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martedì 10 gennaio 2012

LA BALLATA DI GIGIOBLUFF


Stamattina ci è arrivata la richiesta di pubblicare sul nostro blog questa "ballata", lo facciamo volentieri

LA BALLATA DI GIGIOBLUFF

Sono bello e son vincente
pure bravo sono stato
tutto quanto io ho scassato
con Stamati ho cominciato
pure Oddati ho poi cacciato
poi Rossi ho chiamato e
anch'egli via ho mandato
la Coppa America a bagnoli ho organizzato
e anche quella ho poi scassato
al Forum delle culture presidente ho nominato
un assai noto professore
ma si è dimesso anch'egli in queste ore
faccio partì pure e' bastiment....
come so' bell' come so' vincent!

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giovedì 22 settembre 2011

De Magistris? Sta sbagliando tutto


Riportiamo di seguito l'intervista apparsa domenica 18 settembre 2011 sul corriere del mezzogiorno..

Stamati, rabbia da ex: de Magistris? Sta sbagliando tutto
(di S.B. da il Corriere del Mezzogiorno)


Una premessa è d’obbligo: il primo consiglio d’amministrazione epurato dal nuovo corso di de Magistris è stato quello dell’Asia. Per la precisione in due sono stati revocati, uno, Daniele Fortini, è stato confermato. Uno degli epurati è Luca Stamati. Che tra i primi ha sostenuto l’ex pm candidato, in contrasto con il suo partito, il Pd, che ha addirittura minacciato di cacciarlo. Dunque non è che parla ora per togliersi un sassolino dalle scarpe?

«Ma no… La scelta del sindaco sicuramente non l’ho capita, formalmente è sbagliata, politicamente incomprensibile perché è lui venuto sulle mie posizioni contro l’inceneritore. E il risultato è stato che io sono stato revocato e chi era a favore dell’inceneritore sta là».

Insomma non ha mandato giù il fatto di averlo sostenuto tirandosi dietro le critiche democratiche e la risposta è stata: via dal cda.

«Per la prima volta nella mia vita mi sono messo contro il mio partito. Convinto com’ero e sono tuttora della necessità di un cambiamento nella politica napoletana. Ma è paradossale quello che è accaduto. Detto questo ci sono ben altre scelte inspiegabili».

Quali?

«Utilizzare la colmata di Bagnoli per la Coppa America è uno schiaffo in pieno viso a tutti i movimenti anticolmata che hanno sostenuto la sua candidatura. Ed è uno schiaffo al buon senso. Poiché, se è vero come è vero che la colmata è piena di veleni, così come abbiamo detto che non poteva essere utilizzata per il Forum delle Culture, questo vale anche per la Coppa America».

Inoltre la rimozione della colmata faceva parte del programma di governo.

«Esatto: via la colmata, ripristino della linea di costa e riqualificazione del parco. Invece ci troviamo con un sindaco che usa la proposta di Lettieri e come Lettieri decide di risolvere il problema dei rifiuti con le navi all’estero».

Dunque no ai rifiuti sulle navi?

«Il problema dei rifiuti a Napoli si risolve solo se si costringe il presidente della giunta regionale di individuare una discarica da un milione di tonnellate fuori provincia. Altrimenti sono continue bufale. E andremo incontro a ulteriori fallimenti, e questo lo sa de Magistris e lo sa Sodano».

Lei è un ambientalista. Si è sentito in un certo senso utilizzato?

«De Magistris ci ha utilizzati e sta utilizzando un po’ tutti. Ha scassato in campagna elettorale e ora non più. Indecisioni continue, sui rifiuti, sul Forum, sulla colmata. Si ha come l’impressione che stia utilizzando Napoli come serbatoio per le prossime primarie nazionali. E in più sta riproponendo un modello politico e istituzionale dell’uomo solo al comando, un bassolinismo in sedicesima, che è fallimentare. Ma la cosa più drammatica è che di fronte a questo fenomeno la politica e i partiti sono completamente assente. Cosa aspetta il mio partito, il Pd ad affrontare questa situazione? Faccio un appello: nonostante limiti e errori il Pd ha un personale politico elevato tornino dalle vacanze e riprendano a fare politica con la P maiuscola».

