
La risposta è sì.
Il problema è che in Italia e in tv non hanno spazio.
Perchè, diciamocela tutta, se in televisione mostrassero donne che oltre ad essere belle sono brave e anche intelligenti....
Oggi aprendo i giornali ci hanno colpito e messo allegria, nel drammatico contesto di violenza e crisi economica, due notizie apparentemente distanti tra loro.
Il discorso di Obama al congresso americano "più tasse ai ricchi per finanziare lo stato sociale e investimenti sulle energie verdi" e un'intervista, su la repubblica, ad una bellissima donna..Eva Mendes!!
L'intervista è da leggere tutta a nostro avviso...attenti però poichè correte il rischio di innamorarvi perdutamente di una donna che non potrete mai avere(forse...).
Se volete rischiare.... (per continuare clicca su "leggi tutto")
Eva: "La morte alza gli ascolti dall´antica Roma a YouTube"
"Simona chi? Mi scuso, ma non ho la minima idea di chi sia. Vengo in Italia ma non guardo la tv .
La roulette russa non si discosta troppo dall´idea di televisione di molti manager
Ieri le folle davanti alla ghigliottina, oggi si paga per assistere alle esecuzioni"
La Mendes è a Roma per presentare "Live!", che l´attrice ha anche prodotto, e sarà sugli schermi dal 6 marzo: il film è la storia di una cinica conduttrice tv disposta a tutto per fare audience
MARIA PIA FUSCO
ROMA
Chissà se qualche showgirl della tv nostrana si riconoscerà segretamente in Kate, la protagonista di Live! - dal 6 marzo con Moviemax in 140 copie - e nella sua ossessione per gli ascolti. Certo, la scelta di Kate per salvare l´audience del canale è un po´ troppo anche per la più ambiziosa delle nostre star: uno show sulla roulette russa, con sei persone che si puntano alla tempia una pistola caricata con cinque colpi a salve, uno mortale. Morte in diretta. Trovare i concorrenti è facile, il premio per quelli che sopravvivono è di 5 milioni di dollari. Lo show è un trionfo, l´audience supera il 50%.
Autore di Live!-Ascolti record al primo colpo è Bill Guttentag, Oscar per il documentario "Twin towers". Kate è Eva Mendes, che, disponibile ad ogni domanda, si stupisce solo quando le parlano di Simona Ventura:
«Simona chi? Mi scuso, non ho la minima idea di chi sia. Vengo in Italia spesso, ma non guardo la tv italiana».
Perché ha voluto tanto questo film al punto da produrlo?
«Intanto il ruolo era scritto per un uomo ed è stato fantastico strapparglielo, ma soprattutto volevo una storia molto provocatoria, che facesse riflettere e discutere. Piaccia o no il film, sarei contenta se qualcuno si ponesse quesiti morali. È più colpevole Kate o il pubblico che vede lo show o i concorrenti che, comunque sanno a cosa vanno incontro e hanno firmato un contratto?».
Lo vede come un film di fantascienza o è una storia probabile?
«La parte spaventosa del film è che molti manager di reality sarebbero d´accordo con Kate, da noi la concorrenza per l´audience è feroce. Ma se durante le riprese pensavo a una satira sulla tv Usa, sempre più mediocre, poi ho capito che il film riguarda tanti altri paesi. Non immaginavo ad esempio che il Grande Fratello qui fosse arrivato alla nona edizione, è una follia».
Nel film si citano la tv italiana e la Francia...
«Si dice che negli show italiani ci siano ballerine con seni nudi e glutei esposti. Giusto? E Kate nel film taglia un seno nudo dallo show dicendo "mica siamo in Francia". Perché da noi puoi mostrare armi, violenza e morte nelle news, ma sul nudo siamo molto puritani. Posso testimoniarlo: ho fatto una campagna per Calvin Klein in cui ho un solo seno scoperto. E in America sono stata censurata».
Qual è il peggio della tv americana?
«Trovo disgustosi gli show che fingono di interessarsi alle persone coinvolte invece le sfruttano e le manipolano. Da vent´anni va in onda lo Jerry Springer show, dove ad esempio si dice a qualcuno "sai che tua moglie ti tradisce con il tuo migliore amico?" e quello litiga con l´amico, con la moglie e tutti s´insultano, piangono, si scannano. Mettere in piazza le angosce emotive e i sentimenti è orribile. Non condanno nessuno: siamo tutti responsabili se continuiamo a guardare i reality. Ma non tutta la tv è trash, ci sono serie belle, come Madmen o Damages con Genn Close. C´è anche un reality che si salva, Runaway project, che promuove la creatività dei partecipanti».
Perché la gente ama vedere situazioni estreme fino alla morte?
