatto sta che mai nessuno è venuto a dirmi 'Rinuncio alla mia carica perché non condivido il suo punto di vista!'
La parola "genio" mi veniva ripetuta cento volte al giorno anche da persone che nel campo del pensiero occupavano i posti più alti. Faticai più io per non perdere l'equilibrio che i miei ammiratori a mantenersi sulle punte aguzze del fanatismo."
"Rarissime volte ho stimato le persone che ho conosciuto. Il genere umano è ancora troppo legato agli stimoli animali. L'egoismo è la legge sovrana!"
E questo temo sia una delle prerogative umane che non cambierà per ancora molto tempo. "
Riflettere su queste amare ma sincere considerazione di un "Conducator" che si sentiva ormai alla fine del suo ciclo penso sia utile.
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domenica 5 dicembre 2010
Emergenza rifiuti/Napoli - Come uscirne definitivamente

Pubblichiamo di seguito l'articolo, apparso oggi su La repubblica Napoli, sulla questione dell'emergenza rifiuti a Napoli...
UNA MORATORIA SULL'INCENERITORE
(da la Repubblica Napoli- 5 dicembre 2010)
di Luca Stamati
L’ ennesima emergenza rifiuti che dopo due anni, ormai c’è un timing preciso, si è ripresentata beffarda e drammatica svelando il falso miracolo annunciato in diretta televisiva da Berlusconi nel 2008, sembra risvegliare coscienze nella società civile napoletana e cominciare a scuotere dal torpore mentale persino il ceto politico.
Dopo 16 anni di scelte politico-istituzionali funzionali alle potente lobby affaristica dell’incenerimento (di cui l’ultimo decreto, il dl 196 del 26 novembre 2010, pare ancora diretta emanazione) e delle discariche, dopo aver sperperato 3 miliardi e 200 milioni di euro che hanno prodotto 7 milioni di ecoballe che chissà quando potremo smaltire, un inceneritore ad Acerra che funziona a singhiozzo e danni immensi all’immagine di Napoli e dei napoletani, finalmente qualcosa si muove anche nella classe politica.
È il primo importante risultato della caparbietà, la determinazione, lo studio e la passione di tanti comitati, associazioni e singoli che, in lungimirante solitudine, spesso derisi e dipinti come minoritari e non al passo conia modernità, non hanno mai smesso di denunciare i rischi e l’inutilità di un piano di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nato nel 1994 e portato avanti stoltamente dai commissari e dai governi di centrosinistra e di centrodestra che in questi 16 anni si sono alternati al potere, inutile e dannoso e di proporre un piano alternativo virtuoso e moderno.
Leggere oggi che Umberto Ranieri si interroga sulla reale necessità di un nuovo inceneritore a Napoli, dopo che Nicola Oddati già al momento della sua discesa in campo si era detto pubblicamente contrario, che persino Andrea Cozzolino, su queste pagine, si dica nettamente contrario alla loro costruzione lascia ben sperare.
Se si tiene conto che tutti e tre sono candidati alle primarie del Pd e che gli ultimi due sono stati per anni stretti collaboratori di Antonio Bassolino, che non dimentichiamolo è stato uno dei protagonisti del ciclo dei rifiuti basato essenzialmente sull’incenerimento, e si pongono così in autocritica e netta discontinuità con le scelte che in passato pure hanno appoggiato, vuol dire che qualcosa davvero si muove. Se i tre candidati alle primarie del maggior partito della coalizione che governa la città da un decennio accettano la sfida della discontinuità effettiva, perché basata su una scelta concreta e tangibile come quella dello smaltimento dei rifiuti, forse e dico forse anche a Napoli la politica può finalmente uscire dal finto teatrino autoreferenziale tra bassoliniani e antibassoliniani.
Un teatrino sempre però nel solco della continuità con le scelte amministrative e politiche che, per dirla con un sempre efficace motto antico, cambiavano i musicanti ma la musica era sempre la stessa e che ha caratterizzato l’ultimo quindicennio della vita politica campana.
Qualcosa si muove anche nel centrodestra se il Consiglio provinciale di Napoli darà seguito al documento, approvato dalla commissione consiliare competente su impulso di Giovanni Bellerè (con l’astensione del Pd!), che «impegna la Sap-Na ed il presidente Cesaro ad attivare la realizzazione di impianti di tecnologie avanzate per il recupero della materia, in particolare un impianto per il trattamento meccanico manuale».
Nell’attesa che il presidente Cesaro e il Consiglio provinciale siano conseguenti chiediamo, intanto, ai tre candidati alle primarie e al nostro partito di fare appello al sindaco di Napoli affinché si faccia promotrice di una moratoria sull’inceneritore di Napoli Est.