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martedì 12 aprile 2011

Napoli - Elezioni - Luca Stamati: ecco perchè ho scelto De Magistris

Segnaliamo la nostra intervista a Norberto Gallo sulle ragioni del nostro appoggio a Luigi DeMagistris come sindaco di Napoli
Per vedere il servizio cliccate(Qui)
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giovedì 7 aprile 2011

Napoli/Stamati: Pd stalinista, non vedo lo scandalo se scelgo de Magistris


Riportiamo di seguito l'articolo apparso oggi su il corriere del mezzogiorno a firma di Antonio Scolamiero

Stamati: Pd stalinista, non vedo lo scandalo se scelgo de Magistris
Non ci tiene ad essere nel mirino. Luca Stamati, all’indomani della conferenza stampa in cui ha manifestato la sua intenzione di appoggiare il candidato sindaco dell’Idv Luigi de Magistris, passa al contrattacco, rispedendo al mittente tutti gli strali che gli sono piovuti addosso. «Se rappresento solo me stesso e non ho voti, perché tutta questa acredine nei miei confronti? Ho fatto una scelta personale, lo ribadisco, desidero che venga rispettata».
«Sono esterefatto per le reazioni del mio partito— prosegue — e dal fatto che il commissario Orlando continua a sostenere che io lo abbia minacciato: sono accuse infamanti e prive di fondamento. Mi aspettavo attacchi e polemiche per la mia scelta di certo non in linea con il partito, ma non uno stalinismo di ritorno che ormai non si usa più nemmeno in Russia. Spero che il commissario Orlando oltre a concentrarsi sui miei sms, abbia trovato anche il tempo di guardarei verbali delle primarie. Magari se ce li facesse conoscere, farebbe un servizio al partito e alla democrazia».
L’ultima bordata riguarda la sua permanenza nel Pd: «Ma perché tante discussioni sulla mia decisione? In passato— conclude l’ex assessore— altri hanno assunto posizioni contrarie al partito e sono rimasti dov’erano. Penso, ad esempio, al primo cittadino di Salerno che nell’ultima tornata elettorale si è candidato a sindaco contro il Pd, e che ha dichiarato che voterà Lettieri. E poi come non ricordare autorevolissimi dirigenti del partito accusati di brogli alle primarie. Loro possono stare nel partito?» .
Polemiche a parte,Stamati si è soffermato anche sulla questione candidature: «Saranno tutti giovani laureati, per la maggioranza donne, che vogliono impegnarsi in politica e ci sarà perfino qualche artista napoletano» . Botta e risposta a parte, anche ieri non sono mancate le prese di posizione contro la scelta di Stamati. Il deputato Pd Eugenio Mazzarella ha analizzato il passaggio di Stamati con de Magistris, affermando che, «essere nuovi a Napoli è complicato e per esserlo davvero bisognerebbe mettere da parte vecchi metodi di acquisizione di personale politico» . «Un comportamento nuovo e innovativo — aggiunge il professore universitario — sarebbe non favorire pratiche di questo tipo. Detto questo, non enfatizzerei più di tanto la cosa, perché mi sembra un gesto, quello di Stamati, isolato e sconfessato dalla sua stessa area» . «In linea di principio— spiega ancoraMazzarella — credo che sia molto più utile andare tutti assieme in una sola direzione, e cioè contro Lettieri. È più importante assumersi le proprie responsabilità contro il centrodestra, anziché trasformare all’interno del centrosinistra le elezioni in un supplemento di primarie di cui davvero non sentiamo il bisogno e de Magistris sta facendo di tutto per farlo» . A tornare sulla vicenda è anche Ivan Scalfarotto, vicepresidente nazionale del Pd e responsabile partenopeo dell’area Marino, che, proprio mentre Stamati annunciava l’appoggio a de Magistris incontrava gli appartenenti alla mozione e successivamente stigmatizzava quanto appena accaduto.
Ieri ha ribadito il concetto: «Luca ha preso una posizione sostenendo un candidato di un altro partito, per di più di un partito che non ha partecipato nemmeno alle primarie di coalizione» . «Io non ne faccio una questione statutaria — dice — ma una questione politica e se io milito in un partito e appoggio un candidato sostenuto da altri, politicamente lo considero un gesto di rottura. Ne prendo atto, poi saranno gli organi di garanzia locali a prendere le decisioni del caso. L’ultima cosa che faccio, da vice presidente del partito, è intromettermi nelle statuizioni degli organi di garanzia. Posso solo ribadire che politicamente Stamati ha preso una posizione fuori dalla linea del partito» . Scalfarotto pone l’accento sull’apporto che l’area Marino può dare alla città: «Siamo a disposizione del partito e della città — conclude il vice presidente nazionale del Pd — la mozione Marino è nata per raggiungere territori nei quali la politica in genere fa fatica ad arrivare e io penso che possiamo dare questo importante contributo, anche dopo le elezioni. Avere un soggetto politico all’interno del Pd che possa dialogare con una parte di Napoli che molto spesso non trova rappresentanza è molto importante»
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lunedì 20 settembre 2010

