lunedì 14 gennaio 2013

Le sindachesse anti ‘ndrangheta e l'incomprensibile scelta di BERSANI e del PD

Riportiamo di seguito un articolo de La Stampa di oggi che ci ha particolarmente colpito. - "Le sindachesse anti ‘ndrangheta dimenticate da Bersani in Calabria" - Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto, è in lista con Monti - (di giuseppe salvaggiulo Da- La Stampa - lunedì 14 gennaio 2013) Lanzetta doveva entrare nel listino del leader dopo l’arrivo della Bindi «La gente si aspettava una proposta. Io non avevo chiesto nulla, ma da Roma, nel partito, si erano diffuse voci che una di noi sarebbe stata candidata. Invece niente». Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace, è una delle donne calabresi che negli ultimi anni sono diventate un caso nazionale. Alla guida di giunte di centrosinistra, hanno sfidato la ’ndrangheta con atti amministrativi concreti, subendo minacce e attentati. A lei hanno bruciato la farmacia e sparato al portone di casa, costringendola alle dimissioni, «ritirate solo per senso delle istituzioni». Bersani l’ha sostenuta nei mesi scorsi, invitata alla festa nazionale del Pd, citata nel duello tv con Renzi. Un simbolo. E dunque, in Calabria davano per scontato che l’avrebbe candidata per rappresentare la speranza di una riscossa di legalità. Così non è stato. La Lanzetta non fa polemica e spiega che «non posso dire di essere stata fregata perché in realtà non ho mai ricevuto una proposta», ma a leggere gli sms che ha ricevuto in questi giorni e a sentire militanti del Pd, volontari antimafia ed esponenti della società civile di sinistra la delusione è forte. Quando sono state indette le «parlamentarie» del Pd, militanti, associazioni, un pezzo della Cgil hanno firmato appelli perché una di queste «sindachesse coraggio», tutte vicine al partito anche se provenienti dalla società civile, si candidasse. La Lanzetta o Elisabetta Tripodi di Rosarno, che vive sotto scorta perché minacciata dal boss ergastolano Rocco Pesce dopo lo sgombero di una casa abusiva del clan, o Carolina Girasole di Isola Capo Rizzuto, alla quale hanno incendiato l’auto per la battaglia contro gli scempi edilizi. Ma il Pd le ha ignorate. Anzi, ha catapultato da Roma Rosy Bindi, che stoppava qualsiasi candidatura femminile alternativa (infatti le donne l’hanno appoggiata). Nonostante ciò, dall’interno del partito, e in particolare da ambienti romani, venivano messe in circolazioni voci tranquillizzanti: le sindachesse saranno piazzate in cima alla lista nei posti riservati a Bersani. «Voci che mi hanno danneggiato - racconta la Lanzetta - alimentando sospetti e gelosie, mentre io continuavo a ripetere: non so niente». Nei giorni decisivi per le candidature, di fronte al silenzio del partito, la Lanzetta manda una email a Bersani, chiedendo attenzione per candidati «che combattono ogni giorno sul territorio». Dallo staff del segretario nessuna risposta. Telefona invece il commissario regionale del Pd, Alfredo D’Attorre (capolista con la Bindi), promettendo un incontro. Mai fissato. Il Pd non ha candidato le donne sindaco, inserendo alla fine nomi paracadutati da altre regioni. E così una di loro, la Girasole, che pure alle primarie aveva votato Bersani, ha accettato la proposta di Monti, e sarà seconda nella sua lista. «In una regione dove si rischia la vita - spiega - fare tanti sacrifici per dare una speranza alla Calabria e non essere prese in considerazione lasciava l’amaro in bocca. Dunque, anche se mi sento abbastanza vicina alla sinistra, questa possibilità non potevo accantonarla». Davvero incomprensibile la scelta di Bersani e del pd!!

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lunedì 26 novembre 2012

Vendola ha perso le primarie ma nè Bersani né Renzi le hanno vinte. Un punto di vista controcorrente e un PS. scandaloso.