Per avviare una discussione e un confronto sulla sua reale necessità in città, a partire dai cittadini residenti nella zona interessata all’impianto che, tra l’altro, ospita nelle vicinanze l’Ospedale del Mare.
Occorrono assise cittadine che mettano al centro della discussione la possibilità e la reale fattibilità anche qui a Napoli di un ciclo virtuoso dei rifiuti basato sulla riduzione, il riciclo, il recupero e il riuso dei rifiuti, attraverso la raccolta differenziata spinta, impianti di trattamento dell’umido (compostaggio), impianti di separazione e di recupero finale della frazione secca non differenziata (modello Vedelago).
Una filiera quest’ultima più efficiente, più moderna, più sostenibile e sicuramente più economica di un nuovo inceneritore a Napoli Est, non necessario e inutile persino da un punto di vista imprenditoriale.
E nel frattempo risolvere l’emergenza delle tonnellate di rifiuti sparse per le strade chiedendo al presidente della Regione Caldoro, l’unico per legge competente a intervenire, di emanare subito un’ordinanza che individui centri di stoccaggio provvisorio e discariche già esistenti nel territorio della regione dove poter sversare i rifiuti in eccedenza. Una scelta quest’ultima che, tra l’altro, renderebbe anche più credibile la richiesta di solidarietà rivolta alle altre Regioni.
L’autore è coordinatore provinciale dell’area Marino del Pd
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mercoledì 10 novembre 2010
Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?

Pubblichiamo di seguito il nostro comunicato stampa sull'emergenza rifiuti di napoli....
COMUNICATO STAMPA
Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?
Povera Napoli e povera Campania, dopo 16 anni di commissari straordinari, 3 miliardi e 200 milioni di euro spesi e un “miracolo” in diretta televisiva( 2 anni fa) siamo di nuovo in piena emergenza rifiuti.
Un’ emergenza che, se non si trova un luogo dove smaltire i rifiuti entro 3 o 4 giorni, sarà addirittura peggiore di due anni fa.
Se la questione non fosse drammatica saremmo alla farsa e alle comiche finali.
Ma come?
Non più di due anni fa Berlusconi e Bertolaso ci hanno detto in tv che l’emergenza era finita, dopo due anni sono tornati e ci hanno detto che questa nuova emergenza sarebbe stata risolta in 10 giorni e oggi, sulla stampa locale, l’assessore all’ambiente e ai rifiuti della regione Campania , dello stesso partito del premier,dichiara che per uscire dall’emergenza "ci vorranno 36 0 48 mesi"!!??
La verità è che ci troviamo di fronte ad una Regione e una Provincia(quella di Napoli) governata da personale politico incapace e truffaldino.
Sulla questione dei rifiuti hanno fatto più danni Caldoro e Cesaro in 5 mesi che Bassolino e il centro sinistra in 10 anni!
Se non sono in grado di risolvere il problema si facciano da parte e chiedano al parlamento di commissariali per manifesta incapacità!
Che dobbiamo aspettare ?
Che intervenga direttamente San Gennaro?
Napoli,10-novembre-2010 Luca Stamati
coordin. Area Marino PD-Napoli
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giovedì 18 marzo 2010
Leggetelo perchè è davvero stupefacente e magari...riflettete un pò

Da qualche giorno gira sul web un testo davvero interessante e sorprendente....lo riporto per intero pochè penso che possa essere utile rileggerlo dopo tanti anni.
VITE PARALLELE
“Il capo del governo si è macchiato ripetutamente durante la sua carriera
di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la
condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo ha tollerato e addirittura applaudito questi crimini? Una
parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per
interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si è resa naturalmente conto delle sue attività criminali,
ma ha preferito dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo
il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur
conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile
effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un
partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue
maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il
buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia
è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo
esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto,
cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario,
buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che
disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di
profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare,
ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere
il personaggio che vuole rappresentare."
PS. Questo testo che da settimane circola sul Web, è datato 1° maggio 1945. Scritto da Elsa Morante, dedicato a Benito Mussolini, è pubblicato su
Paragone Letteratura. È un ritratto che vi ricorda qualcosa??
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
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mercoledì 3 marzo 2010
Quanto è importante la memoria per un popolo???

Ieri navigando su youtube ci siamo imbattuti in una intervista al Duce e dopo averla ascoltata ci siamo chiesti quanto è importante la memoria per un popolo.