Viaggio nella raccolta differenziata dei rifiuti a Napoli


Segnaliamo il bel servizio di Norberto Gallo e Francesco Iacotucci sulla raccolta differenziata dei rifuti a Napoli..all'interno anche una chiacchierata con me.
Per vedere il servizio cliccate clicca(Qui)
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mercoledì 14 aprile 2010

Pd Napoli-congresso provinciale con pacco e contropacco


Siamo in vista del congresso provinciale del pd napoletano,un congresso importante anche in prossimità delle elezioni comunali per il nuovo Sindaco di Napoli.
A questo proposito riportiamo di seguito la nostra intervista apparsa oggi su il corriere del mezzogiorno.

Stamati: «Attenti, ci stanno preparando un congresso provinciale con il pacco»
mercoledì, aprile 14, 2010
di Simona Brandolini(corriere del mezzogiorno)

"Allerta compagni ci stanno preparando un congresso col pacco"
Su Facebook il democratico Luca Stamati lancia l’allarme in vista della direzione regionale che si terrà domani alla presenza di Augusto Migliavacca. Tra le altre cose (per esempio affrontare i temi di una sconfitta bruciante?) comincerà l’iter per celebrare (era ora) il congresso provinciale del Pd. Per l’estate anche Napoli e provincia avranno un loro segretario.
Ma chi lo eleggerà?
«Qui sta l’inganno», avverte Stamati. «Secondo una norma dello statuto, potranno partecipare al prossimo congresso provinciale, con diritto di voto, solo gli iscritti al partito nel biennio 2008-2009 che rinnoveranno la tessera. Nel frattempo è cambiato il mondo, ma il Pd non se ne è accorto».

Dunque, il problema qual è: secondo Stamati se un deluso volesse ravvedersi e decidesse, ora, di iscriversi al partito potrà farlo, certo, potrà partecipare al congresso, ascoltare il dibattito, dire pure una parolina di conforto, ma non potrà votare il proprio segretario.
È così?
«Già, il congresso col pacco. Non solo c’è una chiusura ad eventuali nuovi iscritti, ma anche rispetto al popolo delle primarie. Gli elettori di Amendola non potranno votare per il segretario napoletano. La platea è quella stessa di Nicolais, dunque un’era geologica per la politica. Il gioco dell’oca. Abbiamo perso le elezioni regionali, alcune amministrative, e invece di andare avanti, torniamo indietro».
La norma di cui parla Luca Stamati è stata inserita in gennaio nello statuto nazionale dopo i casi campani di tesseramento gonfiato. Per evitare, insomma, imbrogli.
«Certo — prosegue Stamati— la motivazione ufficiale è questa. Di fatto, però, mantengono la platea e gli equilibri di allora. Si preserva lo status quo, favorevole al gruppo dirigente vigente. Non solo. Circola voci nei palazzi che oltre a questo pacco c’è anche il contropacco: pare che i maggiorenti del partito siano orientati ad andare a Roma e chiudere a Roma un accordo sul nuovo segretario. E qui si torna ulteriormente indietro, al Pci».

La conclusione di Stamati è questa:
«Se fosse tutto vero e lo è si dimostrerebbe l’assoluta inadeguatezza di questo gruppo regionale. Come si fa a radicare sul territorio un partito e chiudere al mondo esterno e farlo diventare tutta una questione tra correnti?».

