
Pubblichiamo di seguito l'articolo, apparso oggi su La repubblica Napoli, sulla questione dell'emergenza rifiuti a Napoli...
UNA MORATORIA SULL'INCENERITORE
(da la Repubblica Napoli- 5 dicembre 2010)
di Luca Stamati
L’ ennesima emergenza rifiuti che dopo due anni, ormai c’è un timing preciso, si è ripresentata beffarda e drammatica svelando il falso miracolo annunciato in diretta televisiva da Berlusconi nel 2008, sembra risvegliare coscienze nella società civile napoletana e cominciare a scuotere dal torpore mentale persino il ceto politico.
Dopo 16 anni di scelte politico-istituzionali funzionali alle potente lobby affaristica dell’incenerimento (di cui l’ultimo decreto, il dl 196 del 26 novembre 2010, pare ancora diretta emanazione) e delle discariche, dopo aver sperperato 3 miliardi e 200 milioni di euro che hanno prodotto 7 milioni di ecoballe che chissà quando potremo smaltire, un inceneritore ad Acerra che funziona a singhiozzo e danni immensi all’immagine di Napoli e dei napoletani, finalmente qualcosa si muove anche nella classe politica.
È il primo importante risultato della caparbietà, la determinazione, lo studio e la passione di tanti comitati, associazioni e singoli che, in lungimirante solitudine, spesso derisi e dipinti come minoritari e non al passo conia modernità, non hanno mai smesso di denunciare i rischi e l’inutilità di un piano di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nato nel 1994 e portato avanti stoltamente dai commissari e dai governi di centrosinistra e di centrodestra che in questi 16 anni si sono alternati al potere, inutile e dannoso e di proporre un piano alternativo virtuoso e moderno.
Leggere oggi che Umberto Ranieri si interroga sulla reale necessità di un nuovo inceneritore a Napoli, dopo che Nicola Oddati già al momento della sua discesa in campo si era detto pubblicamente contrario, che persino Andrea Cozzolino, su queste pagine, si dica nettamente contrario alla loro costruzione lascia ben sperare.
Se si tiene conto che tutti e tre sono candidati alle primarie del Pd e che gli ultimi due sono stati per anni stretti collaboratori di Antonio Bassolino, che non dimentichiamolo è stato uno dei protagonisti del ciclo dei rifiuti basato essenzialmente sull’incenerimento, e si pongono così in autocritica e netta discontinuità con le scelte che in passato pure hanno appoggiato, vuol dire che qualcosa davvero si muove. Se i tre candidati alle primarie del maggior partito della coalizione che governa la città da un decennio accettano la sfida della discontinuità effettiva, perché basata su una scelta concreta e tangibile come quella dello smaltimento dei rifiuti, forse e dico forse anche a Napoli la politica può finalmente uscire dal finto teatrino autoreferenziale tra bassoliniani e antibassoliniani.
Un teatrino sempre però nel solco della continuità con le scelte amministrative e politiche che, per dirla con un sempre efficace motto antico, cambiavano i musicanti ma la musica era sempre la stessa e che ha caratterizzato l’ultimo quindicennio della vita politica campana.
Qualcosa si muove anche nel centrodestra se il Consiglio provinciale di Napoli darà seguito al documento, approvato dalla commissione consiliare competente su impulso di Giovanni Bellerè (con l’astensione del Pd!), che «impegna la Sap-Na ed il presidente Cesaro ad attivare la realizzazione di impianti di tecnologie avanzate per il recupero della materia, in particolare un impianto per il trattamento meccanico manuale».
Nell’attesa che il presidente Cesaro e il Consiglio provinciale siano conseguenti chiediamo, intanto, ai tre candidati alle primarie e al nostro partito di fare appello al sindaco di Napoli affinché si faccia promotrice di una moratoria sull’inceneritore di Napoli Est.
Per avviare una discussione e un confronto sulla sua reale necessità in città, a partire dai cittadini residenti nella zona interessata all’impianto che, tra l’altro, ospita nelle vicinanze l’Ospedale del Mare.
Occorrono assise cittadine che mettano al centro della discussione la possibilità e la reale fattibilità anche qui a Napoli di un ciclo virtuoso dei rifiuti basato sulla riduzione, il riciclo, il recupero e il riuso dei rifiuti, attraverso la raccolta differenziata spinta, impianti di trattamento dell’umido (compostaggio), impianti di separazione e di recupero finale della frazione secca non differenziata (modello Vedelago).
Una filiera quest’ultima più efficiente, più moderna, più sostenibile e sicuramente più economica di un nuovo inceneritore a Napoli Est, non necessario e inutile persino da un punto di vista imprenditoriale.
E nel frattempo risolvere l’emergenza delle tonnellate di rifiuti sparse per le strade chiedendo al presidente della Regione Caldoro, l’unico per legge competente a intervenire, di emanare subito un’ordinanza che individui centri di stoccaggio provvisorio e discariche già esistenti nel territorio della regione dove poter sversare i rifiuti in eccedenza. Una scelta quest’ultima che, tra l’altro, renderebbe anche più credibile la richiesta di solidarietà rivolta alle altre Regioni.
L’autore è coordinatore provinciale dell’area Marino del Pd
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domenica 5 dicembre 2010
Emergenza rifiuti/Napoli - Come uscirne definitivamente
giovedì 25 novembre 2010
Rinviare le primarie a Napoli sine die? Una scelta irricevibile e suicida

