mercoledì 17 novembre 2010

RIFIUTI/NAPOLI – MANIFESTA INCAPACITA’


Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di ieri sulla questione rifiuti a Napoli inviato all'ansa e che nessun giornale locale ha riportato!

Comunicato Stampa
RIFIUTI/NAPOLI – MANIFESTA INCAPACITA’

La quantità dei rifiuti per le strade della città di Napoli è ormai non più tollerabile.
Nulla lascia presagire che le istituzioni preposte allo smaltimento siano in grado di trovare soluzioni concrete rapide ed efficaci. I napoletani e la città non possono accettare questo ennesimo sfregio alla loro immagine internazionale e alla loro qualità della vita. E' vergognoso che dopo 16 anni, 3 miliardi e 200 milioni spesi, un miracolo in diretta tv, leggi speciali e commissari straordinari a go go siamo ancora all'emergenza.
Un'emergenza beffarda e tragica che rischia di sfociare sinanche in pericolo per la salute dei cittadini napoletani.
La Provincia di Napoli, per legge competente allo smaltimento dei rifiuti, la smetta di indire incontri e tavoli tecnici inutili e assuma tutte le iniziative necessarie per risolvere il problema.
Se il Presidente della provincia di Napoli non vuole o non è in grado di risolvere il problema si dimetta e , per manifesta incapacità,chieda il commissariamento da parte del Governo.

Napoli,16-11-2010 Luca Stamati
coord.prov. Area Marino-Pd
Ps.
Loro non ci pubblicano, partiti e giornali con dietri potentissimi interessi economici non vogliono alcuna voce critica ma... noi non deflettiamo!

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mercoledì 10 novembre 2010

Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?


Pubblichiamo di seguito il nostro comunicato stampa sull'emergenza rifiuti di napoli....


COMUNICATO STAMPA
Napoli -emergenza rifiuti…Speriamo in S.Gennaro!?


Povera Napoli e povera Campania, dopo 16 anni di commissari straordinari, 3 miliardi e 200 milioni di euro spesi e un “miracolo” in diretta televisiva( 2 anni fa) siamo di nuovo in piena emergenza rifiuti.
Un’ emergenza che, se non si trova un luogo dove smaltire i rifiuti entro 3 o 4 giorni, sarà addirittura peggiore di due anni fa.
Se la questione non fosse drammatica saremmo alla farsa e alle comiche finali.
Ma come?
Non più di due anni fa Berlusconi e Bertolaso ci hanno detto in tv che l’emergenza era finita, dopo due anni sono tornati e ci hanno detto che questa nuova emergenza sarebbe stata risolta in 10 giorni e oggi, sulla stampa locale, l’assessore all’ambiente e ai rifiuti della regione Campania , dello stesso partito del premier,dichiara che per uscire dall’emergenza "ci vorranno 36 0 48 mesi"!!??
La verità è che ci troviamo di fronte ad una Regione e una Provincia(quella di Napoli) governata da personale politico incapace e truffaldino.
Sulla questione dei rifiuti hanno fatto più danni Caldoro e Cesaro in 5 mesi che Bassolino e il centro sinistra in 10 anni!
Se non sono in grado di risolvere il problema si facciano da parte e chiedano al parlamento di commissariali per manifesta incapacità!
Che dobbiamo aspettare ?
Che intervenga direttamente San Gennaro?

Napoli,10-novembre-2010 Luca Stamati
coordin. Area Marino PD-Napoli
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mercoledì 27 ottobre 2010

