
Cari iscritti e iscritte del Partito Democratico di Napoli e della Campania, come sapete siamo alla viglia dei congressi di circolo.
Nei prossimi giorni in tutte le realtà territoriali della nostra città e della nostra regione sarete chiamati a votare per i tre candidati alla segreteria nazionale del nostro partito. Un appuntamento importante per le sorti del nostro partito e del nostro Paese.
Abbiamo scelto come metodo di elezione l'innovativo metodo delle primarie sperando e confidando che tantissimi elettori ed elettrici sapranno accettare la sfida della partecipazione diretta alla scelta del nostro futuro leader. E' davvero fondamentale non lasciar cadere questa opportunità democratica soprattutto in un momento di drammatica crisi economica e culturale che attraversa il paese.
Il delirio del presidente del consiglio Berlusconi e del suo potere politico mediatico ne sta seriamente mettendo in pericolo i fondamenti democratici. Serve dunque un opposizione e un partito forte e credibile.
La scelta del segretario nazionale è dirimente.
Come sapete i candidati sono tre: Franceschini, Bersani e Ignazio Marino.
Occorre cambiare davvero, svoltare e finalmente costruire un partito di centro sinistra moderno che metta al centro il cambiamento e lo sviluppo dell'italia a partire dalla salvaguardia dei ceti più deboli, della promozione dei diritti sociali e civili di ognuno e di tutti, del bene comune.
Finirla una volta per tutte di eleggere nei congressi, in una finta unanimità e con finte primarie,un segretario che il giorno dopo viene rimesso in discussione da tutti. Un congresso è tale se si confrontano e scontrano concezioni e programmi politici diversi tra loro, se i gruppi dirigenti vengono eletti in base alle differenti posizioni che rappresentano e incarnano.
Già solo per questo bisognerebbe ringraziare Ignazio Marino, almeno per le speranze di cambiamento che sta suscitando, per l'entusiasmo e la passione che ha riacceso in tantissimi giovani che avevano abbandonato qualunque speranza nell'utilità della politica, per le tantissime elettrici ed elettori che avevano da tempo deciso di non votare e di non adereire o iscriversi ad un partito politico.
Per aver riaccesso l'interesse attorno al congresso del Pd.
Ma perchè tutto questo abbia un seguito e affinchè si inveri c'è bisogno di un VOTO UTILE!!
Come tutti sapete la stragrande maggioranza dell'apparato del partito, a livello nazionale ma soprattutto qui a Napoli e in Campania, si è schierato in maniera quasi blindata a sostegno di Franceschini e Bersani.
E' chiaro dunque che essi non avranno problemi a superare di gran lunga i voti necessari per poi poter partecipare alle primarie del 25 ottobre! Per poter partecipare occorre aver preso almeno il 5% dei votanti ai congressi di circolo.
Dare un voto a Ignazio Marino e alla sua mozione è dunque un esercizio di democrazia consapevole e lungimirante, significa dare la possibilità ai nostri iscritti e ai nostri elettori di discutere liberamente e seriamente di quale partito, quale identità e quale leader scegliere. Significa rompere incrostazioni e pratiche correntizie e favorire la libera partecipazione alle scelte del partito. In questi giorni incontriamo moltissimi iscritti e iscritte che ci dicono "apprezziamo Ignazio Marino, vorremmo votarlo per farlo partecipare alle primarie ma...abbiamo paura, siamo condizionati ecc.".
La candidatura di Marino è in campo anche per rompere queste gabbie di paura e condizionamenti, per favorire la costruzione di un partito libero, in cui ognuno si iscriva liberamente e scelga liberamente. Solo un partito siffatto potrà favorire il vero rinnovamento delle classi dirigenti e la partecipazione degli iscritti!
Ecco perchè questo appello accorato ad un VOTO UTILE!!
Carissimi iscritti e carissime iscritte non lasciate cadere questa opportunità, potrebbe essere davvero l'ultima per cambiare le cose..
fate in modo che la mozione Marino raggiunga il quorun del 5%!Aiuterete il partito ad essere più libero, aiuterete voi stessi e noi tutti ad essere più liberi!
A quelli e a quelle che proprio non ce la fanno a vincere condizionamenti e paure.. se proprio non ce la fate ricordatevi che il regolamento congressuale prevede il VOTO SEGRETO.
Nel segreto dell'urna fate in modo che il vostro voto sia anche un VOTO UTILE!!!
PS. Poi alle primarie ognuno voterà per il suo candidato e le sue convizioni e a quel punto..vinca il migliore!!