Secondo il teorema stamatiano si tratterebbe dell’ennesima partita interna, la solita resa dei conti tra bassoliniani da una parte, antibassoliniani dall’altra. E già girano i primi nomi. Michele Caiazzo contro Massimiliano Manfredi o Mimmo Tuccillo.
Nel frattempo il segretario regionale Enzo Amendola dovrebbe provvedere all’azzeramento degli organismi dirigenti del partito. Non tanto a causa del terremoto elettorale, quanto piuttosto al fatto che Antonio Marciano e Mario Casillo, entrambi nell’esecutivo, sono entrati in consiglio regionale. E Emilio Montemarano si è autosospeso
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mercoledì 6 febbraio 2008

Una critica molto dura, forse ingiusta, certamente utile

Come molti di voi ricorderanno il giorno 1 febbraio 2008 La repubblica - napoli ha pubblicato in prima pagina un mio intervento sulla questione rifiuti dal titolo "Il mulino del Cnr per la differenziata" (qui)
L'intervento è piaciuto a molti ed è dispiaciuto ad altri naturalmente.
In particolar modo non è piaciuto affatto al presidente di Confapi - campania Maurizio Genito, il quale ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera a repubblica. Il giornale l'ha pubblicata (nella rubrica delle lettere) oggi, mercoledì 06 febbraio 2008.
La lettera è dura nei miei confronti e pone al centro non il merito del mio intervento ma la delicata e importante questione della trasparenza e della credibilità che sono alla base del rapporto tra istituzioni e cittadini.
La questione mi pare non di poco conto e dunque,affinchè ognuno possa esprimersi nel merito,riporto di seguito la lettera del presidente Maurizio Genito....

"San Francisco e noi"
di Maurizio Genito
(Presidente Confapi Campania)

Mi riferisco all'articolo di Luca Stamati del primo febbraio. Per trasformare la questione rifiuti da un dramma a un'opportunità, è evidentemente necessario un piano integrato. Quanto più possibile distante, come impostazione, dal ciclo dei rifiuti che ci ha portati in questa situazione (e che sta tra le cose che sono state fatte, a riprendere un tema caro a Stamati). Il problema più grosso è però.... a monte, sta nella credibilità dei rappresentanti istituzionali e nella necessità di creare o ricreare un rapporto positivo tra cittadini e classe politica. Entrambi questi limiti si manifestano allorquando, di fronte all'esperienza di San Francisco, ai risultati importantissimi raggiunti dal Cnr (vera perla universale per Napoli e la Campania), sentiamo porsi nell'Olimpo dei grandi profeti del "si può" chi ha avuto un ruolo non secondario nell'amministrazione territoriale negli ultimi anni. Se si può, caro Luca Stamati, oggi presidente di Pangea Blu, arrivare a "rifiuti zero" (e poi in quanto tempo?) perché non è stato fatto negli anni in cui, per esempio, egli è stato assessore all'Ambiente della Provincia di Napoli? O è un caso di omonimia? Ergendomi per una volta anch'io a facile profeta, prevedo la risposta del tipo: abbiamo avviato questo e fatto quest'altro, studiato i massimi sistemi (magari con tanto di studi di fattibilità). Ma un giro tra i i sacchetti ammassati vale più di mille risposte.
PS.
Nel frattempo il corriere della sera ha pubblicato oggi(15 febbraio 2008) in prima pagina uno "scoop" a firma di G.Stella che al danno aggiunge la beffa

Corriere dela Sera
Napoli. I rifiuti
C’è un piano sepolto dal 2003 in un cassetto
di Gian Antonio Stella

