mercoledì 16 giugno 2010

FIAT: POMIGLIANO Napoli- STAMATI, RICATTO FIAT E' IMMORALE


Riportiamo di seguito il comunicato stampa sulla vicenda di Pomigliano...
FIAT: POMIGLIANO; STAMATI, RICATTO FIAT E' IRRICEVIBILE
(ANSA)
- NAPOLI, 16 GIU

"Il ricatto cinico,arrogante e irresponsabile della Fiat ai lavoratori di Pomigliano e alla realtà metropolitana di Napoli è assolutamente sconcertante e irricevibile." Lo sostiene, in una nota, Luca Stamati,coordinatore provinciale Area Marino di Napoli.

Dopo la concessione, come da richiesta dell’azienda, della cassa integrazione e degli incentivi per l’auto, compito di un Governo degno di questo nome sarebbe di chiedere alla Fiat almeno di non inasprire il conflitto. Ho letto in questi giorni, sulla stampa locale insulse querelle su “diritti imperfetti” e mercato globale da inseguire e nessuna riflessione sul merito della questione Pomigliano.
Si tratta di accettare il ricatto di una azienda cinica che, approfittando dell’attuale stato di crisi e di malessere sociale di Napoli e della Campania , impone di accettare di mettere in discussione garanzie costituzionali e clausole dei contratti collettivi nazionali, e cioè Diritti Indisponibili dei quali i lavoratori non possono rispondere.
Pretenda il partito democratico a livello nazionale che il Governo faccia la sua parte, incalzi il pd regionale il presidente della giunta campana Caldoro e il sottosegretario Cosentino a fare la loro parte.
Dica con chiarezza la cgil campana chè è inammissibile politicamente e moralmente scaricare sui soli lavoratori di Pomigliano la responsabilità di introdurre nuove relazioni industriali che, come ripetutamente dichiarato dal ministro Sacconi, non riguarderanno solo Pomigliano ma tutta Italia!

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giovedì 3 giugno 2010

Dal Lago contro Saviano e polemiche a sinistra


Riportiamo oggi la nostra lettera sulla polemica Dal Lago -Saviano inviata al corriere del mezzogiorno e pubblicata martedì 01-giugno 2010 con la risposta del direttore del quotidiano Marco Demarco.

Da sinistra critiche a Dal Lago. Intanto esce un altro pamphlet
(di Luca Stamati da il Corriere del Mezzogiorno – Risponde Marco Demarco)

Caro direttore, ho letto tutto d’un fiato il suo articolo dal titolo «Anche da sinistra critiche a Saviano», (Corriere del Mezzogiorno del 25 maggio).
All’interesse, man mano che continuavo la lettura, si è sostituita una forte curiosità, tanto forte da decidere di andare a comprare il libro di Alessandro Dal Lago per leggerlo il prima possibile. L’ho letto, il libro, e siccome non riuscivo a «giustificare» l’iracondo e «metadiegetico» furore critico del valente studioso contro l’«eroe di carta» Saviano, l’ho riletto con meticolosa attenzione. Ma non riuscivo a darne una giustificazione plausibile. Allora, le confesso, ho lasciato perdere.
Poi l’altra sera, all’improvviso, un ricordo di gioventù è affiorato alla mia mente e c’è stata l’illuminazione. Si tratta di un aneddoto che potrebbe fornire una spiegazione convincente all’intemerata di Dal Lago.
Ricorderà che qualche decennio fa il giornale, che leggo regolarmente per affetto e adesione ideale e che poi è lo stesso che ha editato il pamphlet di Dal Lago, il manifesto, aveva una famosa rubrica delle lettere. Famosa per i suoi contenuti e perché giornali più grandi e più diffusi, il Corriere della Sera e la Repubblica, la usavano come spunto per avviare dibattiti sotto l’ombrellone durante i poco avvincenti, dal punto di vista delle notizie, mesi di luglio e agosto. In una di quelle soleggiate giornate al mare ricordo che proprio il Corriere della Sera dava conto di una lettera al direttore de il manifesto che, in pieno dibattito femminista, riportava le lamentele di una lettrice che scriveva, cito a memoria, più o meno così:
«Caro direttore, mio marito è di sinistra, legge da sempre il manifesto eppure si comporta da perfetto maschilista… come mai?».
La risposta, fulminante e piena di buon senso, di Valentino Parlato era, anche qui vado a memoria, più o meno questa:
«Cara compagna, abbiamo discusso molto tra di noi in redazione a chi toccasse, se a una donna o a un uomo, rispondere alla tua lettera e al tuo quesito, ma alla fine abbiamo deciso che non avesse importanza data l’unanimità di giudizio di tutti e tutte noi. La risposta è semplice… anche chi è di sinistra e legge il manifesto tutti i giorni può essere un coglione!».

