venerdì 12 giugno 2009

Un ticket SERRACCHIANI-COZZOLINO??



In questi giorni molti mi hanno chiesto un'analisi dei risultati delle elezioni europee e segnatamente di quelle a Napoli e in Campania.
Lo ha fatto anche Norberto Gallo col quale abbiamo fatto una chiacchierata proprio su questo tema e che si è articolata in una intervista a TeleVomero.
L'intervista potete ascoltarla cliccando sul link che segue... "Un ticket SERRACCHIANI-COZZOLINO??" (Qui)
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venerdì 29 maggio 2009

Vi prego ..leggete questa triste storia..vi chiedo solo 2 minuti!


Ho letto su la repubblica,edizione napoletana,di oggi un articolo chemi ha lasciato senza parole.
Provo un profondo senso di smarrimento e angoscia allora ho deciso che la cosa migliore sia far conoscere questa triste,banale e tragica storia a quanta più gente possibile.
Dedicate 3 minuti della vostra attenzione alla lettura dell'articolo in questione...
"Nessun soccorso per il mio Petru in agonia" La moglie del romeno ucciso: "L´ambulanza solo dopo mezz´ora"

"Se era italiano sarebbe stato diverso, a noi ci lasciano morire così..."
CRISTINA ZAGARIA


«Per 5 minuti ha parlato. Per 10, mi ha guardato fisso negli occhi e, quando io gridavo, lui scuoteva la testa e mi stringeva più forte la mano. Per mezz´ora il corpo di mio marito Petru è rimasto per terra e nessuno ha fatto niente. Ci guardavano tutti e c´era anche chi mi scattava fotografie. È arrivata un´ambulanza, ma non era per noi era per il bambino ferito. Due feriti un´ambulanza sola... per l´italiano». Un´accusa. Lunga trenta minuti. Mirella è spaventata e arrabbiata. Mirella ha poco più di vent´anni ed è la moglie di Petru Birlandeanu, il romeno ucciso per errore a Montesanto. Mirella fuma e piange. Fuma e si preme le mani sulla testa. Fuma Winston blu e si accuccia per terra, seduta sul cordolo dell´aiuola davanti all´obitorio, tenendo stretta la mano al fratello.
Ernesto Cravero, docente della Federico II, sul sito di Noi Consumatori, conferma il racconto di Mirella: «Ritorno verso il ferito, ....( per continuare clicca su "leggi tutto")il poveretto non si muove più, la donna che era con lui piange in silenzio. Sento delle sirene, penso: è l´autoambulanza. No, è una volante. Sono disorientato...eppure l´ospedale dei Pellegrini è lì a 100 metri. Chissà, portarvi quell´uomo a braccia o in barella. Alle 20 gli addetti della funicolare chiudono le porte a vetro per isolare quel poveretto che è ancora lì e non si muove più». La sparatoria è avvenuta tra le 19.30 e le 19,40: trenta minuti prima. L´accusa di Mirella è dura: «Se era italiano sarebbe stato diverso. Agli italiani noi romeni facciamo paura e ci lasciano morire». E Mirella, piccola donna vestita di nero, con le ciabatte aperte e due cerchi d´oro alle orecchie, in Italia da tre anni, non trova spiegazione né tregua. «Mio marito è morto per 8 euro. Tanti erano i soldi che aveva in tasca. Tanti i soldi che racimoliamo ogni giorno e spediamo quasi tutto in Romania, dove c´è la mia bambina». Petru e Mirella hanno due figli, la più grande ha 10 anni, il più piccolo ne ha 6 e vive a Napoli. «Ma non lo portavamo quasi mai con noi al lavoro», fa notare Mirella. Lavoro? Petru suonava la fisarmonica sulla Cumana, ma era un calciatore. Mirella mostra la carta di identità del marito e racconta: «Era un centravanti del Poli Iasi, serie A rumena. Amava seguire le partite del Napoli e quando poteva giocava con i bambini, insegnava a giocare a calcio anche agli italiani. Perché Petru era romeno, non rom». Quando pronuncia la parola "italiani" grida: «Gli italiani vogliono ammazzare anche me. Non ho visto niente, niente... ma ero lì e la mafia ora mi sta cercando».
Un motorino sfreccia nel viale e lei scoppia a piangere. Un attimo dopo una sirena. Mirella si rannicchia e poi balza in piedi. I rumori della paura fanno affiorare i ricordi: «Siamo alla stazione. Sentiamo gli spari. Petru mi afferra e dice: "Corri". Vedo il sangue, ma lui mi dice che è solo un graffio e che devo correre. Fino alla fine ha pensato a me, a salvare me...a lui non ha pensato nessuno e io non potevo fare niente». Torna la rabbia, appannata dall´impotenza. Ora accanto a Mirella c´è suo fratello, una interprete romena, Elisabeta, Enzo Esposito dell´Opera Nomadi, Federico Zinna e Carlo Parato del Partito Identità Romena della Campania. Chi è accanto a Mirella ha già avviato la domanda in Prefettura (che si è già attivata) perché Petru sia riconosciuto vittima di mafia, mentre il Comune si è offerto di organizzare il trasferimento della salma in Romania. Ma Mirella non riesce a seguire niente. Si prepara a passare la notte piangendo, senza che le sue lacrime sfiorino mai il corpo di Petru, come vuole la tradizione. Telefona in Romania: «Preparate il vestito da sposo di Petru. Deve essere tutto pronto, per il funerale. Torniamo a casa presto, per sempre».