Giudicate voi... di seguito l'intervista in questione... clicca(Qui)
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mercoledì 18 marzo 2009
La paura globale

In un momento di crisi economica mondiale la via più facile per i governi è alimentare le paure e poi proporsi come salvatori al proprio popolo. Un popolo che non ha paura usa la ragione e governa gli istinti peggiori e dunque potrebbe organizzarsi e, unito, chiedere con forza soluzioni alla crisi, un popolo impaurito e minacciato è confuso, smarrito, diviso e incapace di difendersi.
Riflettendo su questi temi ho ripensato ad un passo di un vecchio libro di Edoardo Galeano "A testa in giù" che sembra profetico ed ho pensato di riproporlo ai nostri lettori. Eccolo di seguito..
La paura globale (
Quelli che lavorano hanno paura di perdere il lavoro.
Quelli che non lavorano hanno paura di non trovare mai lavoro.
Gli automobilisti hanno paura di camminare e i pedoni hanno paura di essere investiti.
La democrazia ha paura di ricordare e il linguaggio ha paura di dire.
I civili hanno paura dei militari, i militari hanno paura della mancanza di armi, le armi hanno paura della mancanza di guerre.
E’ il tempo della paura.
Paura da parte della donna della violenza dell’uomo e paura da parte dell’uomo della donna senza paura.
Paura dei ladri, paura della polizia.
Paura della porta non chiusa a chiave, del tempo senza orologi, del bambino senza televisione, paura della notte senza pastiglie per dormire e paura del giorno senza pastiglie per stare svegli.
Paura della moltitudine, paura della solitudine, paura di ciò che fu e di ciò che potrà essere, paura di morire, paura di vivere.
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lunedì 20 ottobre 2008
Napoli: la vergogna bipartizan del quinto inceneritore- Il video(presente anche su Yahoo video)

La scelta di costruire a Napoli un quinto inceneritore(impropriamente e furbescamente chiamato termovalorizzatore) accolto dal vergognoso silenzio bypartizan della politica napoletana e dal plauso dei quotidiani locali è la rappresentazione plastica del degrado della classe politica e della classe dirigente campana. E' possibile che non ci sia un partito, un politico o un opininista di grido che senta il bisogno di difendere il proprio territorio da una scelta così scellerata? Non si tatta di essere d'accordo o meno sulle tecniche di smaltimento dei rifiuti(inceneritori si o no) ma di un soprassalto di dignità. Insomma qualcuno che dica..
se si tratta di smaltire i nostri rifiuti siamo d'accordo e discutiamo con quali tecnologie ma se, come dice Berlusconi, la motivazione per costruire 5 inceneritori serve ad accogliere rifiuti anche dalle altre regioni allora non siamo d'accordo! Napoli e la campania non possono diventare lo sversatoio legale dei rifiuti italiani!!
Di questo soprattutto si parla nell'intervista che N.Gallo ha fatto a Luca Stamati e all'on. del pd Eugenio Mazzarella... ecco di seguito il link al video......
L'intervista del 17 ottobre 2008 - Diventeremo la pattumiera d'Italia?
PS.
naturalmente il video è presente sul blog di Norberto gallo (www.napolionline.org)
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lunedì 13 ottobre 2008
Hanno deciso di distruggere Napoli e...nisciuno se ne importa

Distratti dalla drammatica crisi finanziaria planetaria i napoletani forse hanno sottovalutato l'annuncio del premier Berlusconi.
Ha dichiarato che i cinque inceneritori che costruiranno in Campania serviranno ad aiutare le altre regioni italiane a smaltire i loro rifiuti.
Ha confermato cioè quello che i comitati antidiscarica di chiaiano, pianura ecc. vanno ripetendo inascoltati da mesi..la campania come sversatoio dei rifiuti nazionali.
Di fronte ad un annuncio del genere ci saremmo aspettati grida di protesta di sdegno bipartisan da parte della classe politica e dirigente campana e dai giornali locali. Invece regna il silenzio più assoluto!! Di questo parliamo nel secondo appuntamento settimanale con Norberto Gallo nel suo blog(http:/napolionline.org).
Per chi ha voglia e tempo di ascoltare l'intervista rilasciata dal presidente di Pangea Blu a N. Gallo ecco di seguito il link.. Diventeremo la pattumiera d'Italia?
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mercoledì 1 ottobre 2008
La discarica di Chiaiano e l'emergenza rifiuti

Segnaliamo oggi ai nostri lettori una intervista radiofonica rilasciata a Norberto Gallo sulla questione della discarica di Chiaiano e la questione dello smaltimento dei rifiuti in Campania.