Classe (per nulla) dirigente


Riportiamo di seguito una lucidissima analisi di un importante e autorevole commentatore e studioso nazionale che è davvero utile per capire la situazione dell'Italia!
Classe (per nulla) dirigente
di Angiolo Panebanco da il Correre della Sera)(26 ottobre 2010)
Rivolte urbane, guerriglie notturne (guardie padane contro immigrati)), sindaci alla mercé delle piazze e della pancia degli elettori.
Di nuovo la Lombardia. Di nuovo gli immigrati. Governo, Regione, Milano, si difendono attaccando la sinistra e adesso anche l’ambiguità di Fini e magari è vero che le responsabilità sono di tutti. Ma resta che la Lombardia non si sa tirare fuori da una situazione che, come ha scritto accoratamente E.Gallo Delle Loggie su questo giornale umilia l’Italia intera. Il vero dramma del Nord del paese non consiste nei gravissimi problemi che lo attanagliano. Consiste nel fatto che le sue classi dirigenti (politici, imprenditori, professionisti, intellettuali) siano incapaci di cercare soluzioni e rimedi. Nel politichese di alcuni anni fa si sarebbero dette prive di «progettualità», fallite. Non perdono un colpo quando si tratta di accusare Roma, lo Stato, di avere «abbandonato il NORD»: un’espressione che testimonia di uno stato di minorità, psicologica e culturale (sono i minori quelli che non si possono abbandonare).
Ma ne perdono tanti quando si tratta di lavorare per cambiare le cose.
Nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia constatiamo che l’unità scricchiola, che si sentono rumori sinistri. Se non ci saranno novità la democrazia, così come funziona nel Nord, e l’unità del Paese potrebbero presto entrare in rotta di collisione. L’esperienza storica ci dice che, spesso, la democrazia è un’ottima cura per molti mali: col tempo, fa fiorire una società civile basata sulla cooperazione e la fiducia, fa crescere il capitale umano e sociale, promuove lo sviluppo. Ma non ovunque.
Di certo, sessant’anni di democrazia non hanno portato quei doni al Nord.
La democrazia è servita al Nord, più che per curarsi degli antichi vizi, per accrescere il proprio potere contrattuale nei confronti dello Stato e delle regioni meno sviluppate. Senza il Nord non si vincono le elezioni nazionali e questo dà a chi difende il Nord così come è oggi una fondamentale arma di ricatto nei confronti di qualunque coalizione politica nazionale, di destra o di sinistra che sia.
Le voglio proprio vedere, ad esempio, certe Regioni del Nord (quelle con i migliori conti in attivo nella Sanità) accettare senza fiatare il passaggio dalla spesa storica ai costi standard e dotare il Sud delle loro strumentazioni (tac ecc.)come prevede il progetto del federalismo fiscale, ben sapendo che ciò comporterebbe una drastica contrazione di risorse e l’obbligo di porre fine al denaro che arriva dal Mezzogiorno attualmente incapace di offrire ai suoi cittadini le stesse prestazioni sanitarie e ai soldi statali per le quote latte.
È in questo senso che unità del Paese e democrazia nel Nord rischiano di diventare incompatibili. Non si può avere una questione settendrionale perenne: alla lunga, si finisce per disfare ciò che il Risorgimento ha creato.
L’aspetto più grave non sta nella protervia dei maneggioni ma nei pensieri e nelle parole di tante persone per bene. Chiunque scriva di Nord sa di cosa parlo.
Quando si toccano questi argomenti si ricevono tanti messaggi dal Nord, spesso di professionisti o di insegnanti. Persone istruite, che fanno opinione nei rispettivi ambienti. Persone capaci di fare l’apologia del regno Savoia, di trattare Cavour e Garibaldi come criminali di guerra, di liquidare la storia dell’Italia unita come il frutto di un’odiosa colonizzazione di affermare che “il tricolore serve per pulirsi il culo”.
Questa forma di autoassoluzione, condita di leggende nere sull’unità d’Italia le gesta dei condottieri padani è, da sempre, la maledizione del Nord. Se non se ne libererà non cambierà mai nulla. E dei «doni» della democrazia resterà solo una capacità di ricatto sempre meno sopportata dal resto del Paese.
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martedì 28 settembre 2010