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giovedì 14 maggio 2009

«Acqua contaminata da un rubinetto su 4» Chi denunciamo alla Procura della Repubblica?? Il corriere della sera o l'acquedotto???


Dopo aver letto su Il corriere della sera l'allarme(ripreso da tutti i media)sull'acqua inquinata nei nostri rubinetti mi sono molto preccupato. Anche perchè a casa mia beviamo tranquillamente l'acqua del rubinetto da sempre.
Ieri poi abbiamo letto un articolo su Il Manifesto, a firma di Luca Fazio, e se da una parte ci siamo tranquillizzati dall'altra ci siamo profondamente indignati.
L'indgnazione è andata crescendo fino a chiedere ad un legale se non vi sia la possibilità di denunciare alla Procura della repubblica per procurato allarme Il corriere della sera oppure denunciare l'acuedotto di Napoli dove viviamo! Nell'attesa della risposta del nostro legale cominciamo col denunciarlo sul Web.
Per leggere l'articolo de Il Manifesto sopra citato.. (clicca Qui)

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giovedì 23 aprile 2009

Robespierre "L 'Incorruttibile"- alla luce di quanto succede oggi forse andrebbe rivalutato


A dispetto della scientifica denigrazione storica della sua figura Maximilian Robespierre andrebbe a nostro avviso rivalutato.
"(...)non fu mai un dittatore e mai gli venne in mente di sciogliere la Convenzione. Il suo voto, all'interno del Comitato di Salute Pubblica, non contò mai più di un dodicesimo. Non solo. L'Incorruttibile desiderò sempre che ad una rivoluzione politico-giuridica se ne affiancasse anche una sociale che, pur garantendo la proprietà privata, fosse in grado di sottrarre le masse popolari alla fame, alla miseria e all'ignoranza. Così con Robespierre si affermarono Diritti (come l'assistenza ai più deboli - cioè le nostre moderne pensioni sociali -, il suffragio universale, l'istruzione gratuita e di massa, la riforma agraria, il calmieramento dei prezzi relativi ai generi alimentari e di prima necessità - maximum generale - ) fino ad allora impensabili e improponibili. Robespierre si batté per l'abolizione della schiavitù nelle Colonie francesi e la Costituzione giacobina del 1793 da lui ispirata e voluta è una Carta dei Diritti che ancora oggi costituisce il nerbo di tutte le democrazie occidentali.(..)Il primo a ripristinare una lettura storica, e non faziosa, dell'Incorruttibile è stato Albert Mathiez, proprio nel suo saggio "Perché siamo Robespierristi".
Grazie a questo storico si è scoperto che ....( per continuare clicca su "leggi tutto")l'etichetta di "sanguinario" fu affibbiata a Robespierre proprio dai terroristi più esasperati saliti al potere dopo il 9 Termidoro (giorno in cui l'Incorruttibile fu arrestato). Si è capito che Robespierre rappresentò la moderazione, durante il Terrore, come confermano le testimonianze di alcuni suoi stessi nemici come Girault, girondino, e l'abate Le Duc, figlio naturale di Luigi XV. Lo stesso deve dirsi sulla sua presunta dittatura: all'interno del Comitato di Salute Pubblica egli era in minoranza; il Comitato di Sicurezza Generale gli era fortemente ostile tanto che questa ostilità pesò in maniera determinante sull'esito del 9 Termidoro.