Se fosse un furbo matricolato, il nuovo assessore campano all’ambiente (e all’immondizia) Walter Ganapini avrebbe potuto farselo pagare un’altra volta, il piano per la raccolta differenziata. E potete scommettere che nel casino avrebbe pure trovato chi gli scuciva i soldi. Ma siccome un furbone non è, il tecnico chiamato al capezzale (meglio: al cassonetto) di Napoli oggi dirà in giunta: «Il piano per salvare la città è questo». Miracolo! Due giorni dopo la nomina! Che svelto! Che genio! «No: il piano era in un cassetto. Già pronto. L’avevate dimenticato lì dal 2003».
Da non credere. Ma come: sono quindici anni che viene prorogata l’emergenza, quindici anni che si chiudono e si riaprono discariche, quindici anni che vescovi e camorristi e ambientalisti duri e puri marciano insieme sia contro le discariche sia contro gli inceneritori sia contro gli impianti di compostaggio, quindici anni che tutti si riempiono la bocca con le parole magiche raccolta differenziata» e allargano le braccia imponenti davanti all’ineluttabilità del destino e cosa salta fuori? Che avevano già tutto per partire. Tutto. In ogni dettaglio. E non partirono mai.
Lo studio particolareggiato per avviare operativamente la raccolta differenziata sotto il Vesuvio era stato commissionato nel 2002 dal Conai (il Consorzio nazionale imballaggi delegato dal decreto Ronchi a seguire il passaggio dal sistema delle discariche a un sistema integrato basato sul recupero e sul riciclo dei rifiuti) al milanese Fortunato Gallico. Il quale, ai tempi in cui era ai vertici dell’Amsa, la municipalizzata ambrosiana, aveva già affrontato con Walter Ganapini, allora assessore ambientalista della giunta comunale del leghista Marco Formentini, la grande crisi del 1995. Quando la capitale lombarda era stata messa in ginocchio dalla chiusura della discarica di Cerro Maggiore e i suoi abitanti, costretti a farsi carico del problema, si erano rapidamente adeguati alle nuove regole. Passando in quattro settimane, fiore all’occhiello di Ganapini e della giunta milanese, dal 12 al 33%.
Insomma: tra tante follie e tanti sprechi incredibili, il Commissariato partenopeo quella volta si era mosso bene. Andando a scegliere uno che «quella cosa lì» l’aveva già fatta con successo. Gallico aveva accettato l’incarico, aveva messo insieme una squadra di persone di cui si fidava e insieme erano scesi a Napoli battendola per mesi e mesi, strada per strada. Fino a trarne un piano chiaro e preciso sul «come» passare dall’emergenza perenne con le montagne di spazzatura alla raccolta differenziata. Quella che, in caso di successo, avrebbe non solo tolto «’a munnezza» dalle strade ma avrebbe spezzato la diffidenza secolare della gente permettendo di fare anche gli impianti del Cdr e i termovalorizzatori.
Le fasi operative erano tre. Una prima, sperimentale e immediata, su un pezzetto soltanto della città. Una seconda, di avviamento, che doveva coinvolgere 300 mila abitanti di Fuorigrotta, Chiaia e Bagnoli. Una terza, l’allargamento della raccolta «porta a porta», quella che funziona meglio, a tutta la metropoli campana. Belle parole, chiacchiere, pensamenti? Ma niente affatto. Tutto operativo. Vicolo per vicolo, condominio per condominio, numero civico per numero civico, scala per scala. Con la segnalazione di ogni punto in cui andavano messi i bidoni. La nota se in quella palazzina c’era o non c’era il portiere. Il percorso che via via avrebbe dovuto fare ogni camioncino. I giorni e gli orari del passaggio. Tutto ma proprio tutto, nei minimi particolari. Così che Napoli potesse immediatamente partire con il nuovo sistema svelenendo finalmente anni di risse, crisi e tensioni. Soddisfatto del lavoro, Fortunato Gallico consegnò il pesante malloppo di 400 pagine all’inizio del 2003. Fu pagato, ringraziato, elogiato: «Bravi, complimenti! Buon rientro a Milano. Venite a trovarci…». Da quel momento, pluff! Il piano sparì nel nulla. E per anni, mentre periodicamente si accumulavano cataste di pattume e si scatenavano rivolte di piazza, ogni tanto qualcuno sospirava: «Ah, se facessimo la raccolta differenziata…». Oppure: «Ah, se avessimo un piano…». O ancora: «Bisognerebbe far fare un piano operativo». Cinque anni sono passati, da allora. Cinque anni d’inferno, sul fronte della spazzatura prima che Ganapini scoprisse quel progetto già bello e fatto che vuole avviare subito, immediatamente, dal primo marzo. E fa sorridere, a distanza di tanto tempo e dopo questa ennesima sorpresa del tormentone, rileggere cosa diceva Antonio Bassolino alla fine di gennaio di quel 2003: «Auguro a chi parla di fallimenti nella vicenda dei rifiuti in Campania di “fallire” come abbiamo “fallito” noi. Sarebbe un bene per il Paese. Visto che noi, in appena due anni, abbiamo fatto un lavoro enorme che non ha precedenti in Italia». Chissà se lo direbbe ancora.

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