lunedì 20 settembre 2010

Viaggio nella raccolta differenziata dei rifiuti a Napoli


Segnaliamo il bel servizio di Norberto Gallo e Francesco Iacotucci sulla raccolta differenziata dei rifuti a Napoli..all'interno anche una chiacchierata con me.
Per vedere il servizio cliccate clicca(Qui)
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giovedì 24 giugno 2010

POMIGLIANO - Lettera aperta al segretario regionale della Cgil e al segretario regionale del pd


Riportiamo oggi la nostra lettera aperta al segretario regionale della Cgil e al segretario regionale del PD, scritta a seguito del referendum di Pomigliano e apparsa sul corriere del mezzogiorno di oggi a pg.14 nella rubrica Interventi e Repliche.
Eccola di seguito...

Corriere del mezzogiorno (giovedì 24 giugno 2010)
A Gravano e Amendola vorrei dire

Caro direttore, conosco da tempo il rigore morale e l’onestà intellettuale di Michele Gravano, segreteraio regionale della Cgil. Proprio per questo mi permetto di invitarlo a farsi promotore con la sua organizzazione di una iniziativa nazionale sulla questione di Pomigliano
Non ho condiviso la sua scelta e dell'organizzazione che rappresenta sul referendum di Pomigliano, ero nettamente schierato con la Fiom e la scelta di difendere i diritti dei lavoratori contro il ricatto della Fiat.
Un ricatto cinico e immorale da parte di un'azienda che ha fatto man bassa di bonus e incentivi statali e poi, approfittando non solo della crisi mondiale ma anche della particolare situazione di disagio economico e sociale di Napoli e della Campania, ha voluto imporre un accordo capestro che mette in discussione diritti costituzionali e dunque indisponibili scaricando sui soli lavoratori di Pomigliano una responsabilità di carattere nazionale.
Il risultato articolato delle percentuali dei e dei no del referendum consente, a mio avviso, di riavviare un'iniziativa. Al di là delle posizioni fin qui assunte faccio appello pubblicamente alla Cgil campana di farsi promotrice, magari insieme con le altre forze sindacali, di una forte iniziativa unitaria che chieda alla Fiat di confermare e avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire (o finalmente aprire) la trattativa per un'intesa condivisa da tutti.
Vorrei approfittare di questa lettera per rivolgermi pubblicamente anche al segretario regionale del Pd, Enzo Amendola.
Chissà se anche il mio segretario regionale, e attorno a lui il suo gruppo dirigente, ha capito ciò che è successo a Pomigliano. Gli operai esistono ancora, ci sono e ripropongono la questione dei diritti e del lavoro, ricordano a un partito come il nostro la storia da cui proviene.
Un partito che dovrebbe dedicare qualche riunione in più a questioni come quella di Pomigliano, piuttosto che perdere settimane in defatiganti e inutili discussioni tra correnti sul candidato alla segreteria provinciale.
Luca Stamati
Coordinatore provinciale Area Marino-Napoli
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mercoledì 16 giugno 2010

FIAT: POMIGLIANO Napoli- STAMATI, RICATTO FIAT E' IMMORALE


Riportiamo di seguito il comunicato stampa sulla vicenda di Pomigliano...
FIAT: POMIGLIANO; STAMATI, RICATTO FIAT E' IRRICEVIBILE
(ANSA)
- NAPOLI, 16 GIU

"Il ricatto cinico,arrogante e irresponsabile della Fiat ai lavoratori di Pomigliano e alla realtà metropolitana di Napoli è assolutamente sconcertante e irricevibile." Lo sostiene, in una nota, Luca Stamati,coordinatore provinciale Area Marino di Napoli.

Dopo la concessione, come da richiesta dell’azienda, della cassa integrazione e degli incentivi per l’auto, compito di un Governo degno di questo nome sarebbe di chiedere alla Fiat almeno di non inasprire il conflitto. Ho letto in questi giorni, sulla stampa locale insulse querelle su “diritti imperfetti” e mercato globale da inseguire e nessuna riflessione sul merito della questione Pomigliano.
Si tratta di accettare il ricatto di una azienda cinica che, approfittando dell’attuale stato di crisi e di malessere sociale di Napoli e della Campania , impone di accettare di mettere in discussione garanzie costituzionali e clausole dei contratti collettivi nazionali, e cioè Diritti Indisponibili dei quali i lavoratori non possono rispondere.
Pretenda il partito democratico a livello nazionale che il Governo faccia la sua parte, incalzi il pd regionale il presidente della giunta campana Caldoro e il sottosegretario Cosentino a fare la loro parte.
Dica con chiarezza la cgil campana chè è inammissibile politicamente e moralmente scaricare sui soli lavoratori di Pomigliano la responsabilità di introdurre nuove relazioni industriali che, come ripetutamente dichiarato dal ministro Sacconi, non riguarderanno solo Pomigliano ma tutta Italia!

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giovedì 3 giugno 2010

Dal Lago contro Saviano e polemiche a sinistra


Riportiamo oggi la nostra lettera sulla polemica Dal Lago -Saviano inviata al corriere del mezzogiorno e pubblicata martedì 01-giugno 2010 con la risposta del direttore del quotidiano Marco Demarco.