Né si può dimenticare la sua netta contrarietà, durante la Costituente e in tempo di pace, alla pena di morte così come alla dichiarazione di guerra che la Francia Rivoluzionaria, sotto la spinta dei girondini e della stessa Monarchia, votò il 20 aprile 1792. Una guerra da lui fortemente osteggiata e poi vinta a Fleurus grazie soprattutto alle misure economiche applicabili solo con il Terrore, il cui vero scopo era proprio quello di creare le condizioni adatte per un dirigismo economico in grado di reperire le risorse finanziarie finalizzate a nutrire un esercito sempre più numeroso.

Potremmo continuare a lungo con queste considerazioni, ma ciò che deve fare più riflettere è che Robespierre, dai suoi contemporanei, era considerato positivamente, il più delle volte osannato, e sarebbe rimasto nella Storia un grande statista se fosse morto, sotto i colpi di Admiral, nell'attentato del 4 Pratile, cioè prima che venissero votati i provvedimenti che vanno sotto il nome di Grande Terrore.

Tutte queste considerazioni evidenziano come le storiografie termidoriana, capetingia e dantonista abbiano creato una forte mistificazione intorno alla figura di Robespierre che, oltre ad aver lasciato un segno indelebile nella Storia delle moderne socialdemocrazie, ebbe un'altra dote, sin d'allora merce rara: l'onestà.
Se infatti Mirabeau, Danton, Fouché ed altri arricchirono con la Rivoluzione, Robespierre guadagnò l'appellativo di Incorruttibile, appellativo riconosciuto finanche dai suoi stessi nemici.

Così ci sentiamo di poter sposare le parole di Mathiez che, per dare un'idea concreta di quella che era la situazione nella Francia del 1793, effettua un paragone con ciò che accadde nella nazione d'Oltralpe durante la Prima Guerra Mondiale, altro evento catastrofico come quello che i francesi si trovarono a fronteggiare durante la Rivoluzione, con una sola sostanziale differenza che la Francia del 1914 era una nazione unita e senza conflitti interni, quella del 1793 era dilaniata anche da una guerra civile causata da numerose ed estese insurrezioni come quelle in Vandea, a Lione, Tolone , Bordeaux, Caen, Nimes, Marsiglia ed altre città schierate con i controrivoluzionari e contro la repubblica.

"Quando la Francia rivoluzionaria - aggredita alle frontiere dall'Europa delle monarchie e lacerata all'interno dalla lotta contro chi voleva scendere a patti col nemico - capì che era giunto il momento di vincere o perire, concentrò le proprie forze in un estremo tentativo: fu l'organizzazione del Terrore, come strumento indispensabile per la vittoria. Robespierre, dall'animo così mite ed umano, ebbe un ruolo, un ruolo decisivo, nella messa in opera di un sistema di repressione, che doveva far tremare i traditori e ridurli all'impotenza. L'uomo che all'epoca della Costituente, quando la pace regnava ancora, si era levato contro misure d'eccezione premature, che si era opposto alle prime leggi contro il clero e gli emigrati, che aveva trattato sprezzantemente anche i manifesti incendiari del Principe di Condé, che si era dimostrato a più riprese un avversario deciso dell'accentramento dei poteri e che aveva assunto con coraggio la difesa di tutte le libertà, che aveva proposto invano l'abolizione della pena di morte, fu trascinato a poco a poco dalle necessità ineluttabili della duplice guerra - interna ed esterna - a dare la propria adesione e contributo alla sola politica capace di salvare in quel momento la Repubblica e la Francia.

Quando sul mondo si riversò la catastrofe del 1914, il governo repubblicano proclamò lo stato d'assedio su tutto il territorio francese, ponendo nelle mani dei consigli di guerra una giurisdizione sovrana non soltanto sui militari, ma anche sui civili. Furono sospese tutte le libertà… Basterebbe tenere a mente questa dittatura atroce alla quale una Francia calma ed unita è stata sottoposta per cinque lunghi anni [quelli della Prima Guerra Mondiale -ndr], per essere più equanimi verso i terroristi del 1793, che si dimostrarono liberali - oserei dire - in confronto ai nostri uomini di Stato di ieri e di oggi: non hanno proclamato lo stato d'assedio generale e illimitato, non hanno imposto la censura preventiva, non hanno mai consegnato i civili ai tribunali militari, non hanno sciolto la tribuna della Convenzione e nemmeno quella dei clubs
".(tratto da http://www.robespierre.it/perche.htm)

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