Di seguito il Comunicato Stampa ripreso dall'Ansa ieri sera...
ANSA/Napoli-23-11-2010 Rinviare le primarie a Napoli sine die? Stamati: Una scelta irricevibile e suicida)
Apprendo da notizie di agenzia che il segretario provinciale del partito democratico napoletano,Tremante, si appresterebbe a chiedere,su sollecitazione di Bersani e Bonelli, alla direzione provinciale del partito, convocata per domani sera, il rinvio sine die delle primarie per il candidato a sindaco di Napoli.
Se la notizia corrisponde al vero sarebbe una proposta irricevivile e suicida che porterebbe all’auto dissoluzione del partito democratico e alla sconfitta sicura alle prossime elezioni comunali.
Faccio appello al senso di responsabilità dei due candidati alle primarie già in campo,Ranieri e Oddati, e ai membri della direzione provinciale affinché domani sera prevalga la politica per la città e non quella autoreferenziale di quattro o cinque capi componente chiusi in una stanza.
Spero vivamente che la stragrande maggioranza dei membri della direzione provinciale respinga con un voto contrario questa proposta incomprensibile agli occhi dei nostri iscritti e dei nostri elettori.
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martedì 23 novembre 2010
RIFIUTI: CALDORO LA SMETTA DI FARE DON ABBONDIO

ANSA) - NAPOLI, 23 NOV -
"Caldoro la smetta di comportarsi da novello Don Abbondio".
E' l'invito di Luca Stamati,del coordinamento provinciale di Napoli dell'area Marino.
"La situazione disastrosa dei rifiuti in cui versano la
città e la provincia di Napoli - sottolinea - richiede scelte
drastiche e immediate, occorre trovare immediatamente luoghi
dove sversare i rifiuti ancora per strada. Bisogna emettere
un'ordinanza ad horas per la individuazione di siti di
stoccaggio provvisori o per l'uso di discariche già esistenti
sul territorio della Campania. Solo in questo modo si può
essere credibili agli occhi di altre regioni italiane cui si
chiede solidarietà. L'unico che possiede, per legge, i poteri
per una scelta simile è il presidente della giunta regionale
Caldoro".
"La smetta - aggiunge - di comportarsi come un novello Don
Abbondio e intervenga d'autorità. Se non vuole o non è in
grado si dimetta e chieda al Governo di essere sostituito.
Tavoli istituzionali bypartisan, tavoli tecnici, polemiche sulle
competenze per gli inceneritori di Napoli e Salerno, su
Carfagna, Bocchino, De Luca, Cirielli, Cosentino ecc. sono solo
teatrino elettorale e affaristico. Solo propaganda cinica sulla
pelle dei cittadini".
(ANSA).
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mercoledì 17 novembre 2010
RIFIUTI/NAPOLI – MANIFESTA INCAPACITA’

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di ieri sulla questione rifiuti a Napoli inviato all'ansa e che nessun giornale locale ha riportato!
Comunicato Stampa
RIFIUTI/NAPOLI – MANIFESTA INCAPACITA’
La quantità dei rifiuti per le strade della città di Napoli è ormai non più tollerabile.
Nulla lascia presagire che le istituzioni preposte allo smaltimento siano in grado di trovare soluzioni concrete rapide ed efficaci. I napoletani e la città non possono accettare questo ennesimo sfregio alla loro immagine internazionale e alla loro qualità della vita. E' vergognoso che dopo 16 anni, 3 miliardi e 200 milioni spesi, un miracolo in diretta tv, leggi speciali e commissari straordinari a go go siamo ancora all'emergenza.
Un'emergenza beffarda e tragica che rischia di sfociare sinanche in pericolo per la salute dei cittadini napoletani.
La Provincia di Napoli, per legge competente allo smaltimento dei rifiuti, la smetta di indire incontri e tavoli tecnici inutili e assuma tutte le iniziative necessarie per risolvere il problema.
Se il Presidente della provincia di Napoli non vuole o non è in grado di risolvere il problema si dimetta e , per manifesta incapacità,chieda il commissariamento da parte del Governo.
Napoli,16-11-2010 Luca Stamati
coord.prov. Area Marino-Pd
Ps.
Loro non ci pubblicano, partiti e giornali con dietri potentissimi interessi economici non vogliono alcuna voce critica ma... noi non deflettiamo!
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