L'intervista è l'inizio di una collaborazione attraverso una rubrica settimanale sul blog di Norberto(www.napolionline.org) sui temi dell'ambiente e dello sviluppo nel nostro territorio.
In questa prima puntata l'argomento viene affrontato a 360 gradi e "svela", dal nostro punto di vista naturalmente, il grande inciucio bipartisan e la truffa a danno di Napoli e dei suoi cittadini.
Se avete voglia e tempo di ascoltare cliccate sul link sottostante
Napolionline - la citta vista da dentro
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giovedì 25 settembre 2008
Barbara Berlusconi e i tormenti di un cittadino di sinistra

La vita è piena di sorprese.
Lo è nel, lavoro, nelle relazioni, negli affetti e adesso, per quel che mi riguarda, anche in politica.
Questo blog affronta quasi esclusivamente questioni napoletane e campane, ed è quello che faremo nei prossimi giorni anche con la ripresa delle attività di Pangea Blu. Tanta è la carne sul fuoco, la crisi di vivibilità, la stagnazione economica,la violenza camorristica, le opere continuamente annunciate e mai compiute,la crisi culturale e politica della città e della regione. Una crisi di identità collettiva che meriterebbe una classe dirigente all'altezza di questa sfida, la cui cifra dominante è invece l'utoreferenzialità.. La città dell'emergenza che è diventata ordinarietà meriterebbe ben altro. Ma questo sarà argomento di prossimi,più puntuali, post.
Oggi vorrei trattare un argomento all'apparenza estraneo ma che, a mio avviso,è invece il presupposto fondamentale (almeno per chi come me è stato, è e si considera "di sinistra")per dare un contributo ad affrontare nella sua dimensione strategica anche i tanti problemi di Napoli. E qui sono d'accordo con Claudio Velardi.."senza una visione strategica non andiamo da nessuna parte".
Dicevo che la vita è piena di sorprese e questa che voglio affrontare oggi è ....( per continuare clicca su ("leggi tutto")una sorpresa amara assai.
Dopo la sconfitta clamorosa della "sinistra radcale"e dei verdi alle ultime elezioni politiche, la vittoria di Berlusconi e il non entusiasmante risultato del Partito democratico di Veltroni, uno si aspettava, dopo il naturale scombussolamento iniziale, uno scatto, una ripresa di iniziativa, la costruzione di un movimento sociale e politico largo, unitario, di opposizione intransigente che ridesse entusiasmo e passione al popolo di sinistra. E invece assistiamo da mesi alla penosa riproposizione del "dialogo" con la maggioranza, alle liti infinite dentro rifondazione comunista e tra rifondazione e il resto della sinistra radicale.
Intanto l'uono col più grosso conflitto di interessi della storia delle democrazie occidentali governa allegramente questo paese.Una maggioranza che annovera al suo interno forze ormai smaccatamente razziste(la lega di Bossi...quello della secessione,, Calderoli... quello della legge porcata, Maroni..quello delle impronte ai bambini extracomunitari e Borghezio.. quello del raduno naziskin a Berlino), del ministro della difesa che difende i militanti della Repubblica di Salò e del sindaco di Roma che difende il fascismo tranne che per le leggi razziali.
Con un premier che non ha mai partecipato alla ricorrenza del 25 aprile e che rifiuta pervicacenente di definirsi antifascista!Da quando è in sella questo governo ha annunciato e messo in atto una serie di misure neofasciste e razziste da far tremare i polsi: contro i Rumeni, contro i Rom, contro gli zingari, contro gli immigrati(per la verità aveva iniziato il sindaco Pd di Firenze contro i lavavetri), contro le prostitute, contro i clochard, contro i writers, contro la libertà di dissenso dei cittadini napoletani nelle zone attorno alle discariche dei rifiuti e dei siti individuati per la costruzione degli inceneritori.Insomma un governo contro i più deboli e gli immigrati che grazie alla propaganda sulla questione della "sicurezza" identificata orma con "il diverso" e alla supina e verognosa disponibilità della stragrande maggioranza di giornali e televisioni vede, secondo i sondaggi, aumentare la sua popolarità e la fiducia dei cittadini. Di fronte a tutto questo e ai pericoli che un quadro simile può povocare al nostro sistema democratico(si pensi a quello che sta accadendo contro le persone di colore ance tra la società civile) assisto inebetito al balbettio dell'opposizione(escluso Di Pietro che però con la sinistra non ci "azzecca" affatto) e alla disinvoltura e sottovalutazione di tanti intellettuali e opinion makers che pure sono sinceri democratici. Di qui la rabbia, l'amarezza e la preoccupazione che mi pervade. Ma, vi starete chiedendo, cosa c'entra il tormento?
