
Riportiamo oggi la nostra lettera aperta al segretario regionale della Cgil e al segretario regionale del PD, scritta a seguito del referendum di Pomigliano e apparsa sul corriere del mezzogiorno di oggi a pg.14 nella rubrica Interventi e Repliche.
Eccola di seguito...
Corriere del mezzogiorno (giovedì 24 giugno 2010)
A Gravano e Amendola vorrei dire
Caro direttore, conosco da tempo il rigore morale e l’onestà intellettuale di Michele Gravano, segreteraio regionale della Cgil. Proprio per questo mi permetto di invitarlo a farsi promotore con la sua organizzazione di una iniziativa nazionale sulla questione di Pomigliano
Non ho condiviso la sua scelta e dell'organizzazione che rappresenta sul referendum di Pomigliano, ero nettamente schierato con la Fiom e la scelta di difendere i diritti dei lavoratori contro il ricatto della Fiat.
Un ricatto cinico e immorale da parte di un'azienda che ha fatto man bassa di bonus e incentivi statali e poi, approfittando non solo della crisi mondiale ma anche della particolare situazione di disagio economico e sociale di Napoli e della Campania, ha voluto imporre un accordo capestro che mette in discussione diritti costituzionali e dunque indisponibili scaricando sui soli lavoratori di Pomigliano una responsabilità di carattere nazionale.
Il risultato articolato delle percentuali dei sì e dei no del referendum consente, a mio avviso, di riavviare un'iniziativa. Al di là delle posizioni fin qui assunte faccio appello pubblicamente alla Cgil campana di farsi promotrice, magari insieme con le altre forze sindacali, di una forte iniziativa unitaria che chieda alla Fiat di confermare e avviare l'investimento e la produzione della nuova Panda a Pomigliano e di riaprire (o finalmente aprire) la trattativa per un'intesa condivisa da tutti.
Vorrei approfittare di questa lettera per rivolgermi pubblicamente anche al segretario regionale del Pd, Enzo Amendola.
Chissà se anche il mio segretario regionale, e attorno a lui il suo gruppo dirigente, ha capito ciò che è successo a Pomigliano. Gli operai esistono ancora, ci sono e ripropongono la questione dei diritti e del lavoro, ricordano a un partito come il nostro la storia da cui proviene.
Un partito che dovrebbe dedicare qualche riunione in più a questioni come quella di Pomigliano, piuttosto che perdere settimane in defatiganti e inutili discussioni tra correnti sul candidato alla segreteria provinciale.
Luca Stamati
Coordinatore provinciale Area Marino-Napoli
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giovedì 24 giugno 2010
POMIGLIANO - Lettera aperta al segretario regionale della Cgil e al segretario regionale del pd
mercoledì 14 aprile 2010
Pd Napoli-congresso provinciale con pacco e contropacco

Siamo in vista del congresso provinciale del pd napoletano,un congresso importante anche in prossimità delle elezioni comunali per il nuovo Sindaco di Napoli.
A questo proposito riportiamo di seguito la nostra intervista apparsa oggi su il corriere del mezzogiorno.
Stamati: «Attenti, ci stanno preparando un congresso provinciale con il pacco»
mercoledì, aprile 14, 2010
di Simona Brandolini(corriere del mezzogiorno)
"Allerta compagni ci stanno preparando un congresso col pacco"
Su Facebook il democratico Luca Stamati lancia l’allarme in vista della direzione regionale che si terrà domani alla presenza di Augusto Migliavacca. Tra le altre cose (per esempio affrontare i temi di una sconfitta bruciante?) comincerà l’iter per celebrare (era ora) il congresso provinciale del Pd. Per l’estate anche Napoli e provincia avranno un loro segretario.
Ma chi lo eleggerà?
«Qui sta l’inganno», avverte Stamati. «Secondo una norma dello statuto, potranno partecipare al prossimo congresso provinciale, con diritto di voto, solo gli iscritti al partito nel biennio 2008-2009 che rinnoveranno la tessera. Nel frattempo è cambiato il mondo, ma il Pd non se ne è accorto».
Dunque, il problema qual è: secondo Stamati se un deluso volesse ravvedersi e decidesse, ora, di iscriversi al partito potrà farlo, certo, potrà partecipare al congresso, ascoltare il dibattito, dire pure una parolina di conforto, ma non potrà votare il proprio segretario.
È così?
«Già, il congresso col pacco. Non solo c’è una chiusura ad eventuali nuovi iscritti, ma anche rispetto al popolo delle primarie. Gli elettori di Amendola non potranno votare per il segretario napoletano. La platea è quella stessa di Nicolais, dunque un’era geologica per la politica. Il gioco dell’oca. Abbiamo perso le elezioni regionali, alcune amministrative, e invece di andare avanti, torniamo indietro».
La norma di cui parla Luca Stamati è stata inserita in gennaio nello statuto nazionale dopo i casi campani di tesseramento gonfiato. Per evitare, insomma, imbrogli.
«Certo — prosegue Stamati— la motivazione ufficiale è questa. Di fatto, però, mantengono la platea e gli equilibri di allora. Si preserva lo status quo, favorevole al gruppo dirigente vigente. Non solo. Circola voci nei palazzi che oltre a questo pacco c’è anche il contropacco: pare che i maggiorenti del partito siano orientati ad andare a Roma e chiudere a Roma un accordo sul nuovo segretario. E qui si torna ulteriormente indietro, al Pci».
La conclusione di Stamati è questa:
«Se fosse tutto vero e lo è si dimostrerebbe l’assoluta inadeguatezza di questo gruppo regionale. Come si fa a radicare sul territorio un partito e chiudere al mondo esterno e farlo diventare tutta una questione tra correnti?».
Secondo il teorema stamatiano si tratterebbe dell’ennesima partita interna, la solita resa dei conti tra bassoliniani da una parte, antibassoliniani dall’altra. E già girano i primi nomi. Michele Caiazzo contro Massimiliano Manfredi o Mimmo Tuccillo.
Nel frattempo il segretario regionale Enzo Amendola dovrebbe provvedere all’azzeramento degli organismi dirigenti del partito. Non tanto a causa del terremoto elettorale, quanto piuttosto al fatto che Antonio Marciano e Mario Casillo, entrambi nell’esecutivo, sono entrati in consiglio regionale. E Emilio Montemarano si è autosospeso
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