«Non ho una risposta, non so chi ce l´abbia. Posso dire, come Kate, che la curiosità per lo spettacolo della morte viene da lontano: i romani al Colosseo, le folle davanti alla ghigliottina, in Usa c´è chi paga per assistere alle esecuzioni. E oggi la morte la vedi su YouTube».
Ci sono attrici che considera modelli?
«Agli inizi, essendo scura e latina, pensavo alle grandi italiane: Magnani, Loren, Lollobrigida, Cardinale. Ora penso che vorrei avere una varietà infinita di ruoli, come Kate Winslet, dalla commedia romantica al thriller, vorrei sempre sorprendere. Tra gli italiani mi piacerebbe lavorare con Muccino, L´ultimo bacio è il mio preferito».
È vero che da bambina voleva farsi suora?
«Sì, non so perché mi piacesse tanto l´idea. Poi, essendo di una famiglia modesta sempre con problemi di soldi, quando mia sorella mi ha spiegato che le suore non guadagnano, la vocazione è passata. In realtà se non avessi fatto l´attrice avrei fatto l´architetto o il designer di interni. L´architettura mi affascina, perciò amo tanto l´Italia».
La sua famiglia è di origine cubana. È mai stata a Cuba?
«No, ma ho una grande curiosità di conoscerla. Aspetto il momento opportuno, che non è adesso. La mia famiglia ha sofferto troppo, se andassi ora a Cuba si potrebbe pensare che appoggio Castro».
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venerdì 27 febbraio 2009
Può una donna essere bellissima e molto intelligente?
giovedì 29 gennaio 2009
"Sfrennesiamenti" impegnati ma...Sfrennesiamenti

Come avrete notato è un pò che non scriviamo sul blog.
Molti ci hanno sollecitato a farlo soprattutto alla luce di quanto accade intorno a noi,di quanto accade a Napoli e in Campania e di quanto accade in Italia. Gli argomenti su cui riflettere e su cui esprimersi non mancavano di certo, la crisi dei partiti, delle istituzioni, della credibilità dei suoi rappresentanti e dei suoi maggiori leader.
Lo scandalo Romeo e il quadro avvilente della classe politica napoletana (pd in testa), l'inerzia del Comune e il sostanziale tirare a campare della Regione consigliavano di esprimersi e prendre posizione.
La crisi e la divisione della sinistra in tutti i suoi confusi e disseminati segmenti,l'approssimarsi delle prossime elezioni europee e provinciali, il tutto nel degrado politico,economico,ambientale e culturale in cui versano la nostra città e la nostra regione obbligano in qulche modo se non a "fare qualcosa" almeno a "dire qualcosa"!!
Confessiamo che eravamo senza parole, più le cose accadevano (caso De Magistris con corollario di punizioni per la procura di salerno e per il giornalista del corriere della sera, Carlo Vulpio, crisi economica, caso vigilanza rai, aumento dei cassintegrati e dei disoccupati, fallimenti di aziende ed esercizi commerciali,"scandalo" intercettazioni,accordo separato tra governo e sindacati contro il contratto di lavoro nazionale e contro la cgil e adesso il mercato,tra maggioranza e opposizione parlamentare sulla legge elettorale per le elezioni europee) e più ci aspettavamo una rivolta popolare.
E dunque aspettavamo speranzosi.
Speravamo in un grande successo della manifestazione (per continuare clicca su ("leggi tutto")di piazza Farnese, indetta da Grillo, Di Pietro e altri, in difesa di De Magistris e contro il degrado morale della politica nazionale e invece.... La piazza era "pienotta" non affollata, poche centinaia di persone, insomma un Flop!!
Allora qualche considerazione va tentata...
Occorre partire da un dato di fatto incontestabile e cioè che la gente, il popolo non si indigna più di tanto di fronte a quello che accade. O perlomeno si indigna ma è incapace o non vuole reagire collettivamente. C'è uno iato profondo tra l'inignazione e la rabbia che circola per esempio sul web e le azioni concrete di mobilitazione di piazza, tra il lamento e la rabbia che si sente tra gli amici o per strada e la disponibilità concreta a mobilitarsi e a scendere in piazza.
Frustrazione, disincanto, rassegnazione, sfiducia nel cambiamento e nelle forme d mobilitazione e di protesta che quel cambiamento potrebbero ottenere?
La crisi economica drammatica e il pessimismo sul futuro immediato fa allontanare la gente, la spinge a rifugiarsi nel privato, preoccupata per i soldi e la mancanza di opportunità, in attesa di tempi migliori?
Magari tutte queste cose insieme o altro che dovremo indagare meglio..resta il dato che la mobilitazione di piazza non funziona più!
Forse l'unica agorà credibile, con tutte le controindicazioni possibili, resta internet. La rete con i suoi spazi e le sue informazioni "orizzontali" e senza censura, il confronto e la partecipazione dal basso, i suoi social network, può aiutare a riformare la politica e a riscoprire il gusto dell'impegno collettivo e della mobilitazione?