Il tormento deriva dal fatto che chi si dichiara solennemente anifascista è G.Fini, chi sostiene che "c'è l'esigenza di regolamentare il conflitto d'interessi in Italia, l'esigenza e non la richiesta, perchè la maggioranza degli elettori ha votato per Berlusconi" è Barbara Berlusconi, chi sostiene che questo capitalismo senza regole, questo liberismo spinto va regolato e controllato daggli Stati è N. Sarkozi, chi alza la voce contro i provedimenti del governo in materia di immigrazone e sicurezza e denuncia i pericoli di razzismo è Famiglia Cristiana!!
Vi pare normale che una persona di sinistra oggi debba sentirsi rappresentato quasi unicamente da questi ultimi?
Se non è tomento questo?
Voi cosa ne pensate?
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giovedì 5 giugno 2008
Rifiuti? adesso a napoli sono "clean"

Oggi sul Corriere del mezzogiorno(nella pagina "Lettere e opinioni" appaiono in evidenza due articoli.
Uno a firma del presidente della nostra associazione e l'altro a firma di Vincenzo Improta, segretario del sindacato forense di Napoli(ma anch'egli socio fondatore di Pangea Blu e membro del direttivo dell'associazione).
Li riportiamo di seguito sperando che possano innescare una discussione proficua anche nel nostro blog.....
«Gomorra» e il decreto rifiuti
(di Luca Stamati da il Corriere del Mezzogiorno, 05-06-2008)
Caro direttore, nel bel film «Gomorra», tratto dal best seller di Roberto Saviano, la scena del rappresentante della camorra che si offre di smaltire in discariche abusive in Campania i rifiuti pericolosi prodotti dall'azienda dell'industriale del Nord, attraverso certificazioni false di falsi trattamenti, accogliendo positivamente la preoccupazione dello stesso industriale che chiedeva se tutto fosse «clean», sembrava un po' troppo romanzata.
Nella realtà napoletana, dopo gli arresti domiciliari della vice di Bertolaso e di altre 24 persone, tra le quali anche amministratori e dipendenti della «Fibe» e del commissariato straordinario ai rifiuti, almeno a stare alle intercettazioni pubblicate dai giornali, sembra che la modalità di smaltimento raccontata nel film venisse allegramente praticata anche nelle discariche ufficiali gestite dallo Stato.
E quando abbiamo letto il comma 2 dell'articolo 9 del decreto sullo smaltimento dei rifiuti in Campania, approvato dal Consiglio dei ministri tenutosi a Napoli, abbiamo immediatamente pensato al «clean» del film.
Quel comma infatti prevede che alcuni rifiuti pericolosi e nocivi vadano riclassificati come smaltibili in discarica, per cui da dopo l'approvazione del decreto governativo quei rifiuti che non è possibile smaltire in altre parti d'Italia perché considerati pericolosi, potranno essere smaltiti tranquillamente in Campania e non in discariche abusive gestite dalla camorra ma in discariche pubbliche gestite dallo Stato e presidiate dall'esercito. Più «clean» di così?
Dalle pagine di questo giornale Luigi Caramiello ha preferito leggere in quell'episodio e nelle parole del dialogo tra il colletto bianco camorrista e il suo assistente che decide di non continuare ad essere complice di una condotta criminale nei confronti della sua terra la rappresentazione di un banale «luogo comunista», un vecchio e ormai antistorico luogo comune che addossa ai meccanismi dello sviluppo capitalistico e alle leggi del mercato l'arretratezza e i guasti della Campania non capendo che è proprio per l'assenza di quei meccanismi che si condanna Napoli e il Meridione ad essere la pattumiera d'Italia.
Dovremmo allora dedurre che una cellula «in sonno», composta da un numero insospettabile di comunisti e rivoluzionari guidati dal noto doppiogiochista internazionale, il comunista Sean Pean, si sia insediato a Cannes e ne abbia approfittato per premiare il film «Gomorra»?
Mentre Salvatore Prisco ci ha svelato, sempre dalle colonne di questo giornale, l'iniziativa da parte dei pm napoletani che nella foga ingenua di difendere l'autonomia dell'azione giudiziaria e penale dalla politica e dalle sue compatibilità e senza tener conto dell'emergenza ha firmato un documento di critica al decreto governativo che sospende a Napoli la legislazione ordinaria, rendendosi involontari complici degli interessi più o meno leciti di chi non vuole risolvere l'emergenza rifiuti in Campania.
Come sempre la realtà supera la fantasia!