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martedì 8 settembre 2009
UN VOTO UTILE--appello agli iscritti del PD di Napoli e della Campania!!
venerdì 31 luglio 2009
Congresso PD-Perchè Marino siamo noi!!

Ho deciso di sostenere Ignazio Marino nella corsa a segretario nazionale del partito democratico e dunque appoggerò la sua mozione congressuale.
Appena si è sparsa la voce molti amici e amiche mi hanno sollecitato a spiegare le ragioni di questa scelta e dunque eccomi qui a cercare di avviare un proficuo confronto tra di noi.
Nel Pd siamo tutti ex..tutti proveniamo da una storia politica e da un'"appartenenza" interna(correnti?) di partito.Chiunque di noi ha militato in politica a sinistra ha creduto in qualcosa, ha trovato un leader di riferimento che meglio lo rappresentava, ha condiviso scelte e responsabilità.
Naturalmente è diverso per i più giovani tra noi, per quelli che si avvicinano per la prima volta all'impegno politico in un partito.
Chi come me ha avuto ruoli di direzione di partito e ricoperto anche ruoli istituzionali è necessariamente un ex..lo è ancor di più rispetto a Ignazio Marino. Non foss'altro perchè lo stesso Marino ha preso la tessera del Pd da circa 2 anni!
Ho imparato, come molti di voi, a conoscere Marino attraverso la televisione, durante la drammatica vicenda del caso Englaro e poi sulla questione del testamento biologico e ho potuto apprezzarne la pacatezza nell'esporre la sua posizione, la capacità dialettica, il linguaggio non politichese, la trasparenza e la chiarezza delle opinioni.
La massima evangelica che egli cita spesso come approccio alla politica e alle questioni "se è Si dici Si, se è No dici No..il resto è del maligno" annuncia una concezione della politica basata sulla chiarezza delle opinioni, sul rapporto corretto e trasparente tra politica e cittadino.
E quanti di noi sanno che una della cause fondamentali della crisi di fiducia tra politica e cittadini è proprio la mancanza di chiarezza e trasparenza, le prese di posizioni ambigue che consentono poi, una volta eletti, di poter giustificare qualsiasi scelta diversa in parlamento. La chiarezza e concisione di programmi elettorali che poi, finite le elezioni, si traduce in scelte coerenti in parlamento è l'unica garanzia per coloro che ti hanno dato la propria fiducia di non sentirsi traditi e delusi. la trasparenza e il rigore anche morale dei propri comportamenti è alla base della bella politica.
Il pd, la lungimirante intuizione di costruire il partito democratico in italia, si è arenato dopo la sua fondazione.
Difficilmente in questi due anni abbiamo sentito dai nostri gruppi dirigenti dei Si o dei No chiari, siamo stati ammorbati da una valanga di "ma anche" e di "ni"!
Occorre cambiare davvero, svoltare e finalmente costruire un partito di centro sinistra moderno che metta al centro il cambiamento e lo sviluppo dell'italia a partire dalla salvaguardia dei ceti più deboli, della promozione dei diritti sociali e civili di ognuno e di tutti, del bene comune.
Finirla una volta per tutte di eleggere nei congerssi, in una finta unanimità e con finte primarie,un segretario che il giorno dopo viene rimesso in discussione da tutti. Un congresso è tale se si confrontano e scontrano concezioni e programmi politici diversi tra loro, se i gruppi dirigenti vengono eletti in base alle differenti posizioni che rappresentano e incarnano.
Onestamente..si può fare un partito di questo tipo partendo dallo stesso gruppo dirigente e dagli stessi leader(bravi e autorevoli)che hanno gestito e guidato,fino ad oggi,il pd e prima ancora per molti anni i due ex partiti di provenienza che lo hanno fondato?
Può darsi di si ..so che molti amici e compagni lo pensano ed infatti hanno scelto di sostenere Bersani e/o Franceschini.
Io la penso diversamente e penso che la candidatura di Marino rappresenta in questo senso un'ondata di freschezza e novità.Già solo per questo bisognerebbe ringraziare Ignazio Marino, almeno per le speranze di cambiamento che sta suscitando, per l'entusiasmo e la passione che ha riacceso in tantissimi giovani che avevano abbandonato qualunque speranza nell'utilità della politica, per le tantissime elettrici ed elettori che avevano da tempo deciso di non votare e di non adereire o iscriversi ad un partito politico.Per aver riaccesso l'interesse attorno al congresso del Pd.