risponde Marco Demarco

Un po’ di sarcasmo e qualche goccia di memoria personale: così anche Dal Lago è sistemato. Giusto? Mi dispiace, ma non ci sto. Ho conosciuto una sinistra che non si fece troppo scrupolo di polemizzare duramente con Giovanni Falcone al tempo della istituenda procura nazionale antimafia. E non riesco a capire perché oggi questa stessa sinistra consideri un «coglione» chiunque abbia dubbi sulla mitizzazione di Roberto Saviano. Anche Falcone era sotto scorta, e anche Falcone era stato oggetto di un fallito attentato all’Addaura. Ciò nonostante, la sinistra, senza paura di delegittimarlo, gli preferì Agostino Cordova, il quale a quel tempo appariva più affidabile. Se la regola prevede di non mettere mai in discussione chi è esposto sul fronte antimafia o è in pericolo di vita, come mai non fu rispettata nel caso del giudice palermitano e viene invece invocata oggi? La verità è che nessuno può sfuggire a un giudizio pubblico quando pubblico è ormai il suo ruolo. Tanto più legittima, poi, è la discussione sulla dimensione letteraria di Saviano. Qui il campo è aperto, ed è giusto che sia così. E se Dal Lago tira fuori la sua matita rossa, ecco che proprio di questi giorni è un altro pamphlet di un critico di professione che invece promuove, pur se senza lode, l’autore di Gomorra. Il critico è Giulio Ferroni, il quale nel suo libro Scritture a perdere (Laterza), si scaglia contro lo «scorrevole nulla» che caratterizza troppi scrittori contemporanei. In modo particolare Ferroni fa a pezzi autori che il successo ha reso intoccabili. È il caso di Paolo Giordano, per la «sospensione dolciastra» che ne fa un clone di Susanna Tamaro; ed è il caso di Margaret Mazzantini, «per il narrare sciatto e le forme rozze, eccessive e banalmente caricate». La censura cala impietosa anche su tutto il genere New Italian Epic a cui, secondo molti, apparterrebbe lo stesso Saviano. Tuttavia, nella voce di quest’ultimo, Ferroni vede molti dati positivi.
«L’originalità di Gomorra — scrive — non sta soltanto nella nominazione del male, nella diretta indagine sullo sfacelo a cui una parte d’Italia è stata ridotta al dominio della criminalità… l’autenticità della testimonianza va assai oltre i limiti di quello che a uno sguardo esterno potrebbe apparire come un’inchiesta giornalistica o un saggio sociologico». Come dicevo, però, anche Ferroni aggiunge che «non si può scambiare Gomorra per un assoluto capolavoro letterario». E ancora peggio dice del film omonimo di Garrone. Insomma, nessun timore reverenziale. A questo punto un buon segno per tutti sarebbe un confronto tra Dal Lago e Ferroni. Forse solo così la discussione su Gomorra e Saviano potrebbe prendere la piega giusta.

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venerdì 30 aprile 2010

Pd-Usciamo dal fortino assediato..basta autoreferenzialità!