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L'inutile ricerca del grande borghese napoletano
(di Vincenzo Improta da il Corriere del Mezzogiorno, 05-06-2008)
Caro direttore, Giuliano Ferrara ed Angelo Panebianco cercano il «grande borghese» napoletano a cui affidare le sorti della nostra città dolente. Ma la ricerca non sarà facile e le spiego le ragioni. La prima è che le culture cattolica e socialista hanno creato un humus identitario per il quale, come ricorda John Fowles, la borghesia è « la sola delle tre caste sociali che per continuare clicca su ("leggi tutto"))sinceramente ed abitualmente disprezzi se stessa». Risulta perciò raro che qualcuno rivendichi e dichiari apertamente di essere un borghese.
La seconda è che la particolare e ambigua democrazia inveratasi nel dopoguerra a Napoli ha assegnato, in nome della questione meridionale, alla politica, all'azione collettiva e alla spesa pubblica il ruolo centrale nella società. Ha quindi affidato a questi strumenti il compito di sancire, e molto spesso a prescindere dal merito, il successo di imprese e di professionisti.
La politica, i partiti, e l' amministrazione pubblica con i «fiumi» di danaro che hanno gestito e manovrato hanno cioè limitato fino a neutralizzarla, l'autonomia dei singoli e dei gruppi. Imprese assistite, cooperative fasulle, politici travestiti da professionisti, e in questa veste nominati ai vertici della sanità o insigniti del ruolo, cospicuamente remunerato, di consulenti o saggi. Per non parlare poi degli studiosi aggiogati al carro della coptazione universitaria, e dei funzionari di stato divenuti « partigiani politici».
La terza ragione, per la quale risulterà davvero difficile trovare il «grande borghese» è che alla competizione umana, al confronto agonistico e di mercato come campi per la selezione e criterio per la distribuzione della ricchezza e degli onori, si è preferito organizzare la selezione delle classi dirigenti sulla base del conformismo ugualitario e dell'adesione al politicamente corretto.
Tutto questo si è iscritto nella storia della nostra città, dove la regola è sempre costituita dalla prevalenza dell' eccezione sulla norma, ed ha finito col generare un particolare ordine sociale spontaneo in cui agiscono individualità opache ed irresponsabili.
Ristabilire il primato della norma sull'eccezione, del merito sulla cooptazione, della responsabilità (doveri) sul bisogno (diritti), della creatività e del dissenso sul conformismo, insomma, in una parola, restaurare il ruolo ed il primato della borghesia resta un obiettivo auspicabile, ma lontano.
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venerdì 23 maggio 2008
Rifiuti..il paccotto di Berlusconi ai napoletani

Riportiamo qui di seguito le riflessioni del presidente della nostra associazione sul tema dei rifiuti apparse oggi sulle pagine di La repubblica-edizione napoletana......
Dov’è la novità?
“Entro trenta mesi tutto il ciclo sarà a regime” ha detto il presidente del consiglio Berlusconi durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri di Napoli, riferendosi all’emergenza rifiuti.
Il presidente Bassolino e il Presidente Prodi avevano detto la stessa cosa.
Dov’è la novità?
“Apriremo nuove discariche e faremo 4 termovalorizzatori “(solo in Italia vengono chiamati così, l’unione europea li chiama inceneritori e negli Usa vengono chiamati waste inceneritor)di cui uno a Napoli.
Discariche e 3 termovalorizzatori fanno parte dei piani sui rifiuti della regione e dei commissariati straordinari da 14 anni.
Dov’è la novità?
Nel fatto che se ne vuole costruire uno a Salerno?
Già Prodi aveva dato l’ok e aveva nominato il sindaco De Luca commissario ad hoc.
Nel fatto che se ne vuole costruire uno anche a Napoli?
Lo aveva già detto la Iervolino durante la campagna elettorale per l’elezione a sindaco.
I trenta giorni di tempo ai sindaci per avviare la raccolta differenziata?
Lo aveva già fatto ill governo Prodi solo che nel suo decreto il termine era di 60.
Nel fatto che è stato nominato sottosegretario con delega ai rifiuti Bertolaso?
Lo aveva fatto anche Prodi e Bertolaso aveva fallito.
Non una parola sulla riduzione dei rifiuti a monte (imballaggi), non una sul recupero e il riciclaggio dei materiali(come avviene negli Usa, in Germania e negli altri paesi europei) non una sugli impianti di Trattamento Meccanico Biologico, non un aparola sul Thor (inventato dal nostro Cnr e in sperimentazione in Sicilia).
Dov’è la novità rispetto al passato?
Imporre pena il commissariamento la raccolta differenziata spinta ai comuni?