Forse la presidenza Obama avrà effetti a cascata su tutto il pianeta e quindi anche da noi?
Il tempo, come sempre, si incaricherà di darci ragione o torto. A noi non resta che non demordere e cercare attraverso la rete, i suoi blog e i suoi social network di ricostruire un comun denominatore di emozioni, passioni e speranze che ci consenta nel prossimo futuro di continuare a credere nei nostri sogni di cambiamento.. se non per noi almeno per i giovanissimi e per i nostri figli!
Mi rendo conto che questo post può apparire solo uno "sfrennesiamento" e magari lo è..ma è ciò che ci passa per la testa in questo momento.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
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martedì 9 dicembre 2008
Perchè Antonio Bassolino non deve dimettersi!!

In qesti giorni c'è un coro assordante che chiede le dimissioni del presidente della giunta regionale della Campania Antonio Bassolino.
Noi che lo abbiamo criticato aspramente quando erano in pochi a farlo e che vogliamo continuare a farlo per le sue scelte politiche, riteniamo che oggi non debba affatto dimettersi.
Le ragioni di questa nostra posizione sono spiegate in maniera approfondita nell'intervista rilasciata a Norberto Gallo che riportiamo di seguito...
"Stamati: Iervolino e Bassolino non devono dimettersi" (Qui)
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lunedì 24 novembre 2008
ecco una semplice ma decisiva conclusione: Bibì e Bibò hanno rotto i coglioni


La crisi della sinistra in generale in Europa(vedi Francia) sta spopolando sui giornali e sulla rete.
Quella della sinistra italiana(la sinistra radicale fuori dal parlamento) e del PD in particolare non ci aiuta a vedere il fondo del tunnel in cui questo Paese si sta cacciando. Sono usciti, in quest'ultimo mese, articoli,saggi e libri che ne analizzano le cause e ne tracciano limiti e prospettive.
A me pare però che, come si diceva una volta,"il problema sta nel manico". Cioè nei suoi leader enella classe dirigente dei vari partiti.
A questo proposito è uscito domenica su Il Manifesto un editoriale satirico di Alessandro Robecchi che forse aiuta a riflettere più di tanti saggi e riflessioni autorevoli. Voi che ne pensate?
Di seguito e integralmente l'articolo in questione:
manifesto del 23 Novembre 2008
VOI SIETE QUI
I dispetti di Bibì e Bibò
di Alessandro Robecchi
Serenamente analizzata la situazione politica, sentiti con un piccolo sondaggio svariati amici elettori democratici, valutata la situazione economica, ecco una semplice ma decisiva conclusione: Bibì e Bibò hanno rotto i coglioni. È dal 1994 che assistiamo al trionfo di Berlusconi Silvio, ed è da allora, e pure da prima, che nel maggior partito della sinistra italiana Bibì e Bibò si fanno i dispetti come all'asilo.
Uno diventa segretario, l'altro fa la....( per continuare clicca su ("leggi tutto")fondazione; uno diventa ministro, l'altro fa le primarie col fax; uno diventa presidente del consiglio, l'altro gli tira una torta. Bibì fa il governo ombra, Bibò non ci sta. Bibì apre una televisione di condominio, anche Bibò apre una televisione di condominio. Bibì vuole il congresso, anzi no; Bibò è contro il congresso, anzi no. Bibì ha la Binetti, Bibò vuole Casini. Bibì scrive romanzi, Bibò si compra una banca. Bibì mette Bettini in una stanza a fare le liste elettorali (tra cui il noto Villari, chapeau!), Bibò ha un braccio destro come Latorre (e ho detto tutto). Bibì tenta di parlare di politica, ma diventa uno spot del libro di Bruno Vespa, e questo è il posto dove ci tocca vivere. Presto arriveremo al caffè versato sui pantaloni (ops! scusa, Massimo!), alla macchina rigata (ops! scusa, Walter!), allo sgambetto, al cuscino che scoreggia, alla stretta di mano con scossa elettrica: nemmeno Franco e Ciccio erano durati tanto con lo stesso repertorio. Dichiarano, esternano, cooptano sodali e complici per i loro dispettucci, muovono pedine ognuno per irritare l'altro. E non si rendono conto che il loro pubblico non ride più da un pezzo, che è più povero, più stanco, più precario, più cassintegrato, più solo. In platea le sedie vuote aumentano, manca poco al lancio di ortaggi, altro classico dell'avanspettacolo. Bibì, Bibò e Capitan Cocoricò che intanto, da Arcore, se la gode e se la spassa, fa e disfa, diventa ogni giorno più ricco e potente e arrogante e pericoloso. Che brutto spettacolo, compagni democratici. E il biglietto costa carissimo per tutti.
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