Da sinistra critiche a Dal Lago. Intanto esce un altro pamphlet
(di Luca Stamati da il Corriere del Mezzogiorno – Risponde Marco Demarco)

Caro direttore, ho letto tutto d’un fiato il suo articolo dal titolo «Anche da sinistra critiche a Saviano», (Corriere del Mezzogiorno del 25 maggio).
All’interesse, man mano che continuavo la lettura, si è sostituita una forte curiosità, tanto forte da decidere di andare a comprare il libro di Alessandro Dal Lago per leggerlo il prima possibile. L’ho letto, il libro, e siccome non riuscivo a «giustificare» l’iracondo e «metadiegetico» furore critico del valente studioso contro l’«eroe di carta» Saviano, l’ho riletto con meticolosa attenzione. Ma non riuscivo a darne una giustificazione plausibile. Allora, le confesso, ho lasciato perdere.
Poi l’altra sera, all’improvviso, un ricordo di gioventù è affiorato alla mia mente e c’è stata l’illuminazione. Si tratta di un aneddoto che potrebbe fornire una spiegazione convincente all’intemerata di Dal Lago.
Ricorderà che qualche decennio fa il giornale, che leggo regolarmente per affetto e adesione ideale e che poi è lo stesso che ha editato il pamphlet di Dal Lago, il manifesto, aveva una famosa rubrica delle lettere. Famosa per i suoi contenuti e perché giornali più grandi e più diffusi, il Corriere della Sera e la Repubblica, la usavano come spunto per avviare dibattiti sotto l’ombrellone durante i poco avvincenti, dal punto di vista delle notizie, mesi di luglio e agosto. In una di quelle soleggiate giornate al mare ricordo che proprio il Corriere della Sera dava conto di una lettera al direttore de il manifesto che, in pieno dibattito femminista, riportava le lamentele di una lettrice che scriveva, cito a memoria, più o meno così:
«Caro direttore, mio marito è di sinistra, legge da sempre il manifesto eppure si comporta da perfetto maschilista… come mai?».
La risposta, fulminante e piena di buon senso, di Valentino Parlato era, anche qui vado a memoria, più o meno questa:
«Cara compagna, abbiamo discusso molto tra di noi in redazione a chi toccasse, se a una donna o a un uomo, rispondere alla tua lettera e al tuo quesito, ma alla fine abbiamo deciso che non avesse importanza data l’unanimità di giudizio di tutti e tutte noi. La risposta è semplice… anche chi è di sinistra e legge il manifesto tutti i giorni può essere un coglione!».

risponde Marco Demarco

Un po’ di sarcasmo e qualche goccia di memoria personale: così anche Dal Lago è sistemato. Giusto? Mi dispiace, ma non ci sto. Ho conosciuto una sinistra che non si fece troppo scrupolo di polemizzare duramente con Giovanni Falcone al tempo della istituenda procura nazionale antimafia. E non riesco a capire perché oggi questa stessa sinistra consideri un «coglione» chiunque abbia dubbi sulla mitizzazione di Roberto Saviano. Anche Falcone era sotto scorta, e anche Falcone era stato oggetto di un fallito attentato all’Addaura. Ciò nonostante, la sinistra, senza paura di delegittimarlo, gli preferì Agostino Cordova, il quale a quel tempo appariva più affidabile. Se la regola prevede di non mettere mai in discussione chi è esposto sul fronte antimafia o è in pericolo di vita, come mai non fu rispettata nel caso del giudice palermitano e viene invece invocata oggi? La verità è che nessuno può sfuggire a un giudizio pubblico quando pubblico è ormai il suo ruolo. Tanto più legittima, poi, è la discussione sulla dimensione letteraria di Saviano. Qui il campo è aperto, ed è giusto che sia così. E se Dal Lago tira fuori la sua matita rossa, ecco che proprio di questi giorni è un altro pamphlet di un critico di professione che invece promuove, pur se senza lode, l’autore di Gomorra. Il critico è Giulio Ferroni, il quale nel suo libro Scritture a perdere (Laterza), si scaglia contro lo «scorrevole nulla» che caratterizza troppi scrittori contemporanei. In modo particolare Ferroni fa a pezzi autori che il successo ha reso intoccabili. È il caso di Paolo Giordano, per la «sospensione dolciastra» che ne fa un clone di Susanna Tamaro; ed è il caso di Margaret Mazzantini, «per il narrare sciatto e le forme rozze, eccessive e banalmente caricate». La censura cala impietosa anche su tutto il genere New Italian Epic a cui, secondo molti, apparterrebbe lo stesso Saviano. Tuttavia, nella voce di quest’ultimo, Ferroni vede molti dati positivi.
«L’originalità di Gomorra — scrive — non sta soltanto nella nominazione del male, nella diretta indagine sullo sfacelo a cui una parte d’Italia è stata ridotta al dominio della criminalità… l’autenticità della testimonianza va assai oltre i limiti di quello che a uno sguardo esterno potrebbe apparire come un’inchiesta giornalistica o un saggio sociologico». Come dicevo, però, anche Ferroni aggiunge che «non si può scambiare Gomorra per un assoluto capolavoro letterario». E ancora peggio dice del film omonimo di Garrone. Insomma, nessun timore reverenziale. A questo punto un buon segno per tutti sarebbe un confronto tra Dal Lago e Ferroni. Forse solo così la discussione su Gomorra e Saviano potrebbe prendere la piega giusta.

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