E a che serve fare una raccolta differenziata spinta se si costruiscono 4 inceneritori? Cosa bruceranno quegli impianti?
È forse la soluzione per consentire alla Fibe di smaltire le ecoballe giacenti e alle banche di incamerare i soldi che avevano anticipato?
Secondo alcuni commentatori la novità consiste nel fatto che con l’uso dell’esercito a presidio dei siti individuati per le discariche e gli impianti e l’arresto per chi protesta dimostra che “lo Stato c’è”.
Dichiarare quelli per i rifiuti siti di rilevanza strategica per la nazione e sotto protezione dell’esercito e ridurre il problema delle legittime e pacifiche manifestazioni di dissenso dei cittadini a un problema di ordine pubblico contro le “minoranze organizzate” è la vera novità.
Nel senso che per la prima volta nella storia della repubblica democratica si reintroduce il reato di “adunata sediziosa” in riferimento a cittadini che manifestano il diritto costituzionalmente garantito al proprio dissenso.
La vera novità è che dopo il pogrom(definizione non mia ma del rappresentante degli ebrei italiani)dei rom di ponticelli si introduce l’arresto per chi manifesta il proprio dissenso nel silenzio fragoroso dell’opposizione presente in Parlamento e con il plauso del presidente onorario di legambiente.
Lo stato cè?
La vicenda del rifiuto di fittare casa all’autore di Gomorra da parte di cittadini del Vomero dimostra che a Napoli la gente percepisce che non c’è lo stato ma la camorra(quesre ultime tre righe sono state tagliate- non da noi- dal pezzo apparso sul quotidiano ndr)..
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martedì 13 maggio 2008
A bocce ferme

I risultati elettorali hanno proclamato vincitore Berlusconi.
Una vittoria quella dello schieramento di centro destra, in tutte le sue articolazioni, larga, uniforme e al di là delle più rosese previsioni.
Berlusconi sostanzialmente mantiene il suo zoccolo duro e al nord perde qualcosa a favore della lega che, a sua volta, guadagna anche voti dalla sinistra; An mantiene il suo elettorato tradizionale conquistando per la prima volta Roma.
Dall'altro lato le elezioni hanno certificato la sconfitta netta dello schieramento opposto.
Una sconfitta che ha assunto i caratteri di disastro epocale per ciò che riguarda la sinistra arcobaleno decretando, per la prima volta nella storia della repubblica,l'esclusione dal parlamento italiano della sinistra o,almeno,i partiti che così si autodefinivano e i cittadini e gli elettori che in essa si identificavano.
Con una sconfitta,non disastrosa e non epocale, ma altrettanto netta del Partito democratico che raggiunge più o meno lo stesso numero di voti della somma di margherita e ds alle ultime elezioni.
L'Udc dal canto suo supera lo sbarramento e rimane una forza di centro consistente del panorama politico.
Che fare?
Quel che balza agli occhi è che...(clicca su "leggi tutto" per continuare) l'elettorato, nonostante una legge elettorale che di fatto lo espropria del diritto di scegliersi i suoi rappresentanti (nominati dalle segreterie dei partiti), sceglie di premiare un programma chiaro di proposte e soluzioni alle sue esigenze più immediate (nei confronti della lega premiando una forte caratterizzazione identitaria e territoriale) e di punire un programma confuso e "simile" a quello della destra presentato dal Pd e, addirittura, di rifiutarsi di andare a votare per una sinistra confusa e ridotta a puro cartello elettorale come la sinistra arcobaleno.
Insomma le classi popolari in un momento di crisi economica, sociale, di insicurezza profonda scelgono di schierarsi con chi prospetta soluzioni e identità forti e ben riconoscibili e abbadonare coloro che confusamente arrancano alla ricerca di "un bianco ma anche nero e perchè no grigio" e un "confuso arcobaleno di sinistra".
Adesso per coloro i quali non si rassegnano al peggio e che, giustamente, temono che con questo governo e senza "sinistra" in parlamento il peggio debba ancora arrivare, si pone drammaticamente il vecchio problema del "che fare"
L'opposizione che per un quindicennio si è mossa contro Berlusconi e, quando ha vinto, si è unita contro Berlusconi ne paga ora le conseguenze.
Una opposizione divisa(una parte in parlamento e una parte ormai extraparlamentare) che invece di fermarsi a riflettere sulle cause della sconfitta e sui nuovi strumenti di analisi dei mutamenti e delle sfide del futuro per poter così ripartire e fare di una sconfitta una occasione per un nuovo e più convincente inizio comincia a dividersi al suo interno(D'alema contro Veltroni) e a dilaniarsi in una sterile e autodistruttiva resa dei conti(Ferrero contro Vendola).