Queste primarie, dicono tutti, sono state una grande festa di partecipazione ed è una bella frase che piace a tutti, a chi la pronuncia e a chi la ascolta. Ma a guardar bene sono andati a votare circa 4 milioni di persone / secondo Repubblica.it addirittura 3 milioni), meno cioè di quelle che andarono a votare per Veltroni e più o meno lo stesso numero di quelle per Prodi. Dice ma sono circostanze e contesti diversi, allora non c’era un rifiuto della politica così diffuso come in questi mesi. Vero ma, da moltissimi anni ormai , c’è uno “zoccolo duro” (3-4 milioni di persone) di elettori di sinistra che va a votare sempre. Sappiamo che c’è una parte degli elettori di sinistra che a volte con entusiasmo, a volte turandosi il naso e per il “voto utile” ritiene comunque un dovere esercitare il proprio diritto al voto. Non sorprende dunque che anche stavolta abbia inteso fare il proprio dovere. Non c‘è un rifiuto della politica, c’è un rifiuto netto di questa politica e di questi partiti. Se così non fosse, durante una competizione politica per la prima volta "vera” dove si contribuiva a scegliere tra candidati non fintamente antagonisti e con uno di essi,Renzi, che ha lanciato esplicitamente, a volte persino con ruvidezza(rottamazione), la sfida contro una nomenclatura inamovibile , non si spiegherebbe perchè il numero dei partecipanti non sia lievitato rispetto alle precedenti primarie. Evidentemente il prodotto (attori e proposte)politico offerto non è stato ritenuto credibile o comunque capace di suscitare l’entusiasmo tipico dell’alternativa facilmente riconoscibile dalla grande massa di cittadini che invece, quando ciò accade, corre a votare. Si pensi ai tantissimi che hanno partecipato al voto agli ultimi referendum quando cioè la proposta in campo era percepita come davvero alternativa.Si fa fatica dunque a scorgere il così detto “effetto Renzi” almeno in termini di allargamento della partecipazione. L’unico effetto davvero benefico di queste primarie è la ripresa del confronto all’interno del partito democratico con la conseguente visibilità mediatica che lo porta a uscire dal grigio cono d’ombra in cui era precipitato dopo l’appoggio al governo Monti e, soprattutto, per il sostegno (col voto in parlamento) delle sue politiche di macelleria sociale. Infatti il combinato disposto della deflagrazione del fronte avversario dopo la caduta di Berlusconi e la riacquistata visibilità mediatica produce l’effetto di un partito democratico dato in crescita in tutti i sondaggi. L’unico che poteva rappresentare l’alternativa era Niki Vendola. Lo era per la sua storia politica e culturale, per la sua proverbiale capacità di entusiasmare gli elettori nelle precedenti competizioni cui ha partecipato, per la sua proposta politica davvero alternativa a quella del governo Monti. Allora perché ha perso? Ha perso perché ha avuto poco tempo (ha deciso di partecipare solo tre settimane prima del voto), perché non aveva i mezzi e le risorse a disposizione Bersani e il sostegno mediatico di Renzi. Perché è stato stritolato da una propaganda mediatica che ha strumentalmente presentato la competizione come uno scontro interno ad un partito che ha portato tanta gente a percepire il tutto come le “primarie del pd” ma le ha perse soprattutto per alcune scelte,a mio avviso sbagliate, che per la prima volta lo hanno reso ambiguo e poco credibile agli occhi di molti elettori. L’accordo politico con Bersani all’inizio e l’apertura al così detto movimento “arancione” degli ultimi giorni è stato percepito come mancanza di chiarezza strategica, scarsa fiducia nelle proprie capacità di espansione e allargamento del consenso e, per i più diffidenti, come un tentativo di accomodamento e una scorciatoia politicante per tornare in parlamento. Il quadro non è dunque affatto confortante purtroppo e lo spirito della sindrome della “gioiosa macchina da guerra” si aggira minaccioso nel territorio accidentato della sinistra italiana. PS.Vi è poi un paradosso rilevato da Claudio Velardi che riporto : "E' stupefacente che nessuno chieda conto di dati fermi dalle 3 di questa notte. Poi dice il giornalismo, l'opinione pubblica, la rete..."
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lunedì 22 ottobre 2012

La parabola che la STRAGRANDE MAGGIORANZA del popolo italiano IGNORA

C'è una parabola che la stragrande maggioranza dei popoli europei conosce e che invece il popolo italiano conosce pochissimo. Pensiamo che possa essere utile diffonderla soprattutto in questo periodo.... "Una certa leggenda orientale narra di un mago ricchissimo che possedeva numerosi greggi. Quel mago era molto avaro. Egli non voleva servirsi di pastori, e neppure voleva recingere i luoghi dove le sue pecore pascolavano. Naturalmente esse si smarrivano nella foresta, cadevano nei burroni, si perdevano, ma soprattutto fuggivano, perché sapevano che il mago voleva la loro carne e la loro pelle. E a loro questo non piaceva. Infine il mago trovò un rimedio: ipnotizzò le sue pecore e cominciò a suggerire loro che erano immortali e che l’essere scuoiate non poteva fare loro alcun male, che tale trattamento, al contrario, era per esse buono e persino piacevole; poi aggiunse che egli era un buon pastore, che amava talmente il suo gregge da essere disposto a qualsiasi sacrificio nei loro riguardi; infine suggerì loro che se doveva capitare qualcosa, non poteva in ogni caso capitare in quel momento e nemmeno in quel giorno, e per conseguenza non avevano di che preoccuparsi. Dopo di che il mago introdusse nella testa delle pecore l’idea che esse non erano affatto pecore; ad alcune disse che erano leoni, ad altre che erano aquile, ad altre ancora che erano uomini o che erano maghi. Ciò fatto, le pecore non gli procurarono più né noie né fastidi. Esse non lo fuggivano più, ma attendevano serenamente l’istante il cui il mago avrebbe preso la loro carne e la loro pelle".
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martedì 18 settembre 2012

La Fiat - Marchionne e la Politica italiana in un solo CLIK

LIBERALI DI SINISTRA

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