Nuova emergenza Rifiuti a Napoli? Ecco la VERITA’ NASCOSTA


I media locali e nazionali sembrano non riuscire a capire cosa stia veramente succedendo e dunque non riescono a spiegarlo ai cittadini napoletani e italiani.
Proviamo, con la nota che segue, a dare una mano a capire e a spiegare
Il capo della Protezione civile, Bertolaso, intervenuto giovedì 23 settembre alla trasmissione Radio Anch'io ha affermato ''Abbiamo fatto cinque discariche dove c'era spazio per diversi milioni di metri cubi di spazzatura, avviato la raccolta differenziata in modo serio e realistico e aperto l'impianto di Acerra, che a detta di tutti è il migliore che c'è in Italia: non si capisce perché a Napoli oggi ci sia la spazzatura nelle strade''
I poteri eccezionali di cui ha usufruito Bertolaso per oltre un anno e mezzo, a partire dal DL 23 maggio 2008 , n. 90 convertito dalla legge n. 123/08 sino alla dichiarazione della cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella Regione Campania con il DL 195 del 30 dicembre 2009 convertito dalla legge n. 26/10, e le sue dichiarazioni, come sempre, trancianti sino all’arroganza impongono una verifica attenta delle sue affermazioni .
In primo luogo il DL 195/2009 predispone “ tutte le attività propedeutiche al passaggio ad una ordinaria gestione dei rifiuti in regione. Al fine della chiusura si istituiscono una Unità Stralcio e una Unità operativa che saranno coordinate dal Comandante del Comando logistico Sud e saranno allocate presso l'attuale sede del Comando medesimo in Napoli “.
Il decreto fissa la data della loro cessazione al 31 gennaio 2011, termine che può essere prorogato, per non più di sei mesi, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La “ gestione militarizzata” dei siti esistenti è dunque sopravvissuta alla (per continuare clicca su "leggi tutto") diretta responsabilità del Sottosegretario e permarrà sino al febbraio 2011 ( prorogabile) .
Lo stato attuale delle discariche sembra questo ( Sole 24 ore del 14/9)