Ispira fiducia questo credente laico, questo scienziato di fama internazionale che ha deciso di mettersi al servizio del nostro paese. Suscita entusiasmo questo "outsider" che ha deciso di sfidare due bravi ed autorevoli candidati sostenuti però, entrambi,dal potentissimo apparato del partito.
Diceva il mio povero nonno: "non pensare che la politica e i partiti fanno schifo e dunque non mi interessa... non farlo poichè in quel preciso istante avrai fatto un favore proprio a quei partiti e a quei politici... ci sarà infatti uno di meno a cui dovranno rendere conto!".
Sono, siamo tanti che rivogliono dare un senso alla politica, che vogliono programmi snelli e chiari e un leader e un partito che crede in quello che dice e, soprattutto, è determinato poi a fare quello che dice!
Cosa dice Marino?
Dice tra l'altro che, al primo posto vanno messi l'ambiente e la salute,il bene comune, la libertà e i diritti di ognuno e uguali per tutti e per ciascuno, il contratto unico di lavoro per i giovani e il salario minimo per tutti, va premiato il merito e sostenuta la ricerca e l'innovazione.
Uno così a mio avviso va sostenuto, perchè ispira fiducia, perchè è la vera novità nel congresso del pd, perchè pensa e dice cose che molti di noi pensano, perchè in questo senso....Marino è uno di noi!!
PS: se vuoi darci una mano contattaci!!!
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venerdì 26 giugno 2009
Erano in migliaia a Napoli nella Villa Comunale....

Leggiamo oggi su Il Mattino che a Napoli erano in migliaia, nella Villa Comunale,che si accalcavano in una ressa indescrivibile. Gente di varia umanità ed estrazione sociale che ci teneva ad essere lì, a farsi notare, a cercare di partecipare attivamente. Determinata e pronta alle sofferenze più ardite nella calura del sole napoletano.
Erano lì per la manifestazione di solidarietà alla ragazza lesbica che rischia di perdere un occhio per aver difeso dei gay??
No..quelli erano a p.zza Bellini ed erano molti di meno!
Erano lì per esprimere la loro rabbia e la loro indignazione per la morte di un innocente musicista romeno ucciso dai colpi di otto camorristi che sparavano all'impazzata??
NO..quello è successo a Montesanto e non c'è stata alcuna manifestazione di massa!!
Beh..forse erano lì quando c'è stata la famosa emergenza rifiuti che ha sputtanato Napoli in Italia e nel Mondo??
NO...allora ci furono si delle manifestazioni di massa ma solo a Pianura dove c'era la discarica e a Chiaiano dove volevano farne un'altra. In città o in Villa Comunale allora non ci fu alcuna manifestazione!!
Ma allora perchè e cosa ci facevano lì??
Erano lì per i provini di X Factor!!!
La conclusione, la morale questo post??
Non lo so, fate voi, io mi limiterei a dire,con Crozza, che "non capisco la relazione"!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
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mercoledì 24 giugno 2009
Perchè oltre che su Silvio Berlusconi non spostiamo l'attenzione anche sulle giovani donne che hanno raccontato gli incontri con lui? Che ne dite??



In questi giorni tutti o quasi hanno/anbbiamo parlato del comportamento di Silvio Berlusconi, del suo rapporto con la moglie, con Noemy e le altre ragazze che hanno partecipato alle sue feste e di quelle che frequentavano villa Grazioli e Villa Certosa ma quasi nessuni si era soffermato a riflettre su quelle donne e sulle donne italiane in generale. Così come tranne autorevoli e poche eccezzioni in tutto questo dibattito assorda il silenzio delle donne politiche e non.
Ieri abbiamo letto con curiosità e interesse una riflessione su questi temi su Il manifesto, ci ha molto colpito e dunque oggi proponiamo quell'articolo perchè riteniamo sia utile una aprire un confronto vero.
Ecco di seguito l'articolo in questione....