Insomma uno scenario fosco e denso di cattivi presagi.
Qui da noi(napoli e campania) assistiamo alla guerra per bande nel pd napoletano e al paradosso del rafforzamento del più dlegittimato leader politico nostrano.
Tutti quelli(nel centro sinistra) che, prima delle elzioni,ne chiedevano a gran voce le dimissioni ora implorano Bassolino di non mollare, terrorizzati dalla prospettiva di una sicura e devastante sconfitta alla regionali in caso di elezioni a breve.
Dunque un sistema ancora più bloccato che non consente a chi volesse "fare politica" di impegnarsi nei partiti di riferimento.
Con una crescita zero dell'economia,la crisi dei rifiuti ancora al palo e che rischia di aggravarsi di nuovo,con un Sindaco di Napoli che arranca di fronte alla rivolta del suo consiglio comunale e della gente di chiaiano.
Quasi una sceneggiata che passa da solenni Si a deprimenti No e viceversa, una raccolta differenziate sempre al palo, la mobilità immobile, grandi scelte strategiche(bagnoli e zona orientale) abbandonate a se stesse, una crisi politica latente alimentata anche da un rimpasto di giunta che alza l'età media della compagine di maggioranza, limitandosi a cambiare gli assessorati deboli e non toccando quelli "forti" che forse portano le vere responsabilità del fallimento politico amministrativo della Iervolino e della sua giunta.
Allora che fare?
A nostro avviso occorre rilanciare e praticare gli spazi dove la politica può estrinsecarsi liberamente e senza il rischio di essere arruolati alle bande in lotta fra loro.
Luoghi e sedi fuori dai partiti(anche il nostro sondaggio ha evidenziato questa esigenza) che autonomamente e a partire dai contenuti e dalle proposte si provino a tentare di "cambiare napoli".
Questi luoghi non possono che essere le associazioni territoriali che si muovono e agiscono a partire dai bisogni materiali e più vicini alla gente.
In questo senso pangea blu si fa promotrice di incontri(nei prossimi quindici giorni)che favoriscano e costruiscano una rete di asociazioni e liberi cittadini che insieme e a partire dalle loro specificità provino a dare un contributo alla rinascita di napoli e del suo territorio.
Che ne dite?
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martedì 15 aprile 2008
Beh...si sapeva già (un primo commento e solo emozionale?)

Avremo modo e tempo per un'analisi più sofisticata.
Dovremo fare un'analisi approfondita e razionale, il più possibile lucida, sulle ragioni di una sconfitta di portata storica.
E dovremo naturalmente riflettere sulle conseguenze di questo voto sulla nostra città e la nostra regione.
Dovremo capirne le ragioni e individuare anche le responsabiltià, collettive e personali e,questa volta, fare nomi e cognomi.
Insomma dovremo attrezzarci per ripartire...
Lo faremo nei prossimi giorni, a freddo, analizzando impietosamente tutti i dettagli.
Oggi però ci affidiampo alle emozioni e ad una prima sommaria riflessione. Una riflessione non nostra in cui però ci identifichiamo totalmente e riportiamo di seguito:
"Beh, si sapeva già. E da un bel pezzo. Viviamo in una provincia europea più di destra che di sinistra, più clericale che laica, più padronale che socialista, più provinciale che cosmopolita, più chiusa che aperta. Non fosse così, la nostra vita pubblica non sarebbe stata dominata per un ventennio (più il resto) dall´arcitaliano Silvio Berlusconi. E non vedrebbe un partito xenofobo tornare in trionfo al potere.
I cittadini di sinistra sono – da sempre – una minoranza di massa. Dovremmo averci fatto il callo, a questa lunga vita di minoranza, raramente interrotta da brevissime stagioni di governo (neanche dieci anni su sessanta di vita repubblicana: e il dato dice tutto). Invece ci rimaniamo male ogni volta, come se ci apparisse inaudito il fatto che no, questo Paese non ci assomiglia, se non in quella piccola e anomala Scandinavia ghibellina che è il Centritalia, quattro regioni in tutto. Bisognerebbe smetterla di offenderci, l´Italia è questa. Possiamo scegliere di viverci male, sprezzanti e amareggiati. Presuntuosi e acidi. O provare a tenere duro, sentirci cittadini, lavorare, discutere, parlare agli altri, non mollare. Chi di noi ha figli, conosce bene l´impulso di avere speranza per loro, anche quando non se ne ha più troppa per sé." (da L'AMACA di Michele Serra, su la repubblica di oggi)
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