Segnaliamo la nostra intervista a Norberto Gallo in cui parliamo del risultato elettorale e delle prossime elezioni comunali di Napoli. Il caso del prossimo Congresso provinciale Pd: "esclusi gli iscritti dell’ultimo anno, voteranno gli iscritti di due anni fa. » Di seguito il link dell'intervista in questione.....
clicca(Qui)
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mercoledì 14 aprile 2010

Pd Napoli-congresso provinciale con pacco e contropacco


Siamo in vista del congresso provinciale del pd napoletano,un congresso importante anche in prossimità delle elezioni comunali per il nuovo Sindaco di Napoli.
A questo proposito riportiamo di seguito la nostra intervista apparsa oggi su il corriere del mezzogiorno.

Stamati: «Attenti, ci stanno preparando un congresso provinciale con il pacco»
mercoledì, aprile 14, 2010
di Simona Brandolini(corriere del mezzogiorno)

"Allerta compagni ci stanno preparando un congresso col pacco"
Su Facebook il democratico Luca Stamati lancia l’allarme in vista della direzione regionale che si terrà domani alla presenza di Augusto Migliavacca. Tra le altre cose (per esempio affrontare i temi di una sconfitta bruciante?) comincerà l’iter per celebrare (era ora) il congresso provinciale del Pd. Per l’estate anche Napoli e provincia avranno un loro segretario.
Ma chi lo eleggerà?
«Qui sta l’inganno», avverte Stamati. «Secondo una norma dello statuto, potranno partecipare al prossimo congresso provinciale, con diritto di voto, solo gli iscritti al partito nel biennio 2008-2009 che rinnoveranno la tessera. Nel frattempo è cambiato il mondo, ma il Pd non se ne è accorto».

Dunque, il problema qual è: secondo Stamati se un deluso volesse ravvedersi e decidesse, ora, di iscriversi al partito potrà farlo, certo, potrà partecipare al congresso, ascoltare il dibattito, dire pure una parolina di conforto, ma non potrà votare il proprio segretario.
È così?
«Già, il congresso col pacco. Non solo c’è una chiusura ad eventuali nuovi iscritti, ma anche rispetto al popolo delle primarie. Gli elettori di Amendola non potranno votare per il segretario napoletano. La platea è quella stessa di Nicolais, dunque un’era geologica per la politica. Il gioco dell’oca. Abbiamo perso le elezioni regionali, alcune amministrative, e invece di andare avanti, torniamo indietro».
La norma di cui parla Luca Stamati è stata inserita in gennaio nello statuto nazionale dopo i casi campani di tesseramento gonfiato. Per evitare, insomma, imbrogli.
«Certo — prosegue Stamati— la motivazione ufficiale è questa. Di fatto, però, mantengono la platea e gli equilibri di allora. Si preserva lo status quo, favorevole al gruppo dirigente vigente. Non solo. Circola voci nei palazzi che oltre a questo pacco c’è anche il contropacco: pare che i maggiorenti del partito siano orientati ad andare a Roma e chiudere a Roma un accordo sul nuovo segretario. E qui si torna ulteriormente indietro, al Pci».

La conclusione di Stamati è questa:
«Se fosse tutto vero e lo è si dimostrerebbe l’assoluta inadeguatezza di questo gruppo regionale. Come si fa a radicare sul territorio un partito e chiudere al mondo esterno e farlo diventare tutta una questione tra correnti?».

Secondo il teorema stamatiano si tratterebbe dell’ennesima partita interna, la solita resa dei conti tra bassoliniani da una parte, antibassoliniani dall’altra. E già girano i primi nomi. Michele Caiazzo contro Massimiliano Manfredi o Mimmo Tuccillo.
Nel frattempo il segretario regionale Enzo Amendola dovrebbe provvedere all’azzeramento degli organismi dirigenti del partito. Non tanto a causa del terremoto elettorale, quanto piuttosto al fatto che Antonio Marciano e Mario Casillo, entrambi nell’esecutivo, sono entrati in consiglio regionale. E Emilio Montemarano si è autosospeso
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