IL Manifesto
Ragazze immagine
di Ida Dominijanni
Distogliamo lo sguardo da Silvio Berlusconi e spostiamolo sulle giovani donne che hanno raccontato gli incontri a palazzo Grazioli e a Villa Certosa nell'inchiesta di Bari. Tutta questa storia aperta dalla denuncia di Veronica Lario sul «divertimento dell'imperatore» non ha niente di privato ed è tutta politica, stiamo sostenendo da più di un mese, perché porta alla luce un ganglio cruciale del sistema di potere e di consenso di Berlusconi e del berlusconismo. Ma sia il potere sia il consenso sono fatti relazionali: si fanno in due, chi dispone e chi obbedisce, chi propone e chi acconsente, sia pure in posizione dispari tra loro. Dunque c'è il sistema di potere del premier imperniato su una certa politica del sesso e dei rapporti fra i sessi, e ci sono queste giovani donne che vi partecipano e ne consentono il funzionamento, anzi lo hanno consentito fino a un certo punto per poi disvelarlo. Ed è chiaro che, se lo scandalo investe prima di tutto il premier, l'interesse dovrebbe volgersi parimenti a loro, per quello che dicono e che non....( per continuare clicca su "leggi tutto") dicono della società a cui appartengono e dell'immaginario, dei sogni e dei progetti, dell'etica e dell'estetica di cui sono portatrici. E che, salvo liquidare difensivamente escort e ragazze-immagine come eccezioni rispetto alla norma e alla normalità femminile, ci interrogano e ci interpellano: quella società, quell'immaginario, quei sogni e quei progetti, quell'etica e quell'estetica dicono qualcosa a noi tutte.
Leggendo e rileggendo dichiarazioni e interviste di Patrizia D'Addario, Lucia Rossini e Barbara Montereale, e soprattutto guardando e riguardando l'intervista filmata a quest'ultima sul sito di Repubblica, dove il viso e il corpo dicono più della parola scritta, cinque cose impressionano soprattutto. La prima è la padronanza con cui si catalogano e si contrattano mansioni, prestazioni e compensi: tanto per questo, il doppio per quello, «non lavoro per la gloria, se vado a una cena ci vado per avere dei soldi», fare la ragazza-immagine è diverso che fare la escort ma anche per una escort «quello è il suo lavoro, ognuno ha il suo lavoro».
Ora, è dagli anni 80 che il movimento per i diritti delle prostitute rivendica - senza convincermi, aggiungo - che fare sesso a pagamento, ovvero vendere il proprio corpo, è un lavoro come un altro, da negoziare come si fa con qualunque lavoro. Ma come siamo arrivati a rendere contabile e negoziabile qualsiasi prestazione del corpo, un sorriso, una presenza a cena, un ballo a una festa, un'impronta che fa immagine?
Mansioni come altre, sembra di sentir parlare gli operai che negli anni 70 ti spiegavano la catena di montaggio. Quale cambiamento culturale ha reso il corpo, per queste donne, simile a una macchina, e alienato come una macchina?
La seconda cosa è l'ossessione dell'immagine: non è nel regno delle cose ma in quello della rappresentazione che la vita si svolge. Le ragazze arrivano a palazzo Grazioli, cenano e per prima cosa vanno in bagno a fotografarsi, registe di se stesse, e a immortalare l'evento. L'emozione si deposita in quella foto, non riguarda tanto l'aver varcato la soglia del palazzo del potere (anche se dell'evento «straordinario» si dà notizia all'una di notte per telefono alla mamma che a sua volta tace e acconsente), quanto il registrare di averlo fatto e il poterlo mostrare ad altri. Qui il cambiamento culturale si chiama ovviamente televisione, fine del confine fra realtà e rappresentazione eccetera eccetera.
Ma colpisce ugualmente - terza cosa -, a fronte di questo peso dell'immagine, la derubricazione del potere politico in sé e per sé. Che «Silvio» (per Barbara) o «Papi» (per le altre ospiti ancora senza volto) sia casualmente il presidente del consiglio sembra essere tutto sommato un fatto relativo, e certamente non comporta alcun particolare cambio di registro o di galateo. Né alcun sospetto o alcuna cautela: quarta cosa, impressiona l'affidamento cieco all'uomo potente, come se il potere (maschile) avesse d'incanto perso ogni opacità e fosse diventato trasparente, credibile, anch'esso negoziabile (io resto a dormire con te, tu mi aiuti a fare il mio residence sulla costa). Certo aiuta, in questo, l'acclarata «affettuosità» dell'ospite, che tutte conquista, come se - quinta cosa che colpisce - ciascuna stentasse assai a trovarla altrove, e segnatamente in altri uomini: del resto, ci informa Barbara, lei fa la ragazza immagine solo perché non può fare quello che vorrebbe, cioè «la moglie e la madre».
E perché è questo che passa il convento, cioè il mercato del lavoro. Ma sul suo viso non passa mai l'ombra del risentimento, né del vittimismo. A conferma che tutta questa storia non si sta giocando nel registro di una rinnovata oppressione patriarcale, ma in quello di una perversa forma di emancipazione femminile, postpatriarcale e postfemminista. Che è forse ciò che la rende così complessa da leggere, in Italia e all'estero.
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