Savignano(av)
capienza 800.000 tn

S.Arcangelo Trimonte(bn)
capienza 800.000 tn

San Tammaro(ce)
capienza 1.700.000 tn

Chiaiano (napoli)
capienza 700.000 tn

Terzigno(Napoli
capienza 800.000 tn
Quindi, le 5 discariche di Bertolaso garantiscono pochi mesi di autonomia ( soprattutto se Acerra funziona a scartamento ridotto). Ciò ridimensiona parecchio la prima affermazione: ''Abbiamo fatto cinque discariche dove c'era spazio per diversi milioni di metri cubi di spazzatura”.
I “ diversi milioni di metri cubi” li ha in gran parte saturati lui ed oggi la situazione torna “ calda”.
Tutto oggi sembra vertere sulla vicenda cava Vitiello a Terzigno, scelta discussa e discutibile con il sottosegretario che “forza” la Provincia ad accettare il sito in barba all’”attenzione” dell’Unione europea, all’essere in Parco Nazionale etc.
Il secondo punto “ avviato la raccolta differenziata in modo serio e realistico” non meriterebbe quasi di essere commentato.
Lo stesso Bertolaso, nell’audizione alla Camera del 27 luglio 2009 afferma “ … Abbiamo anche aperto due siti di compostaggio, …, per un totale di 16.000 tonnellate di frazione umida, restando quindi sempre su livelli ridicoli rispetto alle esigenze, ma comunque siamo riusciti ad aprirne due …. “
Scriveva Adriana Pollice sul Manifesto del 5 maggio:
“ … la discarica di Chiaiano è già piena a metà e l’inceneritore di Acerra, inaugurato dall’ineffabile duo presidente del consiglio & l’uomo della protezione civile, continua a non funzionare, …. Bertolaso però a dicembre scorso ha dichiarato vinta la battaglia della Campania e ha tolto le tende, lasciando oltre 20 milioni di debiti e le province con l’acqua alla gola. In quanto alle bonifiche, poi, è notte fonda. … Di più, la provincia – a cui il governo ha affidato per decreto il ciclo rifiuti – si ritrova con le casse vuote e nessuna idea di come prendere in mano lo smaltimento dei rifiuti, ma a Roma, a Palazzo Santa Lucia e Palazzo Matteotti siedono esecutivi di destra e allora non si può gridare al disastro, meglio chiedere con cortesia al presidente Caldoro di riprendersi il problema utilizzando una formula gentile come «rifunzionalizzazione degli impianti» che si traduce nel fatto che il commissariato straordinario non ha messo in piedi nessun ciclo integrato dei rifiuti. È il miracolo dell’immondizia campana, problema risolto in tempo per far vincere le destre in campagna elettorale, ritornato a galla a urne chiuse …”
Sul terzo punto, ovvero
“ abbiamo aperto l'impianto di Acerra, che a detta di tutti è il migliore che c'è in Italia “ segnaliamo che almeno un’eccezione tra i “tutti” c’è.
Su Il Mattino del 17 settembre, Daniela De Crescenzo scrive:
“ Forni in tilt: il termovalorizzatore di Acerra riprenderà a funzionare a pieno ritmo probabilmente a marzo quando sarà completata la manutenzione su tutte e tre le linee… i problemi non sarebbero cominciati oggi. Già a giugno si verificò un guasto alle pompe .. dell’acqua di raffreddamento …. Sui motivi dei guasti è aperto il dibattito: c’è chi pensa ad errori di progettazione e chi ipotizza che il combustibile utilizzato ( rifiuti prodotto dagli STIR) abbia caratteristiche diverse da quelle previste .. ( CDR) ..In ogni caso i danni sulle prime stime supererebbero i 10 milioni di euro
…”
La Regione è, intanto, rientrata nella pienezza dei suoi poteri programmatori e legislativi ( tra l’altro sono trascorsi oltre quattro mesi dalla piena operatività della nuova Giunta e del nuovo Consiglio ).
Il nuovo assessore Romano a parole parte bene:
differenziata al 50% o me ne vado” ( il Sole 24 ore del 15/9), annunciando a Bruxelles che non ci sarà il nuovo sito nel Parco del Vesuvio ma già su Il Mattino del 19/9 dichiara:
Inevitabile aprire nuovi sversatoi; la Provincia ridiscuta il progetto” .
Ed ancora.
La media di rifiuti conferiti giornalieri è di 4.939 ton/giorno con una media di poco più del 20% di differenziata. Se l’obiettivo del 50% venisse raggiunto (in un triennio, tenendo conto dei 36 mesi minimi necessari per costruire un inceneritore ) sarebbe necessario inviare ad incenerimento circa 1.200.000 tonn/anno di rifiuti mentre gli impianti previsti ( Acerra 700.000, Napoli 400.000 e Salerno 300.000) eccedono di circa 200.000 tonn/anno gli obiettivi di piano.
Bertolaso, intanto, al Mattino del 21/9 tuona:
deluso dai ritardi inaccettabili, il decreto va rispettato”.
Non lo sfiora l’idea che il decreto – con la sua tempistica irrealizzabile e le criticità finanziarie che ha introdotto – ha creato i presupposti di un’ulteriore crisi. A dirglielo, ora, sono gli amministratori della parte politica del governo di cui fa parte.
In merito al ciclo integrato dei rifiuti, le funzioni ed i compiti di programmazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti, “ da organizzarsi anche per ambiti territoriali nel contesto provinciale e per distinti segmenti delle fasi del ciclo di gestione dei rifiuti” , sono attribuite ai presidenti delle Province della Campania;
Ebbene, su Il Mattino del 4 settembre si legge:
La resa delle Province .. richiesta al governo, serve una proroga.”.
L’assessore Caliendo della giunta provinciale ( di centrodestra) di Napoli è esplicito:
“ .. mancano gli impianti e i soldi per pagare i lavoratori dei bacini … miracoli non se ne fanno
Qui, forse, troviamo una delle chiavi di questa attuale “ emergenza”.
La questione “ dei soldi”. La legge 26 è draconiana: i costi dell'intero ciclo di gestione, di competenza delle amministrazioni territoriali, trovano integrale copertura economica nell'imposizione dei relativi oneri a carico dell'utenza. Per fronteggiare i relativi oneri finanziari, le società provinciali di cui alla legge della regione Campania 28 marzo 2007, n. 4, agiscono sul territorio anche quali soggetti esattori della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) e della tariffa integrata ambientale (TIA).
Questo a non voler considerare i debiti che le gestioni commissariali ( eppure i commissari erano di governo …) hanno lasciato sulle spalle dei cittadini campani.
Ha ragione Bertolaso: “rifiuti, qui qualcuno imbroglia” ( Corriere del mezzogiorno del 24 settembre).
Riportiamo da Il Mattino del 20 settembre , per esemplificare, la lista degli impegni disattesi dal Governo Berlusconi.

A.Pappalardo scrive :
Rifiuti, la beffa delle compensazioni. Stop a 300 milioni. Mai arrivati i soldi a 37 comuni. ..Al luglio 2008 .. erano 526 milioni di euro e dovevano servire … per compensare i disagi di quelle amministrazioni che hanno ospitato discariche ed impianti per il ciclo dei rifiuti. Poi sono diventati 288 ( 144 a carico della Regione e 144 dal governo tramite i fondi FAS). Ma non è arrivato un solo euro. Per non parlare delle bonifiche".
Ha ragione Bertolaso: “rifiuti qualcuno imbroglia”
E’ il Governo!..

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