

Dopo la sentenza di assoluzione dei vertici della polizia pronunciata dal tribunale di genova sui tragici fatti accaduta alla scuola Diaz di genova durante il G8 del 2001 molti si sono, giustamente a nostro avviso,scandalizzati per la mitezza delle condanne e il numero di assoluzioni rispetto a quelle chieste dall'accusa. Anche noi troviamo vergognosa la sentenza come la stargrande maggioranza dei commentatori l'hanno definita.
Molti però se la stanno prendendo coi giudici del tribunale di genova giudicandoli di destra e anti comunisti. Non crediamo sia così, riteniamo che forse la spiegazione sia forse più banale e più tragica al tempo stesso. ....( per continuare clicca su ("leggi tutto")
Ci piace aiutarci qui con le parole del Manzoni:
"Il suo sistema consisteva principalmente nello scansar tutti i contrasti, e nel cedere, in quelli che non poteva scansare"se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla retroguardia, e procurando di far vedere all'altro ch'egli non gli era volontariamente nemico: pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? Ch'io mi sarei messo dalla vostra parte
Don Abbondio criticava anche duramente chi non era come lui e riusciva a trovare sempre qualche torto in coloro che si erano messi contro i potenti. Soprattutto poi era contro i confratelli che aiutavano i deboli contro i potenti. C'è un distacco ironico di fronte a quel desiderio di quiete diventato pensiero dominante da parte del Manzoni quando dice "Don Abbondio, assorbito continuamente ne' pensieri della propria quiete.", pensiero che è garantito dalla sentenza prediletta del curato: ".che a un galantuomo, il quale badi a sé, e stia nei suoi panni, non accadon mai brutti incontri". Da tutti questi pensieri del Manzoni si può capire che Don Abbondio non è una vittima della paura e dell'angoscia, ma " un eroe del quieto vivere."
E dunque sottoscriviamo completamente un passaggio di un articolo di Marco Revelli apparso domenica su Il Manifesto:
"Perché l'abbiano fattoquei giudici - perché si siano decisi a una così evidente umiliazione della loro funzione - è difficile dirlo. Probabilmente non per convinzione politica. Né necessariamente per adesione ideologica alle forze di governo, o per odio culturale nei confronti del coacervo di movimenti che fu «vittima sacrificale» a Genova. Forse solo per «mancanza di coraggio». Per voglia di quieto vivere. Per desiderio di seguire la linea di minor resistenza. Ma il punto è proprio questo: che di mancanza di coraggio (della pavidità di coloro che ne dovrebbero essere i custodi) muoiono le democrazie, forse più ancora che della violenza dei loro falsi servitori".
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lunedì 17 novembre 2008
Sentenza Diaz- non ve la prendete col Giudice che ha assolto i vertici della polizia!!!
martedì 11 novembre 2008
Elzeviro per obamiani e anti obamiani


A quanti ci/si chiedono se
Barak Obama potrà anche deluderci
si obbietti per favore chiedendo a nostra volta
quando era stata l'ultima volta che qualcuno ci aveva tanto illusi!
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mercoledì 5 novembre 2008
Il '68 è compiuto-Barak Obama ha vinto!


Mi rendo conto che può apparire poco opportuno, che può sembare una forzatura ideologica e nostalgica, che apparentemente non vi sia alcun nesso, e magari qualcuno si chiederà quale sia il mio pusher, eppure....
Siamo a 40 (quaranta) anni esatti dal '68, abbiamo sentito in questi ultimi anni e in questi ultimi mesi opinioni le più disparate da destra e da sinistra sul fallimento di quel movimento politico, sociale e culturale. Abbiamo assistito ai preparativi del funerale di quell'anno cruciale nel costume e nella storia dell'occidente. Fior di opinionisti(soprattutto il variegato mondo degli ex, di quelli che "io il '68 l'ho fatto") che ci spiegavano su libri, giornali e tv che quel movimento era fallito, che ne erano sbagliati i presupposti, che ne stavamo ancora pagando le conseguenze.
Eppure da quell'anno cruciale il mondo non è stato più come prima, la vita e le condizioni delle donne, dei giovani,di ognuno di noi sono profondamente cambiate.
Quello del '68 prima che politico è stato innanzitutto un movimento culturale e sociale, delle conquiste operaie, giovanili, di una scuola svecchiata e alla portata di tutti, dei diritti civili, della emancipazione delle donne.
Certo politicamente e a breve il movimento ha perso e,come sempre accade dopo ogni fase rivoluzionaria, la ....( per continuare clicca su ("leggi tutto")"contro rivoluzione" è stata durissima, lunghissima, è durata un quarantennio.
Le aspirazioni, le aspettative, i sogni di quegli anni che,comunque la si pensi, hanno scosso dalle fondamenta un sistema naftalinico fondato sui privilegi e l'pocrisia, un mondo con la testa e gli ochhi rivolti al passato. Quei giovani e quelle donne che invadevano le strade a chiedere più libertà, più uguaglianza, più opportunità fecero paura e la reazione fu durissima. Ma le rivoluzioni e le sue conquiste non sono mai state ricacciate indietro per sempre, sono diventate patrimonio comune, abitudini di vita.
Negli ultimi anni di guerre, attacchi alle libertà e ai diritti civili individuali, di paure più o meno create ad arte dai media e da governi reazionari, di paura dell'altro, del diverso, del colore della pelle diverso,del lavoro e dei lavoratori reali che erano scomparsi dalle pagine dei giornali, dalle televisioni, e dai discorsi dei leaders politici, di destra ma anche di sinistra,cosa va ad accadere?
Accade che l'economia finanziaria costruita su trucchi monetareo cartacei si sbriciola e con essi si sbriciolano i governi che l'hanno sostenuta. Il presidente che più ha rappresentato, dopo Reagan, quest'ideologia e quella furia restauratrice(che non ha risparmiato neppure Bill Clinton), G.W Bush con la cricca dei Chicago Boys, esce talmente screditato che non può partecipare neppure alla campagna elettorale Usa.
E accade l'impossibile, l'impossibile si avvera...
Un uomo afro americano, di umili origini, si presenta candidato alle presidenziali Usa, sfida e batte il potentissimo apparato dei Clinton e diventa il primo presidente nero degli USA.
Qual'era lo slogan più famoso del '68, gridato nelle piazze parigine, europee e americane?
Vogliamo L'impossibile!!
E l'impossibile è arrivato, si chiama Barak Obama!
Ancora una volta...Ben scavato vecchia talpa!
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martedì 21 ottobre 2008
Ciao Vittorio

"parto dall'idea di poter cambiare le cose anzichè aspettarsi che le cose cambino per qualche fatto esterno da noi.E'un'idea cui sono stato lungamente attaccato, che si può chiamare anche autonomia: l'idea che il futuro appartiene agli uomini e non a qualcosa che sia esterno ad essi".
E così ricordo ,attraverso una sua citazione degli ultimi anni, Vittorio Foa...altro che padre nobile ..era un giacobino convinto!!
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