martedì 11 novembre 2008

Elzeviro per obamiani e anti obamiani








A quanti ci/si chiedono se


Barak Obama potrà anche deluderci


si obbietti per favore chiedendo a nostra volta


quando era stata l'ultima volta che qualcuno ci aveva tanto illusi!
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mercoledì 5 novembre 2008

Il '68 è compiuto-Barak Obama ha vinto!



Mi rendo conto che può apparire poco opportuno, che può sembare una forzatura ideologica e nostalgica, che apparentemente non vi sia alcun nesso, e magari qualcuno si chiederà quale sia il mio pusher, eppure....
Siamo a 40 (quaranta) anni esatti dal '68, abbiamo sentito in questi ultimi anni e in questi ultimi mesi opinioni le più disparate da destra e da sinistra sul fallimento di quel movimento politico, sociale e culturale. Abbiamo assistito ai preparativi del funerale di quell'anno cruciale nel costume e nella storia dell'occidente. Fior di opinionisti(soprattutto il variegato mondo degli ex, di quelli che "io il '68 l'ho fatto") che ci spiegavano su libri, giornali e tv che quel movimento era fallito, che ne erano sbagliati i presupposti, che ne stavamo ancora pagando le conseguenze.
Eppure da quell'anno cruciale il mondo non è stato più come prima, la vita e le condizioni delle donne, dei giovani,di ognuno di noi sono profondamente cambiate.
Quello del '68 prima che politico è stato innanzitutto un movimento culturale e sociale, delle conquiste operaie, giovanili, di una scuola svecchiata e alla portata di tutti, dei diritti civili, della emancipazione delle donne.
Certo politicamente e a breve il movimento ha perso e,come sempre accade dopo ogni fase rivoluzionaria, la ....( per continuare clicca su ("leggi tutto")"contro rivoluzione" è stata durissima, lunghissima, è durata un quarantennio.
Le aspirazioni, le aspettative, i sogni di quegli anni che,comunque la si pensi, hanno scosso dalle fondamenta un sistema naftalinico fondato sui privilegi e l'pocrisia, un mondo con la testa e gli ochhi rivolti al passato. Quei giovani e quelle donne che invadevano le strade a chiedere più libertà, più uguaglianza, più opportunità fecero paura e la reazione fu durissima. Ma le rivoluzioni e le sue conquiste non sono mai state ricacciate indietro per sempre, sono diventate patrimonio comune, abitudini di vita.
Negli ultimi anni di guerre, attacchi alle libertà e ai diritti civili individuali, di paure più o meno create ad arte dai media e da governi reazionari, di paura dell'altro, del diverso, del colore della pelle diverso,del lavoro e dei lavoratori reali che erano scomparsi dalle pagine dei giornali, dalle televisioni, e dai discorsi dei leaders politici, di destra ma anche di sinistra,cosa va ad accadere?
Accade che l'economia finanziaria costruita su trucchi monetareo cartacei si sbriciola e con essi si sbriciolano i governi che l'hanno sostenuta. Il presidente che più ha rappresentato, dopo Reagan, quest'ideologia e quella furia restauratrice(che non ha risparmiato neppure Bill Clinton), G.W Bush con la cricca dei Chicago Boys, esce talmente screditato che non può partecipare neppure alla campagna elettorale Usa.
E accade l'impossibile, l'impossibile si avvera...
Un uomo afro americano, di umili origini, si presenta candidato alle presidenziali Usa, sfida e batte il potentissimo apparato dei Clinton e diventa il primo presidente nero degli USA.
Qual'era lo slogan più famoso del '68, gridato nelle piazze parigine, europee e americane?
Vogliamo L'impossibile!!
E l'impossibile è arrivato, si chiama Barak Obama!
Ancora una volta...Ben scavato vecchia talpa!

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martedì 21 ottobre 2008

Ciao Vittorio


"parto dall'idea di poter cambiare le cose anzichè aspettarsi che le cose cambino per qualche fatto esterno da noi.E'un'idea cui sono stato lungamente attaccato, che si può chiamare anche autonomia: l'idea che il futuro appartiene agli uomini e non a qualcosa che sia esterno ad essi".

E così ricordo ,attraverso una sua citazione degli ultimi anni, Vittorio Foa...altro che padre nobile ..era un giacobino convinto!!
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lunedì 20 ottobre 2008

Napoli: la vergogna bipartizan del quinto inceneritore- Il video(presente anche su Yahoo video)


La scelta di costruire a Napoli un quinto inceneritore(impropriamente e furbescamente chiamato termovalorizzatore) accolto dal vergognoso silenzio bypartizan della politica napoletana e dal plauso dei quotidiani locali è la rappresentazione plastica del degrado della classe politica e della classe dirigente campana. E' possibile che non ci sia un partito, un politico o un opininista di grido che senta il bisogno di difendere il proprio territorio da una scelta così scellerata? Non si tatta di essere d'accordo o meno sulle tecniche di smaltimento dei rifiuti(inceneritori si o no) ma di un soprassalto di dignità. Insomma qualcuno che dica..
se si tratta di smaltire i nostri rifiuti siamo d'accordo e discutiamo con quali tecnologie ma se, come dice Berlusconi, la motivazione per costruire 5 inceneritori serve ad accogliere rifiuti anche dalle altre regioni allora non siamo d'accordo! Napoli e la campania non possono diventare lo sversatoio legale dei rifiuti italiani!!
Di questo soprattutto si parla nell'intervista che N.Gallo ha fatto a Luca Stamati e all'on. del pd Eugenio Mazzarella... ecco di seguito il link al video......
L'intervista del 17 ottobre 2008 - Diventeremo la pattumiera d'Italia?
PS.
naturalmente il video è presente sul blog di Norberto gallo (www.napolionline.org)
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